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“Denunciaci tutti”, Patti sfida Ficarra sulla rimozione firmata in 10 mila

SIRACUSA“Per caso, non ritiene che qualcuno dei 10 mila firmatari si sia sentito minacciato ed intimidito dal suo comunicato? Vorrei ricordarle che la petizione ha un promotore, ma poi diventa proprietà ‘intellettuale’ di chi la sottoscrive e la condivide. A quanto pare non pecca solo in managerialità, ma pecca enormemente in saper vivere“. Non si è fatta attendere molto la replica di Giuseppe Patti a Salvatore Ficarra. La risposta dell’ambientalista siracusano al direttore generale dell’Asp, è arrivata proprio alla vigilia di un nuovo caso mediatico nazionale. Dopo “Report“, infatti, i punti oscuri dell’emergenza Coronavirus nel Siracusano approdano su “Non è l’Arena“. Il programma di La7, nella puntata del 19 aprile, si occuperà delle vicende che vedono l’Azienda sanitaria al centro di una bufera senza precedenti. Con i vertici messi sotto accusa persino da una petizione popolare, che ne richiede la rimozione immediata. Il principale imputato si è difeso annunciando un’azione giudiziaria, con tanto di richiesta per risarcimento danni, da estendere alle migliaia di firmatari su Change.org. E mentre sulle scelte del contestato manager stanno per accendersi nuovamente i riflettori delle tivu nazionali, i 5 Stelle di Augusta si lanciano a difenderle per quanto riguarda la riconversione del Muscatello in Covid-center. E’ un documento destinato a spaccare il “moVimento“, quello che il gruppo consiliare pentastellato ha diffuso il 16 aprile. Perché non solo lancia un salvagente alla dirigenza sanitaria protetta da un governo regionale dove stanno all’opposizione, ma “smentisce” la stessa rappresentanza grillina all‘Assemblea siciliana.

Il direttore Asp annunciava querele e richieste danni.

Sopra, la “non intervista” del direttore Asp a Report
Copertina, Giuseppe Patti.

La “quarantena” forzosa del #iorestoacasa sta cancellando quella tregua del fine settimana, che un tempo segnava un cessate il fuoco per le polemiche più aspre. A rinvigorirle ci ha pensato Ficarra, con un comunicato inviato il 17 aprile solo ad alcune redazioni. Dove si prende di petto Patti, già candidato alla Camera con i Verdi, che all’indomani del reportage trasmesso su Rai3 ha promosso una petizione online per chiedere un cambio al vertice. Un testo dove non si fanno sconti sulla gestione dell’epidemia, specialmente riguardo i contagi alla Soprintendenza. La cui presunta sottovalutazione è oggetto di una circostanziata denuncia alla Procura da parte della famiglia di Calogero Rizzuto, direttore del Parco archeologico di Siracusa. Morto pochi giorni prima della sua assistente, sempre per Covid-19, in circostanze sulle quali il direttore Asp si è contraddistinto per le “non risposte” date all’inviata Claudia Di Pasquale.

La replica: le firme le puoi chiedere a Musumeci e Razza.

“Poiché tale raccolta firme contiene evidenti presupposti di profilo giudiziario, ho già provveduto a dare mandato al mio legale di denunziare alla competente autorità giudiziaria il promotore dell’iniziativa avverso il quale sarà anche esercitata azione risarcitoria“, ha fatto sapere Ficarra a mezzo stampa. Il quale, “con l’occasione invita il promotore a consegnare l’elenco delle firme depositate e a riferire a quale autorità sono state consegnate”. L’artefice della petizione rimozione immediata del direttore generale e del direttore sanitario dell’Asp 8 Siracusa“, fa però notare che quella richiesta era stata indirizzata al governatore Nello Musumeci. Nonché all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. “Ai quali, come ho comunicato alla stampa, ho consegnato la petizione con le firme e i commenti nella serata di martedì, 14 aprile”, sottolinea Patti. Aggiungendo caustico che “se ritiene di doverne necessariamente entrare in possesso, può chiederle a loro“. In sostanza, negli uffici della Regione ci sarebbe già tutto quello che occorre per andare eventualmente in tribunale. A meno che, considera l’ambientalista, le ragioni sottostanti l’iniziativa del contestato manager non siano altre. “Trovo quanto mai intimidatoria la sua richiesta di entrare in possesso delle firme. Come se fosse alla ricerca delle ‘serpi in seno’, magari una ‘caccia alle streghe‘ a qualche infermiere o a qualche medico dipendente Asp, da poter punire.

