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	<title>Cammino dei Picentini - èCostiera</title>
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	<description>Il giornale di approfondimenti della Costiera amalfitana e oltre - Viaggi, storie e culture</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Jul 2020 13:44:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Cammino dei Picentini - èCostiera</title>
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		<title>Il Cammino dei Picentini in tre giorni e cinquanta chilometri di verde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bagnoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2020 16:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[Cammino dei Picentini]]></category>
		<category><![CDATA[Parco regionale dei Monti Picentini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La seconda edizione del Cammino nel Parco Regionale dei Monti Picentini: riflessioni a caldo sulle tracce di una natura da vivere e proteggere&#160; Le gambe stanche ma tenaci, gli occhi sazi di verde e di azzurro, la mente distesa e soddisfatta da una scansione del tempo ormai dimenticata, un sogno per chi vive la frenesia...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>La seconda edizione del Cammino nel <a href="https://www.parcoregionalemontipicentini.it/index.aspx">Parco Regionale dei Monti Picentini</a>: riflessioni a caldo sulle tracce di una natura da vivere e proteggere&nbsp;</em></p>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Le gambe stanche ma tenaci, gli occhi sazi di verde e di azzurro, la mente distesa e soddisfatta da una scansione del tempo ormai dimenticata, un sogno per chi vive la frenesia delle città affollate e sporche, dove la meta non è raggiungere la vetta di un monte, individuare una sorgente o consumare una merenda su un prato, ma riprodurre la <em>routine </em>alienante che si ripete a ogni sveglia.  </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority='high' width="1024" height="768" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/cammino-dei-Picentini-con-Daniele-Bagnoli--1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-9757" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/cammino-dei-Picentini-con-Daniele-Bagnoli--1024x768.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/cammino-dei-Picentini-con-Daniele-Bagnoli--300x225.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/cammino-dei-Picentini-con-Daniele-Bagnoli--768x576.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/cammino-dei-Picentini-con-Daniele-Bagnoli--1536x1152.jpg 1536w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/cammino-dei-Picentini-con-Daniele-Bagnoli-.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Sulla vetta del Montagnone di Nusco </figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sono le sensazioni più immediate che avverto al termine del <strong>Cammino dei Picentini</strong>, la seconda edizione di un percorso interamente a piedi durato tre giorni e 50 kilometri attraverso il polmone verde che separa e congiunge le province di <strong>Avellino </strong>e <strong>Salerno</strong>, facendole sentire più vicine, livellando le differenze e mettendone in risalto i caratteri più forti (sapori, profumi, asprezze e genuinità) legati alle tradizionali attività montane che accomunano entrambi i versanti. Un <em>unicum </em>paesaggistico, storico e culturale dominato dalla presenza massiccia di acque che lo rendono il serbatoio dell&#8217;Italia meridionale –<strong> bacino imbrifero tra i più importanti d&#8217;Europa</strong> – e, per dirla con il compianto senatore<a href="http://www.radioradicale.it/scheda/452551/i-santuari-dellacqua-potabile-intervista-al-professor-franco-ortolani"> <strong>Franco Ortolani</strong> a proposito dell&#8217;assoluta necessità di tutela e conservazione, il &#8220;<strong>santuario dell&#8217;acqua potabile</strong>&#8221; </a>che irriga e disseta la Puglia, Napoli e metà della Campania. Non è poca cosa. Un susseguirsi di vette maestose in un ambiente lussureggiante punteggiato di borghi pittoreschi dove permangono, al fianco di un&#8217;indole riservata e testarda, ospitalità e saperi tramandati con devozione, frammentati e recisi dal terremoto e dall&#8217;emigrazione, ma mai abbattuti.&nbsp;</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color wp-block-paragraph"><em>Il Cammino dei Picentini 2: la storia e i protagonisti&nbsp;</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority='high' width="800" height="450" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Presidente-del-Parco-regionale-dei-Monti-Picentini-e-un-pastore.jpeg" alt="" class="wp-image-9753" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Presidente-del-Parco-regionale-dei-Monti-Picentini-e-un-pastore.jpeg 800w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Presidente-del-Parco-regionale-dei-Monti-Picentini-e-un-pastore-300x169.jpeg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Presidente-del-Parco-regionale-dei-Monti-Picentini-e-un-pastore-768x432.