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Augusta, guai a chiedere: minoranza accusata di alimentare malcontento

EDITORIALE – Consiglieri d’opposizione, attenti a quello che chiedete e non fate perdere tempo alla sindaca di Augusta. Perché poi la gente magari ci crede che possa davvero fare qualcosa per adattare il #iorestoacasa alle necessità specifiche del proprio Comune, come invece fa qualche altra amministrazione del circondario. E’ lo sconcertante senso di una nota che la grillina Cettina Di Pietro ha mandato il 27 aprile alla presidenza del Consiglio comunale . Con l’esplicita annotazione d’inoltrarla agli altri 29 che sono stati eletti proprio per rappresentarle le istanze della città, man mano che queste si presentano. E per non sbagliare, evidentemente fidandosi poco delle pec municipali risultate talvolta un po’ “lente”, ha diffuso il suo editto sui social. Con tanto di screenshot dell’atto ultimativo, riguardante non meglio precisate “richieste ricevute”. Quali siano, non lo spiega. Nè sulla pagina Facebook di “ufficiale di governo”, né all’interno del documento postato immantinente, vista l’urgenza. Il monito di Palazzo ribadisce – ci mancherebbe altro – che “la Scrivente e l’Amministrazione tutta sono altrettanto sensibili alle istanze dei cittadini”. Ma, aggiunge con tanto di esclamativo, “non possono porsi al di sopra della legge!”.

Di Pietro: false aspettative da richieste opposizione.

Sorvolando sul fatto che sarebbe opportuno non porsi nemmeno al di sopra della grammatica istituzionale, perché se firma il Sindaco non c’entra la maiuscola sul sostantivo “Scrivente” con l’articolo determinativo al femminile, ci sono degli elementi che illuminano il senso di un’iniziativa così istituzionalmente “sgrammaticata”. Il primo è quando accenna al viatico in voga per zittire ogni voce scomoda, e cioè “il delicato momento storico che viviamo”. Il quale “impone per chi riveste cariche pubbliche un particolare senso di responsabilità, e maggiore scrupolo nell’avanzare richieste che risultano essere in contrasto con le misure nazionali e regionali”. Chi, o su cosa, le abbia chiesto di andare contro la legge, però, non è dato sapere. Si sa però che sono state “prima pubblicizzate sui Social e sulla Stampa e solo dopo ricevute dall’amministrazione”. Di Pietro fornisce anche una sua personale chiave di lettura, a queste iniziative “fuorilegge” dell’opposizione. E qui ricorre al secondo leit motiv di chi sta a Palazzo, e non sa come cavarsela con la gente che ce l’ha portato. “Non fa altro che alimentare false aspettative fra i cittadini e accrescere il malcontento“, analizza questa sindaca a fine mandato.

L’ex sindaco Carrubba: è carattere, portate pazienza.

“E’ una questione di carattere, i consiglieri devono portare pazienza”, rimbecca caustico Massimo Carrubba. Sindaco è stato eletto per due volte, e di opposizione ne ha “subita” di ben peggiore. Perciò ha solida esperienza per osservare che “la prima cittadina avrebbe dovuto leggerle come suggerimento da chi, nell’esercizio del mandato elettorale, si fa portavoce delle difficoltà dei cittadini“. Una di queste è la “richiesta di intervento urgente attraverso delibera di Giunta, riguardante una deroga per determinate categorie di cittadini”, che avevano presentata Vanessa Fazio ed Enzo Canigiula. Che peraltro non sono stati eletti nella stessa lista, e non stanno nemmeno nello stesso gruppo consiliare. L’iniziativa riguardava “i soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico, da disturbi dell’attenzione o da disabilità intellettiva grave; per loro, stare in casa a lungo rischia di essere un vero e proprio trauma, che a volte può sfociare in atti di autolesionismo“. Una problematica molto seria, come può intuire anche chi non la soffre direttamente. Risolvibile col permesso di poter andare in zone specifiche come ad esempio lungomare Granatello, Faro, lungomare Paradiso”, idonei a dare sfogo alle loro necessità così particolari.

