Tu sei qui
Home > ERROR404.ONLINE > Asp, la comunicazione che scorda il Covid e si occupa di satira e petizioni

Asp, la comunicazione che scorda il Covid e si occupa di satira e petizioni

AUGUSTA“Cù ti ci potta attia, se trova dipendenti li licenzierà perché è venuta meno la fiducia”. La Covid-censura adesso sbarca pure fra le petizioni online, che esprimono dissenso sulla gestione dell’emergenza Coronavirus da parte dell’Azienda provinciale. E’ stato Giuseppe Schermi a rivelare, messaggi alla mano, che fra il personale sanitario serpeggia oggi una paura riesumata dai libri di storia ottocentesca. Al punto che il consigliere comunale ha dovuto scrivere pubblicamente, il 19 aprile, per rassicurare tutti i quasi mille firmatari della petizione di Augusta che nessuna richiesta firme è stata fatta, e che si può e si deve continuare a far firmare per aiutarli ad aiutarci”. All’indomani della creazione di un reparto Infettivi al Muscatello cancellando Chirurgia e Medicina, l’esponente Diem25 si era fatto promotore di una istanza popolare su Change.org. Dove si chiedeva “la riattivazione dell’ex clinica Villa Salus come ospedale di zona industriale“. Un’iniziativa a sostegno di una mozione che “verrà ufficialmente depositata in commissione consiliare Sanità, la cui convocazione è stata richiesta ufficialmente lo scorso 21 marzo e più volte sollecitata”. Insomma nulla di rivoluzionario, per uno Stato formalmente ancora democratico. Eppure la puntualizzazione si è resa necessaria, dopo la svolta impressa dall’Asp contro le critiche diffuse sul web. Con l’annuncio di querele e risarcimenti contro chi firma petizioni sgradite, che sarebbero una novità persino per le piattaforme di raccolta.

Ficarra vs Patti per interposto comunicato stampa.

Peppe Patti mostra le firme della petizione.
Una foto che ricorda il Goodman dei f.lli Coen (in copertina).

Il “salto di qualità” nella politica di relazioni aziendali avviata dalla direzione generale con i suoi dipendenti, è arrivato mascherato da una querelle con l’ambientalista siracusano Giuseppe Patti. Che all’indomani della puntata di “Report” sui contagi mortali alla Soprintendenza, si era fatto promotore di una caustica petizione per la rimozione del manager sanitario Salvatore Ficarra. Quando quell’iniziativa su Change.org ha toccato le 10 mila firme, il direttore generale ha reagito chiedendo “provocatoriamente” gli elenchi dei sottoscrittori per avviare un’azione giudiziaria. Ne è nato un “caso”, dagli sviluppi imprevedibili per tutti. Perché nel giro di un paio di giorni è passato dal campo di un’iniziativa sopra le righe, a quello del surreale. Perché nel mirino dell’Asp furiosa non è più finito solo il diritto di critica, ma anche quello di satira. Con un blog di chiaro intento satirico e molto noto nel capoluogo, che si è trovato oggetto addirittura di un comunicato stampa. Dove l’Azienda avvertiva che “anche questo andrà ad accrescere il fascicolo depositato all’Autorità competente”.

Il direttore generale: la satira disorienta i cittadini.

Il blog satirico riceve la “smentita” dell’Asp.

A mettere in moto le risorse umane aziendali durante una domenica di riposo, particolarmente preziosa durante queste convulse settimane di emergenza Coronavirus, è stato il sito satirico Archimete Pitacorico, talmente provinciale da essere universale”Il giornalista Emiliano Colomasi ha pubblicato un fotogramma tratto dal film Il grande Lebowski”. Mostrava un John Goodman dall’impressionante somiglianza con l’ambientalista siracusano, che sventolava un documento “cinematograficamente” scottante accanto un Jeff Bridges dall’improbabile verosimiglianza con un legale. Inequivocabile anche il testo a corredo. Peppe Patti e il suo avvocato mostrano all’inviato di Teletris la presunta circolare dell’Asp che per ripicca, vieterebbe al personale medico e paramedico di tutte le strutture sanitarie della provincia, la somministrazione di qualsiasi tipo di cura agli uomini di cognome Patti fino al 2021!”. L’unico a non aver colto la spassosa ironia è stato Ficarra. “Una satira che non fa ridere, ovviamente inesistente la circolare contro il nome Patti”, si è premurato di far sapere tramite il suo ufficio stampa. Arrivando addirittura ad affermare che “a disorientare i cittadini ci si mette anche il blog noto per la satira e le fake news”.

La retromarcia del dg: denuncio solo l’ambientalista.

