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Augusta centro deserta: commercianti in rivolta, fuga dal Comitato

AUGUSTA – “Augusta riparte dal commercio”. Mentre per la nuova presidenza del Comitato di settore, la chiave della crisi sta tutta lì, esplode la rivolta dei piccoli commercianti sulla silenziosa eutanasia della categoria. A far traboccare il malessere  fuori dagli argini innocui dei social, è stato il comunicato che annuncia “il via del Comitato 2.0” per gli esercenti nel centro storico. Nel documento del 13 aprile, il cambio al vertice del Cca “segna l’inizio di una nuova fase” per i negozianti dell’isola. Ma proprio quando il nuovo presidente Tony Di Silvestro celebra la svolta, con la benedizione del sindaco Giuseppe Di Mare che ha convocato direttamente i giornalisti a Palazzo di città, la categoria si spacca dopo il lungo appiattimento sull’amministrazione comunale. Soprattutto sulla sua politica apertamente diretta allo sviluppo della grande distribuzione, che adesso sta dando il colpo di grazia alle piccole realtà commerciali, già boccheggianti dopo la mazzata del Covid. Una trentina di commercianti, peraltro conduttori delle attività più antiche e conosciute nel quartiere, hanno dato vita a una nuova associazione di rappresentanza. Avviando già interlocuzioni informali con il Comune, per frenare la “desertificazione” dello shopping in via Umberto e dintorni, che gli eventi a rotazione continua hanno paradossalmente accelerato con le chiusure del traffico. Una situazione al collasso proprio alla vigilia del voto amministrativo di maggio, e proprio in un feudo elettorale degli amministratori uscenti. “Risulta quantomeno atipico che i rappresentanti dei commercianti che hanno accompagnato questa fase critica, oggi siano tutti candidati a sostegno del sindaco Di Mare: gli operatori economici meritano chiarezza e coerenza”, osserva il capogruppo Pd, Giancarlo Triberio.

Di Mare: piccolo commercio in difficoltà per e-commerce, centri storici in crisi ovunque

Tania Patania, Giuseppe Di Mare e Tony Di Silvestro.
copertina: i nuovi supermercati all’ingresso città.

In effetti i portavoce dei comitati di Isola, Borgata e Brucoli hanno tutti annunciato la propria candidatura nella coalizione del sindaco, e i due più rappresentativi proprio nelle liste di suo diretto riferimento. Eppure, la lunga sequela di  affittasi e “vendesi affissi nei bassi commerciali, sembra raccontare un declino inarrestabile del piccolo commercio. Mentre persino sulle vie di fuga continuano a sorgere come funghi nuovi ipermercati, realizzati da imprenditori prevalentemente catanesi, e dove ormai si vende di tutto. Di Mare ha sottolineato la sua presenza in conferenza stampa come “simbolo di vicinanza”, attribuendo la crisi “all’e-commerce e alle tante altre cose che incidono”. E riconducendo la desertificazione del centro storico a un fenomeno condiviso, presente in tutti i paesi della zona. Dove tuttavia il fenomeno appare meno marcato se non addirittura in controtendenza, proprio laddove le riqualificazioni che privilegiano il verde urbano si accompagnano a una presenza più discreta della grande distribuzione. Non a caso Triberio osserva ancora che “oggi si registra una vera e propria sommossa silenziosa, di chi assiste impotente alla chiusura di tante attività, senza aver ricevuto negli anni supporto o strategie adeguate”.

Cca, Di Silvestro: ora rappresentanza ampia. Ma c’è già la concorrenza di “Commercianti riuniti”.

Il nuovo Lidl davanti il cimitero.

C’è la costituzione della dissidente associazione Commercianti riuniti Augusta”, dietro l’improvviso cambio al vertice dello storico Comitato commercianti Augusta? Perché se il Cca poco o nulla si è pubblicamente sentito circa un Piano commerciale troppo sbilanciato ad attrarre gli investimenti forestieri sui supermercati, o sugli eventi faraonici tutti concentrati sull’isola fino a paralizzarla in continuazione, in sostanza finora aveva lavorato a stretto contatto con l’amministrazione. Una scorsa rapida ai verbali della presidenza uscente, retta da Elena Cimino, vedono numerosi “tavoli tecnici su parcheggio, illuminazione, marciapiedi, bus, regolamentazione ordinanze viabilità in concomitanza di eventi, manifestazioni con coinvolgimento del mondo scolastico mirati per far rivivere il centro”. Un approccio collaborativo che forse ha minimizzato l’impatto della crisi, senza tuttavia riuscire a invertirla. Ora ci prova Di Silvestro, da poco tempo nel settore e con un programma che suona di discontinuità, pur senza sconfessare apertamente i predecessori. “Vogliamo costruire una rappresentanza ampia, capace di coinvolgere anche quei commercianti che negli anni si sono allontanati: questo è un momento di ricostruzione e rilancio”, scrive il nuovo presidente del Cca. Il quale parla di “circa 50” associati, anche se pare non ci sia un elenco aggiornato. Manifestando inoltre l’obiettivo di svolgere un ruolo di “rappresentanza della categoria”, nonostante la presenza più strutturata di Confcommercio e Cna.

Pd, Triberio: negozi deserti fenomeno grave, da amministrazione solo operazioni maquillage.

Giancarlo Triberio e Claudio Fava.

L’ambizione del nuovo presidente è quella di avviare “un percorso che punta a rafforzare il ruolo del Comitato come interlocutore autorevole, capace di contribuire in modo concreto alla valorizzazione del territorio”. Ma questa “versione 2.0” prospettata in un salone municipale deserto, dove l’assessora competente Tania Patania presenzia ma non proferisce parola, non sembra convincere il Partito democratico. “A un fenomeno grave che richiederebbe programmazione e interventi concreti, l’amministrazione risponde con operazioni di maquillage e iniziative di pura immagine”, commenta Triberio. Il comunicato del consigliere Pd sottolinea che“dopo anni di nostre denunce politiche, a ridosso delle elezioni il sindaco si rende conto della carenza di parcheggi in centro storico: ma presentare un semplice rendering, privo di progettazione concreta e di certezze sulla realizzazione non può essere considerato uno strumento affidabile per attrarre investimenti, o dare fiducia a chi vorrebbe aprire un’attività”. Di Silvestro comunque sembra abbia già chiesto una interlocuzione pure col candidato sindaco del Campo largo, Salvo Pancari. Magari per fugare i sospetti su un Cca dove tutto cambia affinché nulla cambi: il tempo dirà se è buona volontà o gattopardismo. Intanto resta il suo “auguro a tutti una buona campagna elettorale. Chi ama Augusta ha l’opportunità di dimostrarlo con i fatti, anche attraverso le proprie scelte quotidiane. Scegliere di acquistare qui significa investire nel futuro della nostra città”. Che alla fine è l’unica verità incontestabile.

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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