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Tar fissa subito giudizio di merito: salta bando depuratore Augusta?

AUGUSTA – Che il nuovo depuratore di Augusta fosse ancora di là da venire, lo si intuiva già dalle molte lacune emerse nella conferenza stampa a Palazzo di città, che lo indicava imminente. Ma solo dal 5 dicembre si è appurato che la gara d’appalto ha molte probabilità di essere annullata, se Tribunale amministrativo regionale e Consiglio di giustizia amministrativa confermano i loro recenti orientamenti, in tema di affidamenti a società diverse da quelle che già gestiscono gli Ambiti territoriali ottimali. Tanto che il Tar ha fissato un’udienza per il 26 febbraio, riconoscendo che “le esigenze cautelari di parte ricorrente siano suscettibili di adeguata tutela con la sollecita definizione del giudizio nel merito. A mettersi di traverso al bando indetto dal Commissario governativo nominato dalla premier Giorgia Meloni, è stata la stessa società mista pubblico-privato che dovrà gestire l’impianto di Punta Cugno. Cioè quella Aretusacque cui 19 amministrazioni del Siracusano, sotto minaccia di commissariamento dalla Regione Siciliana, convertitasi alla privatizzazione dell’acqua nonostante il referendum perso, senza colpo ferire hanno consegnato per 30 anni lo sfruttamento commerciale della risorsa idrica. Salvo poi vedersi i posti chiave societari riservati all’azionista pubblico, monopolizzati da un pugno di amministratori più autonomi che autonomisti, consorziati pure nel monopolio del Libero consorzio

Acea Siracusa ricorre contro la gara d’appalto, spiazzato il Comitato di sorveglianza.

S’intravede l’ombra di un metodo amministrativo che sembrava sepolto con la Prima repubblica, nel ricorso al Tar presentato dalla Spa dove Acea Siracusa Srl ha solo il 49 per cento delle azioni. Perché questo socio di minoranza composto da Acea Molise e Cogen Catania, grazie a patti parasociali che gli affidano interamente la gestione dell’impresa, ha impugnato la gara da 50 milioni senza coinvolgere il Comitato di sorveglianza. Cioè proprio chi rappresenta il 51 per cento del capitale di provenienza pubblica. E dove uno dei 5 componenti è l’ex sindaco di Augusta, Massimo Carrubba, che sulle vicende della mancata depurazione cittadina avrebbe molto da illuminare il management del Comitato di gestione. I due azionisti privati però hanno scelto di agire in autonomia, prendendo in contropiede la politica locale (se hanno aggirato anche quella nazionale, il punto interrogativo è d’obbligo). Il fatto è che quei lavori dovrebbero toccare di diritto all’azienda gestore, in forza di una recente sentenza confermata del Cga. E non intende rinunciarci per fare un favore a chi volesse fare campagna elettorale prospettando subappalti. Un sospetto nato dopo che qualche politico di casa ha propalato sottobanco la fake news di una sospensiva rigettata, quando invece il contenzioso è stato subito incardinato in giudizio.

“Al socio privato operativo appaltati lavori per la depurazione quando costituita Aretusacque”.

Il sito dove sorgerà il depuratore cittadino di Augusta.
copertina: il rup Carmelo Bramato col commissario Fabio Fatuzzo, accanto al sindaco Giuseppe Di Mare e al vicesindaco Biagio Tribulato.

La convenzione per far partire i profitti con le bollette dell’acqua non è stata ancora firmata, e già gli investitori chiedono che si rispettino i diritti acquisiti da Acea Siracusa Srl, quando ha vinto la gara per associarsi coi Comuni in Aretusacque Spa. In sostanza, contestano alla struttura commissariale governativa di aver indetto un doppione inutile per costruire il depuratore a Punta Cugno e la relativa rete di adduzione, perché quella già vinta con l’Ambito territoriale idrico prevede pure gli interventi funzionali al superamento delle criticità del sistema fognario e depurativo del Comune di Augusta”. Ovviamente beneficiare di quei finanziamenti rientrava nei calcoli fatti a suo tempo per avanzare l’offerta, e scomputarli adesso squilibrerebbe l’intero quadro economico. Con intuibili strascichi in termini di contenziosi giudiziari. Tuttavia questa apparente competenza acquisita a eseguire i lavori è stata completamente sorvolata dal Commissario straordinario unico, Fabio Fatuzzo, quando il 24 luglio scorso ha pubblicato l’approvazione del progetto e la decisione di trovare con un bando europeo aperto chi dovesse realizzarlo. Il socio privato operativodella Spa concessionaria per il Siracusano, l’1 settembre ha avvertito Fatuzzo che quell’appalto non s’aveva da fare. Ma l’ex “docente di italiano e storia negli istituti tecnici statali”, deputato alla Camera per Alleanza nazionale nella prima legislatura del secolo, non se n’è dato per inteso. E il 24 ottobre ha pubblicato l’avviso sulla Gazzetta europea

I precedenti di Tar e Cga su un bando annullato per Belpasso: lavori sono del gestore Sii Catania.

Eppure, la struttura commissariale era già andata sbattere contro la giustizia amministrativa, per una operazione analoga. Nel 2024 il Tar aveva annullato un bando simile emanato dal predecessore tramite Invitalia, per appaltare a terzi alcuni lavori a Belpasso nonostante il Servizio idrico integrato di Catania avesse già un gestore unico, dopo regolare aggiudicazione. E proprio il 22 ottobre, cioè due giorni prima che Fatuzzo ci riprovasse col depuratore di Augusta, nonostante il primo grado sfavorevole con la Servizi idrici etnei dovesse dettare cautela, il Cga aveva confermato in appello quella decisione dei giudici catanesi. Dicendo che per quanto “straordinario” fosse il potere conferito al Commissario governativo, non “consente di superare l’autorità di sentenze definitive e i diritti acquisiti“. Anzi, poiché gli vengono date prerogative eccezionali proprio per uscire velocemente dalle procedure d’infrazione comunitaria non c’è “intrinseca coerenza nell’apertura di un altro fronte procedimentale, in presenza di soggetti aventi pieno titolo alla loro immediata esecuzione”. In concreto, allargarsi le competenze per fare prima è una scusa “furba”, che alla fine fa solo allungare ulteriormente i tempi. E l’apertura dei cantieri per Augusta slitterà ben oltre i tempi sbandierati sulla stampa.

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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