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Priolo, Costa galvanizza gli ambientalisti:”Me ne strafotto dei petrolieri”

Ultimo aggiornamento Friday, 6 December, 2019   11:20

PRIOLO – “La mia idea, ve lo dico con franchezza, non è quella di ottenere un risultato subito; ma di segnare un tale solco che chiunque verrà dopo non ne potrà uscire, ma sarà costretto ad andare avanti”. Non è che il ministro Sergio Costa si sbilanci più di tanto, nell’assicurare qualcosa su quanto gli chiedono i comitati dell’ambientalismo di strada. Ma gli ecologisti più battaglieri che l’11 novembre sono arrivati a Priolo nonostante l’allerta meteo, non vi badano più di tanto. Sono convenuti per ascoltare il verbo del primo “grillino” che siede nella scomoda poltrona dell’Ambiente, e consegnargli una serie di richieste che sono la summa degli slogan usati nelle marce di protesta.

Chiesto al ministro un sistema di monitoraggio pubblico.

Documenti nei quali c’è dentro di tutto. Dal facilmente fattibile con un po’ di buona volontà, come la verifica periodica dell’effettiva manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti esistenti; un sistema di monitoraggio pubblico e libero delle emissioni in grado di poter interloquire con le popolazioni; lo stop alla cementificazione delle aree di interesse naturalistico in prossimità dell’area industriale”. Fino all’utopia politica di “contrastare lo scudo fiscale” salva-investimenti stranieri. E a quella economica di “un cambio totale del sistema produttivo del Paese, abbandonando il fossile per riconvertire e investire su fonti energetiche finalmente sostenibili”.

Il ministro Costa in assemblea. Foto tratta dal post del consigliere Triberio:
“Sono dovuto andare fino a Priolo per ascoltarlo e fare le mie proposte per Augusta”.
Copertina e sotto, fermi immagine dal filmato Facebook dello staff ministeriale.

Le trivelle a Noto contro le “roiàliti” ministeriali.

L’ex generale della Forestale con laurea in Agraria, transitato nei carabinieri dopo l’incorporazione del Corpo, non li delude. Li galvanizza, dosando la sua cadenza partenopea con maestria affinata quando comandava i Vigili provinciali di Napoli. Al momento opportuno, quando deve far calare una serie di “no” governativi, tira fuori un poco ministeriale “me ne fotto” per sottolineare il suo inesistente attaccamento a una poltrona occupata col Conte-1 a trazione Lega, e tenacemente mantenuta nel Conte-2 del ribaltone col Pd. Costa non è venuto nel Petrolchimico per fare promesse, e infatti non ne fa sul piano concreto. Gela chi gli chiedeva di bloccare le trivellazioni petrolifere nella Val di Noto, dribblando la richiesta per ricondurla a una questione di “roiàliti”, variante anglo-napoletana della “royalty” pagata dalla compagnia su quanto viene estratto dal sottosuolo.

Per trivellare richieste dettagliate, ma basta che pagano.

“Voi non lo sapete, ma ho fatto cancellare le quote di roiàliti (sic) che le società petrolifere non pagavano. Oggi le pagheranno tutti”, enfatizza Costa. Aggiungendo che per avere le autorizzazioni a trivellare, adesso servono richieste corredate da indicazioni dettagliate sul come tratteranno i rifiuti dell’attività estrattiva. Perché, da buon ministro in quota 5 Stelle, lui ha parole chiare e inequivocabili sul tema trivellazioni:“Io me ne strafotto di quello che pensano i petrolieri”. Solo che gli ambientalisti avevano chiesto ben altro, sullo stop alle prospezioni petrolifere autorizzate nel cuore incontaminato della Valle del barocco.

Costa: da Eni Rewind 257 milioni per le bonifiche.

Comunque, qualche buona notizia il ministro l’ha portata. E sono i 257 milioni di euro per le bonifiche di terra e di falda, più quant’altro gli chiederemo per la rada di Augusta”, assicurati da Eni Rewind (ex Syndial). Inoltre “anche gli altri complessi industriali di Priolo hanno dato la loro disponibilità a sedere a questo tavolo, e a metterci soldi nei tempi giusti con le modalità che il ministero dell’Ambiente chiederà”. A questo si aggiunge il tavolo con Regione e sindaci per le bonifiche. Poi ha sottolineato i limiti più stringenti alle emissioni in atmosfera, imposti attraverso le cosiddette “Bat“. E la stretta sinergia governo-Regione sul Piano rifiuti.

