Cacciaguerra spopola fra gli arrabbiati, Di Mare: abbiamo già vinto ERROR404.ONLINE di Massimo Ciccarello Scritto domenica, 10 Maggio, 2026 07:00 AUGUSTA – Udite udite: per gli augustani “con le scatole rotte” e che schiumano per le tante altre colorite sfumature di rabbia sociale, è arrivato il Masaniello dei candidati a sindaco. Sostanzialmente così, armato solo di “Coraggio e libertà”, si presenta alla piazza Concetto Cacciaguerra. L’unico veramente e totalmente civico, senza mezzi né sponsor eccellenti, “apartitico” per scelta e convinzione. A tutti gli altri concittadini già appagati da come vanno le cose, ad Augusta e altrove, l’uscente Giuseppe Di Mare dà appuntamento il giorno dopo per promettere altri 5 anni di rinnovato splendore. Uno sviluppo stile Miami – copyright dell’alleato Grande sicilia – con l’aiuto di Forza italia e delle altre 6 liste del centrodestra celato dietro simboli locali. Un’amministrazione “in continuità”, che guarda come modello quel parco giochi d’America, alla Florida del rifugio dorato per i danarosi pensionati Usa. Dove tutto sarà nuovo di zecca, dai marciapiedi ai supermercati, dagli alberi della villa alle spiagge attrezzate (dai privati) per sfruttare turisticamente il mare reso cristallino dal depuratore, “completato entro questa prossima legislatura”. Fra l’8 e il 9 maggio, due concorrenti agli antipodi affrontano il loro primo comizio, quello che deve marcare la differenza con la solidità politica della candidatura Salvo Pancari, sostenuta da Avs, Partito democratico e 5 stelle. Un Campo largo che è stato il primo – e probabilmente l’unico – a portare leader nazionali come Nicola Fratoianni, o come Nichi Vendola atteso il 16 maggio. PER APPROFONDIRE: Augusta: big nazionali con Pancari, Carta cala Italia e Giansiracusa Cacciaguerra con Coraggio e libertà affronta la piazza vuota, ma la verve conquista gli arrabbiati. sopra Concetto Cacciaguerra, a fianco Giulio Morello.in copertina, Giuseppe Di Mare. Quando Cacciaguerra si presenta in prima serata sul podio davanti il municipio, davanti c’è il vuoto, tanto che i cronisti spiccano solitari. Ai bordi fanno cornice poche decine di curiosi, col sorrisetto scettico. Sul palco, unica coreografia sono due bandiere dell’Italia, nel caso riutilizzabili per la nazionale. A pubblicizzare il simbolo, appena un manifesto di “Coraggio e libertà”. Degli assessori designati c’è il solitario Giulio Morello, già candidato al Senato in un partito autonomista, che introduce l’apparente Cenerentola delle comunali del 24 e 25 maggio prossimi. Poi prende la parola questo outsider in completo grigio e cravatta nera, fissi d’ordinanza nella sua impresa di pompe funebri, perché dai clienti il Tristo mietitore si presenta senza appuntamento. Legge un testo, ma soprattutto lo interpreta. Rivolgendosi spesso al piano alto del Comune, come se almeno le mura potessero registrare e riportare, visto che sta tutto ben serrato. Ed è travolgente, diretto, genuino, senza peli sulla lingua:”Ci si vanta di fare tanto ma bisogna vedere come si sta facendo”. Rivela di “chi per lavorare è stato costretto a candidarsi e garantire i voti della famiglia”. Ne ha per tutti, ricordando i grillini del “vaffa-day”, ma si definisce “quasi un anarchico della politica” proprio per evitare paragoni. Lui è solo lui. E si rivolge a quelli come lui, “fuori dai cerchi magici dell’affarismo e del clientelismo, senza raccomandazioni”. Quando conclude, dopo un’ora sintetizzabile nel “pretendono di farsi chiamare onorevoli, ma onorevoli di che cosa”, i bordi della piazza sono gremiti. Persino più di qualche comizio griffato. Fra lo stupito e l’ammirato, più d’uno si lascia scappare pure un “quasi quasi”. PER APPROFONDIRE: Augusta, Cacciaguerra non perde Coraggio e libertà: corre davvero a sindaco Augusta2020: al sindaco solo voto 8 e gli ricorda la lealtà quando la maggioranza scricchiolava. presentazione di Augusta2020, al microfono l’ex vicesindaco Giuseppe Schermi. Di questo voto di protesta all’egemonia Di Mare, dall’ampiezza insospettabile e che l’intellettualismo dandy di Pancari sembra non riesca a intercettare, quanto proverrebbe da una preferenza disgiunta coi 192 candidati del sindaco uscente? Il primo cittadino lo ripete come un mantra in ogni comparsata elettorale, che dopo la croce alla lista collegata “occorre barrare pure il mio nome”. Lo ricorda anche all’affollata sala di Augusta2020, riunita nel pomeriggio di venerdì scorso per presentare la sua. Eppure è un promemoria di cui non avrebbero bisogno, visto che il voto bianco sulla sindacatura va automaticamente a quella collegata con la lista votata. A meno che non gli serva per verificare la “qualità” della campagna svolta dal candidato. E magari verificare la lealtà della leadership di riferimento. In questo caso, del capogruppo consiliare Marco Niciforo, che da architetto curatore di delicati restauri ha scelto la sala primo Settecento degli “Antichi archi”. Una location cool con spagnoleggianti volte barocche a vista, forse politicamente simbolica perché valorizza l’elemento architettonico su cui si regge l’intero