Rizzuto e l’infermiere mascherato intervistati da La7.

Il figlio di Calogero Rizzato intervistato dall’inviata di Rai3.

Più che a un maxi-processo con 10 mila imputati, in realtà, Ficarra sembra piuttosto pensare a come fermare una campagna mediatica contro la sua gestione della pandemia. Una necessità quanto più pressante alla vigilia di una nuova ribalta nazionale. Nella trasmissione domenicale condotta da Massimo Giletti, a parlare del caso Rizzuto ci sarà il figlio Audenzio. Forse la redazione ha contattato il direttore per la replica, magari anticipandogli che avranno pure la testimonianza dell’infermiere mascherato. Il paramedico era finito al centro dell’attenzione con un video-choc diventato virale sui social, dove esprimeva la sua rabbia per come era organizzato il pre-triage Coronavirus all’Umberto Primo. L’ospedale di Siracusa si è poi rivelato il focolaio Covid preconizzato nel filmato, la cui veridicità era stata però smentita dall’Asp, sostenendo che l’autore fosse un estraneo. Marco Salvo nei giorni scorsi si è mostrato a “Chi l’ha visto“. E ora tornerà in tivù, proprio a “Non è l’Arena“. Ma se il manager intendeva ridimensionare gli effetti mediatici di questa nuova puntata sul “caso Siracusa“, per giunta speziato da una petizione ultra-popolare, rischia però l’effetto boomerang

L’ambientalista: si minaccia per non spiegare i contagi.

L’ambientalista siracusano mostra le firme.

Annunciando sulla stampa un’iniziativa che doveva restare nelle cancellerie giudiziarie, se voleva essere davvero efficace, Ficarra l’ha fatta diventare una “notizia“. Alla quale La7 può fare da incredibile cassa di risonanza. Patti l’ha capito, e ci mette il carico.“Trovo quanto mai scomposta la sua decisione di depositare una querela a mio carico, che ha il sapore di una minaccia, che incrina ulteriormente il rapporto con la società civile siracusana“, scrive in un comunicato dove esprime sarcastico “i sensi di colpa, per averlo distratto così tanto dal suo lavoro manageriale”. Più seriamente, l’ambientalista osserva che Ficarra è una parte integrante di un sillogismo politico in quanto è un ‘nominato’ dalla politica, alla politica deve rispondere, la politica deve dare risposte ai cittadini, lui deve dare delle risposte ai cittadini. È un dato quanto mai assodato che su 100 contagi nella provincia di Siracusa ben 40 sono avvenuti in ospedale, ogni giorno ci sono reparti che chiudono per la necessità di essere sanificati e medici posti in quarantena. Encomiabili sono gli sforzi del personale medico e infermieristico, ma ancora oggi ci sono contagiati posti in quarantena obbligatoria, ‘sequestrati’ in casa, perché non vengono effettuati i due tamponi necessari per confermare la guarigione”.

Covid-Center, per l’on. Pasqua andava fatto solo a Noto.

Giorgio Pasqua, capogruppo 5S all’Ars.