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Fabio Guerriero, presidente del Parco regionale dei Monti Picentini con un pastore </figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; difficile descrivere con occhi neutrali un&#8217;esperienza segnante di così grande valore: ideato e promosso dall&#8217;<strong>Ente Parco Regionale dei Monti Picentini</strong> grazie alla visione di un presidente – <strong>Fabio Guerriero </strong>– fuori dal tempo e dagli schemi, camminatore, architetto, curioso e fedele alla sua missione nei panni non di burocrate ma di esploratore ammaliato dalla bellezza e dalle sinergie possibili, e portato avanti grazie a una rete di sensibilità affini (<em>tra cui Vito Rago, Davide Urciuolo, Giovanni Maiurano Stella, Federico Russo, Mario Preziosi, Antonio del Gaudio, Gianluca Basile, Arcangelo Iapicca ed altri ancora)</em>, quest&#8217;anno ha avuto luogo dal 26 al 28 giugno e ha voluto disegnare un&#8217;ideale direttrice nord- sud partendo da <strong>Nusco</strong>, sede operativa del Parco, fino a <strong>Campagna </strong>dopo aver toccato le località di <strong>Laceno </strong>– nel comune di <strong>Bagnoli Irpino </strong>– ed <strong>Acerno</strong>, attraverso la rete dei sentieri in gran parte segnata dal CAI. Anche quest&#8217;anno l&#8217;obiettivo era molteplice: consolidare una rete principale per il trekking di media-lunga durata; toccare con mano eventuali criticità e quantificare l&#8217;impegno necessario; verificare l&#8217;adeguatezza dei punti di accoglienza e ristoro; compattare un gruppo di lavoro poliedrico e affiatato in vista dell&#8217;immediato rilancio turistico. A questa edizione ho avuto l&#8217;onore di prendere parte anche io che scrivo –<em> in qualità di cartografo e riscopritore della natura dei luoghi </em>– insieme a <strong><a href="https://www.ecostiera.it/costiera-amalfitana-per-hoogstaden-2020-anno-horribilis-per-il-turismo/">Peter Hoogstaden</a></strong>, CEO e anima nomade della <strong>G</strong><em><strong>enius Loci Travel</strong></em>, riferimento nel mondo dell&#8217;escursionismo, profondo conoscitore del territorio e &#8220;guru&#8221; dell&#8217;offerta turistica sostenibile, e al professor&nbsp;<strong>Alessandro Di Muro</strong>, archeologo e scopritore di molti tesori nascosti dalle polverose pieghe della storia locale. Ne sono scaturite idee, riflessioni, amicizie, risate, emozioni, coccolati dopo decine di guadi, salite scoscese e panorami mozzafiato, da una impeccabile macchina dell&#8217;accoglienza allestita dagli amministratori locali e dalla comunità pulsante dei borghi attraversati. E&#8217; stata l&#8217;occasione di studiare e tracciare in maniera compiuta itinerari che avevo finora solamente sognato o percorso in modo frammentato, ma soprattutto di riacquistare fiducia e speranze, da tempo rimosse, verso la possibilità di una tutela degli ambienti più selvaggi grazie all&#8217;intreccio di una gestione oculata e di un turismo finalmente consapevole e non invasivo, capace di attraversare con passo rispettoso, cuore attento e occhio vigile alcuni dei luoghi più suggestivi, preziosi e ancora intatti dell&#8217;Appennino meridionale.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority='high' width="800" height="503" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/altopiano-di-Laceno.jpeg" alt="" class="wp-image-9755" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/altopiano-di-Laceno.jpeg 800w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/altopiano-di-Laceno-300x189.jpeg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/altopiano-di-Laceno-768x483.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>L&#8217;altopiano di Laceno </figcaption></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color wp-block-paragraph"><em>Le tappe del Cammino&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima tappa: partiti da <strong>Fontigliano</strong>, fresca località che apre le porte dei Monti Picentini allo splendido abitato di Nusco, si è raggiunta la vetta del <strong>Montagnone</strong>, e giù fino ai <strong>prati di Laceno </strong>in un susseguirsi di pascoli e vallate, sorpresi da una invasione di migliaia di coccinelle. Come sorpresa finale, abbiamo avuto accesso a un ramo periferico delle <strong>Grotte del Caliendo, </strong>guidati dall&#8217;esperienza di <strong>Raffaele Basile, </strong>e terminando la giornata con una accoglienza oltre il comune da parte del vice-sindaco di Bagnoli Irpino, a base di soppressate, vino e caciocavallo impiccato, per poi pernottare alla <strong>Taverna Capozzi</strong>.