edificio monumentale, pur restando invisibile a pianoterra. Non a caso il fondatore della civica since 2015, la più longeva in campo e tuttora “senza tessere di partito” acquattate all’interno, ricorda che “ha rinunciato a un importante posto in giunta; infatti è stata la più sollecitata quando la maggioranza eterogenea è scricchiolata”. Però ha retto Palazzo di città, anche se “nei rapporti col sindaco il voto è 8”, cioè devono migliorare. Nonostante la consigliera strappata al gruppo della Lega, Maria Grazia Patti, dica che “con Di Mare abbiamo creato un’opera magna”. PER APPROFONDIRE: Di Mare svuota alleati: nervi tesi Fi, Augusta2020 nega lista con Fdi Di Mare:”Siete felici? Abbiamo già vinto”. Imprimatur di Carta con la sua addetta stampa. comizio del sindaco, Michela Italia porta il sostegno di Grande sicilia. Della grandezza della sua opera ne è convinto certamente il sindaco. La sera dopo, dal podio, proclama un poco scaramantico “abbiamo già vinto”. Forse ne sono persuasi pure i supporter rimasti a casa, perché in piazza ce ne sono visibilmente meno di quanti erano accorsi alla convocazione nel luxury resort di Brucoli. Per i forzisti parla l’assessore designato, Alessandro Ambrosio. Lo stesso per i leghisti camuffati, col microfono a Concetto Cannavà. Perciò è Gs che si accolla il tutoraggio del Di Mare bis, mandando sul palco Michela Italia, addetta stampa dell’onorevole Peppe Carta. Per dire che alla Regione provvede lui, con l’implicito che è lei a garantirlo in consiglio. “Una scelta collegiale”, risponde poi la candidata a una precisa domanda. A nessuno sfugge questa investitura dal deputato regionale, passando sulla testa di altri aspiranti consiglieri, uscenti di ogni ordine e grado compresi. Più d’uno s’ammette spiazzato, se il taccuino è chiuso. Esaurita l’esposizione del corredo da 8 liste, arriva l’atteso comizio del primo cittadino. Che non delude chi aspettava lo show: si chiama l’applauso, sollecita risposte in coro alla singolare domanda “siete felici?”, invita a sgolarsi di più quando il feedback non soddisfa. Manca poco perché chieda “cittadini siti tutti devoti tutti”, ma l’impostazione è la stessa del devozionale agatino. Alla vigilia ha diffuso un bilancio di “1.704 deliberazioni di giunta e quasi 17.000 atti dirigenziali”. Basterebbe fermarsi a ricordare i principali, e invece gioca in difesa. Mischia le carte: si vanta di “aver riempito il centro storico” (sic); scherza sugli alberi tagliati, e su quelli da tagliare alla villa dopo le elezioni; nega il rosso nelle finanze, anzi sono “virtuose” per i revisori nonostante preoccupano la Corte dei conti; sul nuovo Piano di protezione civile, fermo da 30 anni, dimentica che è arrivato grazie al numero legale tenuto dai 5 stelle. Irride il Campo largo, “ammirando Avs che ha dato una lezione politica ai propri alleati imponendo il candidato”. Però allo stesso tempo diffida Pancari, già referente cittadino di Libera:”Salvo, non ti permettere di mettere in dubbio la legalità mia e della mia coalizione”. E a tutti, da giorni, ripete che “ora dobbiamo completare l’opera”. Il che, a seconda come la si pensa, può sembrare una garanzia o una minaccia. PER APPROFONDIRE: Marco Falcone: sì a Di Mare sindaco ma per ora niente Forza italia La Costiera non diventi solo cartolina: la lezione dei ragazzidomenica, 7 Giugno, 2026C’è una Costiera amalfitana che il mondo guarda, fotografa, attraversa e consuma, trasformandola spesso in una sequenza di immagini da condividere. E poi c’è una Costiera amalfitana che ogni giorno prova… Pisa e Amalfi, novecento anni di storia nel privilegio del 1126domenica, 31 Maggio, 2026In occasione della 71ª Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, che quest’anno si terrà a Pisa, un importante appuntamento culturale riporta al centro dell’attenzione il legame storico tra Pisa e Amalfi. Lunedì… Augusta è solo Di Mare & Co: la Lega ha il primo sindaco in Sicilia?martedì, 26 Maggio, 2026AUGUSTA – “Ad Augusta c’è solo Giuseppe Di Mare”. Gli alleati riluttanti non si sono sbagliati di una virgola, quando alla vigilia hanno escluso in partenza qualsiasi alternativa al sindaco uscente,… Augusta, comunali centrodestra con l’incognita delle appartenenzesabato, 23 Maggio, 2026AUGUSTA – “Siamo abituati agli artisti di caratura nazionale, ma stasera ci siamo noi”. Sembra autoironico, l’esordio sul palco di Pino Carrabino, assessore agli Spettacoli. E in effetti la conclusione della… Mare nostrum: spiaggetta Brucoli col lido, via al solarium Granatellomercoledì, 20 Maggio, 2026AUGUSTA – Inizia con un lido balneare da mezzo milione di euro nella spiaggetta di Brucoli, il “brand Augusta” nel mercato turistico promesso dal sindaco Giuseppe Di Mare, per il suo… “Augusta hub della mafia catanese”: allerta di Vendola sulla legalitàdomenica, 17 Maggio, 2026AUGUSTA – Il tema legalità irrompe nella campagna elettorale di Augusta. L’allarme più forte e traumatico arriva da Nichi Vendola, presidente nazionale di Sinistra italiana. Quando nel comizio del 16 maggio… Autore Massimo Ciccarello Giornalista professionista Visualizza tutti gli articoli