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Augusta:”chiedo il voto libero”, Cacciaguerra sindaco ma anche no

AUGUSTA – Concetto Cacciaguerra, 36 anni, impresario di pompe funebri e non solo, sceglie la sera di Halloween per proporsi come eventuale sindaco di Augusta. Il caso beffardo ha voluto che l’ufficializzazione alla stampa arrivasse – come da copione – preceduta da una notte di tregenda, che ha allagato l’area del viale dei cipressi dove c’è il cantiere del supermercato con vista cimitero, sintesi di ogni contestata “malefatta” ambientale dell’amministrazione Giuseppe Di Mare. Ma piuttosto che il 31 ottobre, notte delle streghe importata coi B movie americani, che insieme al rituale “dolcetto o scherzetto” quest’anno ha portato nelle case pure quelle puzze industriali certificate in 120 segnalazioni al Nose, la data propiziatoria più adatta allo sfidante sarebbe stata quella di Ognissanti. Perché sembrano davvero necessari tutti i santi del Paradiso, per dare una reale chance di vittoria contro un primo cittadino blindato da una super maggioranza. E da un esercito di aspiranti consiglieri.

Lista e simbolo a novembre, si alle primarie e farà passo indietro se Campo largo ha un candidato.

sopra e copertina, presentazione della candidatura di Concetto Cacciaguerra.

Che sia difficile lo ammette lo stesso candidato alternativo, ancora senza lista e senza simbolo (e soprattutto senza le mille firme necessarie a presentarsi), annunciati all’inizio del prossimo mese “nella sede elettorale di via Colombo 1″. Ma è comunque il primo ad avere il coraggio di uscire fuori dalla comfort zone dei social, e dire che gli interessa solo “il voto libero“. Che a conti fatti sarebbe più una speranza che una sostanza, secondo quanto ha potuto constatare coi tanti amici disposti a mettergli un like nel mondo reale, salvo poi ritirare subito dopo la mano in quello virtuale, dove vigila instancabile l’occhio lungo del Grande Fratello di Palazzo. “C’è un sistema dove se non sei con me, sei contro di me, e il voto che chiedo è contro tutto questo”, dice ai giornalisti. Raccontando anche di assenze a questa serata di presentazione, influenzate dal timore di “perdere il posto di lavoro“. Se sia una scusa propinatagli o meno, poco gli importa. Agli osservatori delle cose politiche conta invece la sua disponibilità a partecipare a eventuali primarie del Campo largo, e persino ad accantonare l’aspirazione alla sindacatura, se da Partito democratico e 5 Stelle uscisse un nome concorrenziale contro Di Mare.

L’avventura in solitaria dopo la delusione con Sud chiama nord e la scissione di Controcorrente.

Cacciaguerra si mette in gioco dopo il naufragio dell’avventura con Sud chiama nord, e il feeling tramontato col referente provinciale Edy Bandiera. La scissione dentro il movimento di “sCateno” De Luca, a sua volta scatenata da Ismaele La Vardera dopo che il leader si è aggregato a coloro che aveva battezzato la  Banda Bassotti del governatore Renato Schifani, ha avuto effetti anche in città. In pratica era rimasto da solo a tenere il moccolo di Scn, dopo che il consigliere Ciccio La Ferla e il coordinatore di Augusta vera, Aldo Raina, avevano sposato la causa dell’ex “iena” riciclatosi in guastafeste dei finanziamenti allegri concessi dall’Assemblea regionale siciliana con l’intramontabile manuale Cencelli. Anche se il lavarderiano Controcorrente non ha ancora debuttato in loco, visto che La Ferla alle provinciali ha votato per il candidato della Lega, con tanto di foto ricordo celebrativa. 

Gip rifiuta l’archiviazione per Di Mare su finta aggressione denunciata, Raina: segnale importante.

Aldo Raina.

