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Augusta, Pd apre il Campo largo al Centro che dice “No” a Di Mare

AUGUSTA – Per Augusta abbiamo l’ambizione di ampliare il Campo largo, come sempre, vediamo quali saranno gli interlocutori”. Il segretario regionale del Partito democratico, Anthony Barbagallo, il 21 marzo inaugura la sede cittadina allargando i confini della coalizione. Che Controcorrente vuole invece tenere circoscritta ai temi del neo populismo anti-casta, spalleggiata da Alleanza verdi sinistra e incoraggiata dai “maestri” 5 Stelle, sempre più scopertamente interessati a spingere i democratici verso l’irrilevanza. L’onorevole Barbagallo è invece arrivato, insieme al senatore Antonio Nicita, per battezzare la nuova casa del Pd che guarda ai moderati. Anche a quelli che col centrodestra hanno flirtato, e ora sono tentati da nuove strade, visto come si stanno mettendo le cose fra referendum costituzionale e inchieste giudiziarie. Una linea che non piace a Ismaele La Vardera, il quale sta per irrompere anche nella campagna elettorale augustana. Nella città che è fra i 5 Comuni chiave delle imminenti amministrative siciliane, l’ex “Iena” arriverà il prossimo 28 marzo. Ufficialmente per tirare la volata al candidato sindaco Salvo Pancari, e magari provare a infoltire la sua lista Avs, descritta in grande affanno dopo la decisione di presentarsi col simbolo solitario. Non è chiaro se il deputato regionale eletto nelle file di Sud chiama nord, che adesso punta alle presidenza della Regione dopo il polemico divorzio da Cateno De Luca, porterà in dote a Pancari almeno il suo logo di “rottura”. E’ certo invece che tenterà di spostare l’asse dell’alleanza sulle rigide posizioni di Sinistra italiana, contrastando di fatto la linea dem di allargarsi a quel Centro che dice “no”, all’egemonia dei 192 candidati in corsa per riconfermare Giuseppe Di Mare.

Barbagallo apre ai moderati senza rompere con Controcorrente: fiducioso che dialogo continui.

“I rapporti con Controcorrente sono buoni”, premette Barbagallo, intervistato a margine dell’inaugurazione. Sottolinea che “insieme Ismaele abbiamo costruito una serie di alleanze nei Comuni più importanti che vanno al voto”. E quindi “siamo fiduciosi che questo dialogo possa continuare”. D’altronde ad Augusta non ci sono né Scn né renziani, cioè proprio quelli che fanno venire il nervoso a La Vardera e compagni, appena i dem iniziano a parlarci per le regionali 2027. C’è però un’area centrista, attualmente senza simboli di partito a rappresentarla, che non si riconosce nella politica dell’amministrazione a guida Fratelli d’italia, né in quello che Barbagallo definisce “ceto politico impegnato a fare affari”. A darne rappresentazione plastica è l’annunciata candidatura nel Pd – una della poche ufficializzate insieme a quelle dei consiglieri uscenti Giancarlo Triberio e Milena Contento – dell’avvocato Stefano Amato. Il professionista, espressione del mondo cattolico locale più legato alla tradizione, nel 2020 era candidato nella coalizione vincente del civico Di Mare. Un caso raro di scesa dal carro del vincitore, guidato da un sindaco “consociativo” che poi si è tesserato Fdi, e ha imbarcato tutti i partiti del centrodestra al governo.

Nicita: Partito democratico è alternativa pronta ad abbracciare pure chi viene da altre esperienze.

Antony Barbagallo con Antonio Nicita, seduto Piergiorgio Gerratana.
copertina: Milena Contento, Giancarlo Triberio e Fiorindo Passanisi con sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio (secondo da destra).

“La componente cattolica dentro il Pd è molto importante”, spiega Nicita, poco prima di lasciare la sede di via XIV Ottobre. “Se non siamo stati capaci di accoglierli, dobbiamo farlo”, aggiunge il senatore. Anche perché nel Campo largo raccolto intorno Pancari “ci sono tre forze diverse, e sicuramente il Partito democratico ha le altre liste alla sua sinistra”. Perciò si rivolge ai moderati, proponendosi “come un’alternativa pronta ad abbracciare chiunque, anche venendo da altre visioni e esperienze che non si riconoscono nella proposta del sindaco uscente”. Il quale “non si accontenta di esercitare il potere ma vuole lo strapotere”, con una coalizione monstre di 8 liste paragonabile a “un esercito destinato a spezzarsi”. E in effetti si intravedono le crepe, nella lamentata azione di “cannibalizzazione” delle candidature, che Di Mare sta sfilando proprio agli alleati. Il segretario cittadino, Fiorindo Passanisi, osserva che “spaccando 200 famiglie, alla fine anche loro hanno difficoltà”. Comunque certamente meno di quelle che stanno incontrando i dem, anche se Triberio fa notare che “non siamo un comitato né una lista civica, siamo il Pd e alla forza dei numeri vogliamo contrapporre la forza delle idee”. Fra queste ci sono le bonifiche di quell’area Sin che il sindaco vuole abolire per favorire i grandi investimenti. “Piuttosto gli consiglio meno selfie coi piccoli commercianti, le cui attività sono morenti grazie alla sua politica di favorire i grandi centri commerciali”, aggiunge Contento

La Vardera in aiuto di Pancari su rigore alleanze ma c’è il caso del Faro che faceva luce al sindaco.

Giambattista Totis, figura e memoria storica della sinistra augustana che fu, si chiede:“Da dove vengono tutti questi soldi della campagna elettorale? Perché tutti questi affidamenti diretti, spezzettando ciò che si poteva realizzare più proficuamente con un unico appalto? Forse perché hanno abolito l’abuso d’ufficio?”. Sul fenomeno un cantiere al giorno vantato dal sindaco, il segretario provinciale ha una sua chiave di lettura. “L’amministrazione  è sotto scacco”, afferma Piergiorgio Giarratana. Riferendosi a quelle forze che “dietro l’etichetta di civici e moderati nascondono atteggiamenti trasformistici”: è una stoccata a Grande sicilia? Nel caso sarebbe in vasta compagnia. Barbagallo infatti sottolinea che “in questa provincia c’è un metodo di costruzione del consenso che ha superato ogni limite”. E secondo il segretario siciliano, “il cuore pulsante di questa campagne elettorale è la questione morale sull’uso personale del bene comune”. Almeno su questo con La Vardera il Pd ha sintonia, su Scn in coalizione assolutamente no. E pure per Pancari c’è “incompatibilità politica”, quindi ne rifiuterebbe il sostegno se si dovesse fare avanti: a prescindere da chi la rappresenta in loco? Perché la più che benvenuta Controcorrente si presenterà col giallo irrisolto del suo Faro augustano. Aperto a sorpresa e poi rapidamente chiuso, quando è montata la protesta sul “farista” che già distribuiva i facsimile della sua compagna candidata. Con Di Mare.

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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