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority='high' width="1024" height="512" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Cammino-dei-Picentini-una-rana--1024x512.jpg" alt="" class="wp-image-9756" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Cammino-dei-Picentini-una-rana--1024x512.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Cammino-dei-Picentini-una-rana--300x150.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Cammino-dei-Picentini-una-rana--768x384.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Cammino-dei-Picentini-una-rana--1536x768.jpg 1536w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Cammino-dei-Picentini-una-rana-.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Un rospo Comune (Bufo Bufo) presso le Grotte del Caliendo</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda tappa: dai faggi centenari del <strong>Colle del Leone </strong>e del <strong>Prato L&#8217;Acernese</strong>, a mille metri tra le cime del <strong>Cervialto </strong>(1809) e della <strong>Raiamagra </strong>(1667) in un mistico susseguirsi di risorgenze d&#8217;acqua e cascate lungo la <strong>fiumara del Tannera </strong>e i valloni <strong>Cupone </strong>e <strong>Pintarrino</strong>, regno della salamandra pezzata, della poiana e del ghiro – avvistati e fotografati presso la fonte di Dongiovanni e a Vallebona – siamo giunti ad <strong>Acerno</strong>, crocevia di acque con le sue <strong>cartiere</strong>, <strong>ferriere </strong>e antiche <strong>miniere di lignite</strong>. Una cena a base di tartufo orchestrata da <strong>Noemi Iuorio</strong>, presidente dell’Associazione Tartufai Italiani con il suo staff ed il pernottamento nell&#8217;<strong>ex convento di Sant&#8217;Antonio</strong>, al centro della cittadina, hanno concluso un’altra incantevole giornata.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="800" height="600" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Cammino-dei-Picentini-gruppo-Foto-di-gruppo-alla-partenza-da-Acerno-sotto-un-cedro-monumentale-.jpg" alt="" class="wp-image-9754" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Cammino-dei-Picentini-gruppo-Foto-di-gruppo-alla-partenza-da-Acerno-sotto-un-cedro-monumentale-.jpg 800w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Cammino-dei-Picentini-gruppo-Foto-di-gruppo-alla-partenza-da-Acerno-sotto-un-cedro-monumentale--300x225.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Cammino-dei-Picentini-gruppo-Foto-di-gruppo-alla-partenza-da-Acerno-sotto-un-cedro-monumentale--768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Foto di gruppo alla partenza da Acerno sotto un cedro monumentale<br></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La terza ed ultima tappa: sotto la guida di <strong>Roberto Di Lascio</strong>, dopo una visita agli antichi insediamenti industriali, che oggi lasciano spazio a giochi d&#8217;acqua e flora autoctona, abbiamo risalito due diversi rami del <strong>Tusciano</strong>, tra cui il vallone <strong>Puzzunito</strong>, con la singolare <strong>sorgente Stennecchiata</strong>, che emerge distesa su un&#8217;ampia superficie, camminando per oltre 15 km sulle orme lasciate dal lupo attraverso il <strong>Varco Crocecchiole</strong>, la <strong>Costa Calda, Vallimala </strong>e <strong>Sierpico </strong>fino ad entrare nel borgo di <strong>Campagna</strong>, racchiuso come in uno scrigno nella valle in cui si incontrano i fiumi <strong>Atri </strong>e <strong>Tenza. </strong>Il nostro arrivo è stato seguito dalla visita all&#8217;intenso museo multimediale dedicato alla memoria delle vittime del nazifascismo internate nell&#8217;antico <strong>convento di S. Bartolomeo </strong>e dalla scoperta della spettacolare ingegneria idraulica di un paese modellato dall&#8217;acqua.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="768" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/la-cascata-di-tenza-camminodei-picentini-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-9760" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/la-cascata-di-tenza-camminodei-picentini-768x1024.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/la-cascata-di-tenza-camminodei-picentini-225x300.jpg 225w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/la-cascata-di-tenza-camminodei-picentini-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/la-cascata-di-tenza-camminodei-picentini.