Si lavora al fattore di pressione insediativa ambientale.

Quello delle competenze regionali sulla questione Petrolchimico è stato un refrain ricorrente, specie riguardo la legge sul “Fattore di pressione insediativa ambientale” che dovrebbe impedire nuovi stabilimenti in un’area gia industrializzata ben oltre la soglia della sostenibilità ecologico-sanitaria. Una sottolineatura, questa sulle responsabilità del governatore “sovranista” Nello Musumeci, utile fra l’altro a fare sponda al deputato regionale pentastellato Giorgio Pasqua accomodato alla sua destra. A sinistra, invece, c’è il sindaco priolese Pippo Gianni. Che ha sollecitato don Palmiro Prisutto a sedere al loro fianco. Un invito che mischia bon ton istituzionale e scaltrezza politica, perché cerca di sfilare il prete-simbolo dall’ombrello che i 5 Stelle gli hanno piazzato sulla testa. Tentativo non riuscito.

Don Prisutto: il primo ministro che parla coi cittadini.

“E’ la prima volta che vedo un ministro interloquire direttamente con i cittadini”,elogia l’arciprete di Augusta. Che quest’assemblea priolese avrebbe potuto anche saltarla, considerato che era già stato ricevuto da Costa il giorno prima. “Alle 8 di sera, nella hall dell’albergo a Catania“, ha rivelato l’esponente di governo. Un incontro privato, che la sindaca augustana Cettina Di Pietro e il senatore grillino Pino Pisani avevano ampiamente preannunciato. Nel corso del quale il sacerdote ha consegnato una lettera, poi resa pubblica, parecchio lodata dal ministro durante l’assemblea aperta a tutti. Il senso concreto di questo faccia a faccia con don Prisutto è difficile da individuare. Più facile è intuire la ragione politica dei due illustri pentastellati che hanno sponsorizzato l’appuntamento. I quali si erano pure allargati a parlare di una tappa ministeriale “anche ad Augusta”. Che poi si è sostanziata in una semplice affacciata alla sede dell’Autorità portuale.

Costa vicino il senatore Pisani e Di Pietro.
(foto tratta dalla pagina Facebook sindaco di Augusta)

Di Pietro: avuto un colloquio riservato nell’auto blu.

Il territorio augustano, comunque, si può dire che Costa l’abbia topograficamente calcato. Per quanto riguarda invece le sue problematiche, si è dovuto “accontentare” di quanto gli ha detto la prima cittadina. Di Pietro racconta, nel suo profilo Facebook, di un viaggio in auto blu con l’illustre visitatore:Durante il tragitto tra Catania e Augusta, in direzione del Porto commerciale, ho avuto un colloquio riservato con il ministro in cui abbiamo affrontato le principali tematiche ambientali”. L’elenco delle tematiche fornito dalla sindaca parla di bonifica della Rada di Augusta (della quale si è poi discusso anche nella sede della Adsp); qualità dell’aria; mancata depurazione delle acque reflue; necessità di aumentare l’organico e le risorse dell’Arpa per verificare il reale rispetto delle prescrizioni imposte in sede di rilascio Aia alle industrie”. Sulle risposte ottenute durante questo téte-à-téte, promette che “in seguito darò un più preciso resoconto”.

“Se non lavoriamo incavolatevi come iene”.

Poi l’incontro in prefettura del ministro con tutti i sindaci dell’hinterland. Infine il faccia a faccia al municipio di Priolo con un gruppo selezionato di ambientalisti da battaglia, all’insegna del tema “lo Stato siete voi”. Dai quali si è congedato con l’esortazione “ci dovete mettere in croce tutti i giorni, costringeteci a lavorare: se non abbiamo voglia di lavorare incavolatevi come iene”. In Sicilia era arrivato in treno, come Greta Thumberg. Ovviamente con tanto di foto dell’epico tragitto a corredo del post, dove documentava gli “ultimi dettagli prima di incontrare la comunità locale alla discarica di San Filippo del Mela e al Sin Augusta Priolo, uno dei siti più grandi e preoccupanti del Paese”. Ma per rientrare in sede ha scelto l’aereo. Magari per verificare quel caro-tariffe che i ragazzi di “Friday for future” gli avevano appena denunciato, insieme ai pozzi di petrolio in Val di Noto che faranno anche poco Ambiente, ma sicuramente molte “roiàliti”.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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