Massimo Carrubba con Francesco Italia, sindaco di Siracusa.
copertina, Cettina Di Pietro durante la protesta dei genitori bambini disabili (repertorio).

Fazio e Canigiula avevano chiesto spazi per gli autistici.

I due consiglierei d’opposizione avevano inviato quella richiesta il 24 aprile, definendola un atto d’amore“. E rassicurando la sindaca pure sulla “legittimità“, considerato che c’era il precedente di un sindaco pugliese. “E’ disposto che i soggetti affetti da autismo e altre problematiche psichiche, in possesso di regolare certificato dall’autorità sanitaria e accompagnati da un familiare, potranno fruire delle spiagge del territorio di Salve“. Così aveva deliberato il 23 aprile quell’amministrazione guidata proprio da un avvocato leccese, Francesco Villarosa. L’avvocata augustana, invece, ha aspettato che fosse l’ultimo Dpcm a risolvere favorevolmente la questione. Salvo poi scrivere, il giorno dopo, che “risulta ultroneo fare proposte o richieste di attività già consentite”. Che in quanto tali, considerato che non pongono problemi di “legalità”, avrebbero maggiore facilità a ricevere una risposta cordialmente rassicurante. Se non altro per quel garbo istituzionale così prodigalmente offerto via radio al direttore generale dell’Asp, Salvatore Ficarra, che peraltro “istituzione” nemmeno è.

PER APPROFONDIRE: “Bisogni” negati a scolari disabili, Di Pietro litiga in piazza con le mamme

La sindaca lamenta proposte fuori dai limiti di legge,

“Anziché ringraziare i consiglieri Fazio e Canigiula, richiamando magari quanto disposto dall’ultimo Dpcm, con il suo consueto piglio da maestrina si avventura a fare il solito pistolotto a tutti i consiglieri comunali“, commenta Carrubba. Ed è al vetriolo la conclusione di chi è tornato in politica per pareggiare i conti con un #cambiamento che, alla fine, è rimasto solo in una concezione diversa su cosa sono i modi educati e i toni garbati. “Ma non è una novità. La sindaca non riesce, nemmeno in questo momento così drammatico e per temi che interessano fasce importanti della popolazione, a intrattenere rapporti improntati al rispetto e alla collaborazione con l’opposizione”. Fra l’altro, la giustificazione che Di Pietro adduce per non fare nulla, non sembra avere neppure un solido fondamento giuridico. Al documento, infatti, allega una circolare della Protezione civile regionale. La quale ricorda il decreto legge che vieta le “misure in contrasto o eccedendo i limiti in oggetto”. Cioè, le ordinanze sindacali non possono essere più restrittive, né radicalmente liberatorie.

Enzo Canigiula e Vanessa Fazio.

Ma a Siracusa rimasto aperto pure il mercato Coldiretti.

Infatti, mentre ad Augusta si sono subito chiusi i mercati rionali (e buonanotte a tutti), a Siracusa un paio li hanno sempre lasciati aperti. Sia quello di via Giarre, per la parte alta, che quello in Ortigia “non contrastano né eccedono” il verbo governativo, semplicemente perché montano solo bancarelle di ortofrutta e ben distanziate. Si svolge addirittura pure il mercato settimanale del contadino in piazza Adda, con la supervisione di Coldiretti. Un risultato non indifferente è che nel capoluogo non si sono registrate impennate nei prezzi al dettaglio. Insomma, ciò che nelle più piccola Augusta non si può nemmeno chiedere, in quel Comune “ad alta densità” si può tranquillamente fare . E anche lì c’è un sindaco, Francesco Italia, con una laurea in giurisprudenza. Ma forse l’avrà presa in Puglia.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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