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>La cascata di Tenza </figcaption></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color wp-block-paragraph"><em>Un cammino oltre i semplici passi: istruzioni per il presente</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Superando gli stereotipi romantici che possono facilmente edulcorare l&#8217;esperienza montana, relegandola a una ricerca&nbsp; del &#8220;bello&#8221; spesso svincolata dal contesto sociale, camminare è prima di tutto un atto di amore e di riconoscenza verso il territorio che ci accoglie e ci sostenta. Dal dopoguerra a oggi, tanti abusi sono stati perpetrati in nome della noncuranza per la <strong>biodiversità </strong>che riunisce sotto un unico denominatore la fauna, la flora e la geologia di ambienti così peculiari, e le soluzioni per contrastarli sono state spesso inefficaci, frammentarie e poco coordinate tra loro. Il passaggio dell&#8217;uomo può sempre tradursi in un atto di sopraffazione per una natura ancora poco contaminata, se non viene guidato dalla giusta esperienza e dalla premessa di <strong>rispetto e umiltà</strong>. Ma l&#8217;ambiente appenninico ha bisogno dell&#8217;uomo per preservarsi e rigenerarsi, purché questi sappia rispettare le leggi di natura e porsi dei limiti nella propria azione, sia di curiosità e svago, sia di sostentamento economico. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="800" height="400" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Le-cime-del-monte-Calvo-e-Pizzo-Corno-presso-Campagna.jpg" alt="" class="wp-image-9761" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Le-cime-del-monte-Calvo-e-Pizzo-Corno-presso-Campagna.jpg 800w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Le-cime-del-monte-Calvo-e-Pizzo-Corno-presso-Campagna-300x150.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/07/Le-cime-del-monte-Calvo-e-Pizzo-Corno-presso-Campagna-768x384.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Le cime del monte Calvo e Pizzo Corno presso Campagna<br></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo eredi di un passato dove la vita rurale era sinonimo di enormi sforzi e divario sociale, e siamo cresciuti in un presente in cui lo sviluppo economico ha prodotto nuove subalternità attraverso il <em>depauperamento delle risorse primarie</em> e la rottura, in tempi vertiginosi, di equilibri millenari: siamo tutti chiamati a cercare in <strong>un&#8217;etica planetaria </strong>la chiave di volta per ristabilirli in maniera durevole, soprattutto laddove la lancetta dell&#8217;integrità è assestata su valori ottimistici e ci indica con chiarezza la strada per invertire la rotta. <strong>L&#8217;impegno dei singoli, delle comunità e delle istituzioni deve indispensabilmente orientarsi verso il bene comune</strong>.&nbsp;Per questo c&#8217;è tanto da fare, primo tra tutti promuovere educazione, informazione e conoscenza per arginare il puro sfruttamento per interessi privati e scoraggiare la fruizione ingorda dei luoghi, affinché possano continuare ad essere attraversati in uno scambio reciproco di bellezza ed impegno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Parco dei Monti Picentini</strong>, già baciato dalla natura, dal clima e da un progresso sopraggiunto in maniera non troppo violenta, da oggi sembra avere una fortuna in più: un presidente dinamico e straordinariamente determinato, radicato nel proprio territorio come il muschio sulla roccia, e un nuovo generoso gruppo di briganti moderni, pronti a impegnarsi per una meritata rivitalizzazione e a dare battaglia per la sua conservazione.&nbsp;</p>


<ul class="wp-block-latest-posts__list is-grid wp-block-latest-posts is-layout-flow wp-block-latest-posts-is-layout-flow"><li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26476" fifulocal-featured="1" width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Ravello_Atrani_sulleormedellAcqua_9sett2026-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="I lavori da soli non bastano, serve il monitoraggio: ad Atrani l&#8217;appello per una nuova cultura del territorio" title="I lavori da soli non bastano, serve il monitoraggio: ad Atrani l&#8217;appello per una nuova cultura del territorio" title="I lavori da soli non bastano, serve il monitoraggio: ad Atrani l&#8217;appello per una nuova cultura del territorio" style="" loading="lazy" decoding="async" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/atrani-lappello-sul-dissesto-serve-il-monitoraggio/">I lavori da soli non bastano, serve il monitoraggio: ad Atrani l&#8217;appello per una nuova cultura del territorio</a><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">Lanciato un richiamo forte a istituzioni e cittadini per un monitoraggio&#8230;</div></li>
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</div></li>
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