In serata è poi arrivata una precisazione stampa“, dove l’Asp cerca di mettere una pezza. “A chiarimento della smentita dei contenuti dell’articolo di satira la direzione dell’Asp di Siracusa precisa che non vi è, da parte di questa Azienda sanitaria, alcuna intenzione di sporgere alcuna denuncia nei confronti del blog Archimete Pitacorico. Le azioni legali, intraprese negli ultimi giorni a tutela dell’immagine e buon nome dell’Azienda, contro Giuseppe Patti, continueranno ad avere lo stesso e unico destinatario. Ci scusiamo per l’equivoco creato e continuiamo ad essere disponibili verso gli organi di stampa“. In sostanza Ficarra smentisce l’intenzione di denunciare il giornalista satirico, ma non spiega la sua impellente necessità di “smentire” un documento inventato dai fratelli Coen nella loro celebre pellicola. E siccome la realtà supera sempre la fantasia, per un intero pomeriggio domenicale il dramma dell’emergenza sanitaria si è trasformato in una specie “pochade“.

Assostampa: capiamo il momento ma questo è troppo.

Prima è dovuta intervenire Teletris, con un comunicato fra il serio e il faceto dove puntualizza che “ovviamente l’emittente tirata in ballo in quest’articolo di satira non ha dato incarico ad alcun inviato e men che meno ha ricevuto da Patti o dal suo avvocato alcuna circolare o documento con tale contenuto. Se non fosse che il profilo social si caratterizzi per la sua propensione alla satira, avremmo dovuto seriamente dichiarare l’estraneità dell’emittente considerato che effettivamente ha intervistato Patti per profili inerenti la vicenda”. Poi, in modo meno faceto ma molto più serio, ha dovuto prendere posizione l‘Assostampa. Spiegando che siamo consapevoli della delicatezza del momento, delle enormi difficoltà che bisogna affrontare, delle naturali tensioni e dei comprensibili nervosismi, ma che l’Asp intervenisse in questo modo anche sulla satira, decisamente no; oggi non si poteva credere a quanto letto nel comunicato emesso dalla direzione dell’Azienda sanitaria“. La segreteria provinciale ricorda all’Asp che i comunicati stampa sono una cosa seria, e gli uffici stampa uno strumento per accorciare le distanze con gli utenti. Non la longa manus per “un atto un po’ scomposto che rischia, piuttosto, di alimentare ulteriormente quella distanza tra istituzione e opinione pubblica“.

“Smentita” una foto di satira, silenzio su una di cronaca.

“Crediamo che, proprio per la delicatezza del momento, ogni cosa debba essere valutata con serenità e perspicacia, evitando di scaricare sull’informazione, anche quella satirica, l’accusa di disorientare i cittadini”, puntualizza il documento firmato da Prospero Dente, Alessia Zeferino e Gaetano Guzzardo. Perché questo continuo ricorso delle fonti ufficiali a un concetto sfuggente come allarmismo, declinato in tutti i suoi sinonimi, comincia ad apparire fin troppo sospetto. Il diritto di cronaca è già finito in trincea e ora l’assalto della comunicazione istituzionale viene rivolto verso lo stesso diritto di critica dei cittadini, che devono temere persino ritorsioni sul pane quotidiano se firmano una petizione. Per questo il richiamo della segreteria Assostampa al rispetto del diritto di satira, trascende la surreale vicenda di una “smentita” a Goodman “travestito” da Patti. La reazione dell’Asp a quel documento di scena mostrato insieme all’“avvocato” Dugo, e interpretato satiricamente dal blog, è molto sintomatica. Perché di ben altra documentazione “imbarazzante” si trova a dover dare spiegazione. Come ha mostrato a tarda sera il programma “Non è l’Arena“.

Nessuna risposta a La7 che si occupava del caso Rizzuto.

La trasmissione di Massimo Giletti ha ripreso le vicende della Soprintendenza, intervistando Audenzio Rizzuto. Mostrando per la prima volta il certificato di ricovero emesso dal medico che curava il padre Calogero, direttore del Parco archeologico. Rimandato indietro dall’ospedale, secondo quanto sostiene la famiglia, nonostante la febbre alta e i sintomi del Covid-19. Quando finalmente gli è stato dato un letto in Terapia intensiva, forse era già troppo tardi per strapparlo alla morte. Sulla vicenda c’è una denuncia dei familiari, sulla quale Ficarra già non aveva risposto davanti le telecamere di Rai3. E non l’ha fatto neanche a La7. Costringendo il conduttore a ribadire che se l’informazione fa delle domande, sarebbe utile rispondere“. Anche perché qualcosa da spiegare ci sarebbe. Soprattutto all'”infermiere mascherato” che aveva denunciato sui social le condizioni di scarsa sicurezza in cui operavano nel pre-triage all’Umberto Primo. Pure allora la smentita era stata veloce, ma poi si è scoperto che la vera fake-news arrivava proprio dal comunicato dell’Asp. Quel dipendente non era un intruso, ma davvero operava là. E quanto affermava era così drammaticamente vero, che “ha preso il Coronavirus e adesso sta male”. Lo si è appreso in diretta nazionale la stessa domenica in cui, a Siracusa, la direzione generale era impegnata a smentire il “Il grande Lebowski“. 

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

Lascia un commento:

Top