Il manager si vede definire questa sua difesa del classico prendere avanti, come quella di unbulletto“. Ma non è il primo scivolone dell’Asp sulla gestione delle informazioni, evidentemente dettata direttamente da vertici la cui preparazione è ovviamente confinata al solo campo sanitario. A differenza invece dei 5 Stelle, che fuori dalla comunicazione sembrano capaci di poco altro. Ma l’ansia di risalire fra i trending topic, ha fatto prendere un brutto scivolone al gruppo consiliare di Augusta. Dichiaratosi sorprendentemente favorevole a un reparto Covid nel Muscatello, che non solo “cancella” di fatto un ospedale per cui vociavano durante contestazioni di piazza. Ma addirittura contraddicono il loro maggiore “portavoce” all’Assemblea siciliana. Giorgio Pasqua, capogruppo all’Ars, il 18 marzo aveva “suggerito di riconvertire i presidi come quelli di Noto, chiusi o declassati dalla rivisitazione della rete ospedaliera“. Nel suo comunicato spiegava, pure per il resto della regione, che “i posti letto dedicati ai pazienti Covid vanno individuati e assegnati in presidi già attrezzati con reparti di malattia infettive, terapia intensiva, pneumologia o pronto soccorso, così da poter affrontare prontamente ogni necessità sanitaria”.

I 5S Augusta “smentiscono” il loro capogruppo Ars.

A distanza di un mese, i fatti hanno dato ragione al deputato regionale di Priolo. Ma i grillini augustani non devono essersene accorti. E così i consiglieri di maggioranza se ne vengono fuori con un documento dove scrivono che “fare parte di una Nazione e sentirsi un popolo unito, non può e non deve essere vuota retorica. In quest’ottica crediamo che anche la struttura ospedaliera della nostra città possa essere una valida risorsa per affrontare questa emergenza. In questo momento bisogna essere orgogliosi del fatto che anche Augusta, principalmente grazie alla professionalità dei medici e del personale dei reparti di Medicina e Chirurgia, coadiuvati dagli pneumologi e dagli operatori del centro amianto, possa fare la sua parte e dare un valido contributo”. I “portavoce dei cittadini in consiglio” omaggiano il personale del Muscatello come Eroi!. Facendo finta di ignorare,con tanto di punto esclamativo, che da settimane tutti lì dentro sono terrorizzati dal lavorare in uno di quegli ospedali “misti“, bocciati dai protocolli ministeriali contro la trasformazione dei nosocomi in focolai di contagio.

I consiglieri grillini: condivisa scelta Asp sul Muscatello.

Mutazione 5S ad Augusta: oggi appoggiano l’Asp sul reparto Covid che “cancella” l’ospedale.
Nella foto, il capogruppo Mauro Caruso con la presidente del consiglio Sarah Marturana.
La grillina è diventata un personaggio politico fra i più votati nel 2015: grazie agli studi da soprano, le sue grida di protesta sovrastavano quando stava in prima fila nelle contestazioni di piazza in difesa del Muscatello.

“Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle di Augusta”, firmatario dell’ennesima rivoluzione copernicana in un quinquennio di Palazzo, aggiunge che “a nostro parere la scelta dell’Asp di destinare e convertire il nostro ospedale alla cura dei contagiati meno gravi, può essere solo condivisa proprio per il senso di responsabilità e per l’impegno civile che contraddistingue la nostra comunità”. Però, senza dimenticarsi che quest’anno gli elettori dovranno rinnovargli fiducia alle amministrative, puntualizzano che “il preciso compito di noi consiglieri comunali e di tutta la delegazione politica siracusana, sarà quello di vigilare, concretamente e caparbiamente, affinché tutto ritorni ad essere come prima, se non addirittura meglio”. La migliore chiosa a commento di questo sorprendente documento grillino pro-Ficarra e anti-Muscatello, arriva da Andrea Timmoneri, presidente di AmoAugusta:“Dicono all’Asp sbatti pure contro un muro l’unica utilitaria che ho, l’importante è che poi me l’aggiusti”.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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