Mentre Raina conduce la sua battaglia contro Di Mare soprattutto dentro i tribunali. Come Davide è riuscito a piazzare un sasso in fronte a Golia, ottenendo dal gip di Siracusa l’udienza per discutere il 20 gennaio sulla richiesta del pm di archiviare la sua contro-denuncia per calunnia, dopo l’assoluzione ottenuta per la finta aggressione denunciata dal sindaco. “E’ un segnale importante nel diritto alla verità, la trasparenza resta l’unico modo per restituire dignità ai cittadini“, commenta in un comunicato stampa. Anche se la fionda giudiziaria gli ha fatto indubbiamente male, il gigante però resta saldamente in piedi, forte di una coalizione monstre e di un consenso popolare indiscutibile. Ma quella pietra può anche trasformarsi nell’inciampo in grado di farlo cadere dopo la scontata vittoria, perché l’eventuale condanna rientra nei casi della legge Severino che determinano la sospensione dalla carica, con tutto ciò che comporta per i suoi attuali alleati di convenienza. Non a caso molti insospettabili iniziano a farsi i conti, e cercano abboccamenti per prepararsi a tutti gli scenari. 

Pd e 5s contro “uso eccessivo e distorto” delle variazioni di bilancio: gestione creativa dei conti.

Cacciaguerra non cita la battaglia giudiziaria dell’ex compagno di strada, ma forse è a questa che si riferisce quando spiega di “aver deciso di metterci la faccia” mosso anche dal timore “che le mie figlie troveranno un Comune commissariato“. Eventualità che secondo Pd e 5s potrebbe arrivare pure da un “uso eccessivo e distorto”  delle variazioni nel bilancio comunale. “Anche in questa occasione da circa 2 milioni di euro, accanto ad alcune entrate certe e a opere di indubbia utilità, il quadro complessivo risulta fortemente compromesso da coperture economiche incerte, basate su previsioni e stime non ancora effettive o realizzabili”, scrivono i dem Giancarlo Triberio e Milena Contento, insieme ai pentastellati Roberta Suppo e Uccio Blanco. I consiglieri del Campo largo citano casi di “somme rateizzate pertanto non disponibili immediatamente, né certe”. Di altre “chieste al demanio per pulizia del lungomare di Brucoli, ma ancora privi di qualsiasi perfezione giuridica per essere considerate entrate certe”. Oppure di “trasferimenti da parte dell’assessorato regionale Autonomie locali senza che sia data chiarezza sulla effettiva finalità vincolata ad opere specifiche”.

“Partigiani” usato come insulto: campagna social in stile Maga contro Pd-5s sveglia i fake fascisti.

In sostanza, secondo la minoranza, “si tratta nei fatti di una gestione ‘creativa’ e sempre più ‘allegra’ dei conti comunali, che rischia di compromettere la solidità finanziaria dell’Ente. La tutela dell’equilibrio finanziario del Comune deve restare una priorità assoluta, e non possiamo avallare documenti che rischiano di illudere i cittadini con promesse irrealizzabili o, peggio ancora, di creare pericolosi squilibri nei conti pubblici“. Il poker di consiglieri rimasto a fare opposizione in aula vuole così pure replicare all’orchestrata campagna Make Augusta great again“, con la quale il sindaco di Fratelli d’italia li addita sui social come i nemici del benessere cittadino. “C’è chi dice no per Augusta, scrive Di Mare nella presentazione del video, dove contesta il voto contrario al pacchetto di stanziamenti approvato dall’amministrazione. Un filmato rilanciato in loop, che ha registrato qualche sintomatico post dai fake della sua base Maga. Come quello che lo commenta con un “vergognatevi 5 stelle, Pd, fate schifo, sinistropoli, zecche rosse, partigiani, razzisti”. Sociologicamente interessante la definizione di “razzisti” ai partiti che si battono per l’inclusione. Ma soprattutto è politicamente significativo il debutto augustano della definizione “partigiani” come un insulto.

PER APPROFONDIRE: Augusta, 25 Aprile: una lezione a chi “oggi fa post e non si sporca le mani”

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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