Augusta, male la prima: chiesa come lo stadio per confronto sindaci ERROR404.ONLINE di Massimo Ciccarello Scritto venerdì, 15 Maggio, 2026 17:05 AUGUSTA – In un clima da stadio, il 14 maggio si è disputato l’atteso match di andata dei tre candidati a sindaco di Augusta. Un incontro atteso, quello organizzato dalla parrocchia di Santa Maria del Perpetuo Soccorso, storico riferimento giovanile nel quartiere Paradiso, anche per il loro prezioso campetto da calcio. Ed è con questo spirito sportivo, che hanno organizzato il primo confronto diretto dell’uscente Giuseppe Di Mare, con gli sfidanti Salvo Pancari e Concetto Cacciaguerra. Per l’arbitraggio del triangolare ai Cappuccini, hanno chiamato il cavaliere Salvatore Di Salvo, giornalista di Carlentini ben introdotto in Curia arcivescovile e nella Cei, ma molto noto pure negli ambienti politici augustani. Soprattutto dopo aver condotto il salotto delle interviste commissionate agli sponsor politici del sindaco, intervenuti al lancio della sua candidatura nel luxury resort di Brucoli, poi diffuse come camei nel pre campagna elettorale. Che il primo cittadino giocasse in casa, visto che alla Rotonda è parrocchiano almeno per residenza, si è subito reso evidente dagli “spalti” gremiti dai tifosi dell’amministrazione. Non tanti da riempire la capienza del Cristo Re, ma comunque in numero schiacciante rispetto quelli al seguito degli ospiti. Soverchiati anche riguardo gli applausi e le ovazioni. Tuttavia, né la tifoseria organizzata, né il campo da gioco favorevole, hanno impedito agli avversari di andare a segno in trasferta. Alla fine, la pagella giocatori vede Di Mare vincere il voto del pubblico, Cacciaguerra quello delle domande più scomode, Pancari quello dei contenuti più ampiamente politici. PER APPROFONDIRE: Cacciaguerra spopola fra gli arrabbiati, Di Mare: abbiamo già vinto 5s, esposto da Blanco e Suppo: Corecom costringe il sindaco a rispettare le regole elettorali. padre Paolo Messina, Concetto Cacciaguerra, Salvatore Di Salvo, Salvo Pancari.copertina, la chiesa del Cristo Re.. A uscire seccamente sconfitta è invece l’organizzazione della “partita”, forse troppo giovanilmente ingenua nel farsi protagonista in questa campagna elettorale, dove la sproporzione di forze già in partenza non metteva tutti alla pari. Soprattutto sul piano del fair play. Non a caso, alla vigilia è dovuto intervenire persino il Corecom, dopo una segnalazione dei consiglieri pentastellati Roberta Suppo e Uccio Blanco. Imponendo al sindaco di riportare la propaganda sui binari della correttezza, senza approfittare illegittimamente dei luoghi istituzionali e dei vantaggi mediatici legati alla carica. Ma il peccato più grave fuori dal confessionale è l’ignavia di chi aveva il potere-dovere di fermare la gazzarra, imbarazzante per lo stesso Di Mare, devoto seguace di ogni processione religiosa. Anziché lasciar correre che quel luogo sacro venisse usato come un’arena, per martirizzare i più deboli a suon di decibel. Con uno di quei paradossi che sarebbero piaciuti al Fondatore, è invece dal candidato più laico che giunge la riflessione più aderente ai valori francescani del contesto. “Ricordo che da adolescente, quando il convento aveva ancora i seminaristi – dice Pancari – mi ha sempre colpito l’attenzione di questa parrocchia verso gli ultimi. Questo sarà lo stesso spirito che voglio nella mia amministrazione, mettere al centro le persone socialmente più fragili, essere alternativi soprattutto nel modo di amministrare”. Il docente candidato da Avs, Pd e 5s, ora con outfit meno trendy del solito, sintetizza poi il concetto:”Non andremo a Palermo per farci finanziare sagre, ma per chiedere reparti ospedalieri”. PER APPROFONDIRE: Stop veleni su Augusta:”il cancro uccide 1 su 2 e prima dei 67 anni” Campo largo, Pancari: scelte industriali ignorano città, spezzare qui ricatto salute o occupazione. Anche Di Mare cerca di adattarsi all’ambiente francescano, esordendo con il pio “pace e bene” dei monaci. Poi snocciola il già fatto, e quello che farà: centri anziani aperti, e da aprire; un bosco con 100 alberi, da piantare in Borgata per rimediare allo scempio previsto alla villa e compiuto in piazza Mattarella; screening oncologici di massa, anche se la convenzione con la Lilt ha accantonato le mammografie per concentrarsi sugli effetti del solleone sulla pelle; prevenzione dei tumori al polmone, iniziando da un corso per smettere di fumare in attesa di sapere come finisce l’inchiesta sull’incendio Ecomac. Sul tema ambiente dice che fa quello che può fare, perché “coinvolge tutti gli enti”. Pancari gli ricorda che le scelte industriali passano tutte sulla testa di Augusta, le cui esigenze sono l’ultimo dei pensieri in chi prende le decisioni che contano. Quindi si sta freschi, se non parte da qui la battaglia per sottrarsi al “ricatto salute in cambio di occupazione”. Sulla questione, nel programma di Cacciaguerra c’è “un tavolo permanente per la vigilanza ambientale”. Anche sui giovani che emigrano con una laurea in tasca, il sindaco parla di “problematica generalizzata”. E quasi si stupisce lo facciano pure gli augustani, visto che “la città ora è in cima alle classifiche”. Almeno in quelle delle mete da sogno, visto che “stiamo dietro solo a Siracusa e Noto”, sia per presenze turistiche che per ville in vendita sopra i 3 milioni di euro cadauna. Comunque, “tanti decidono di tornare per aprire un’attività e farsi una famiglia”. Magari il posto non è tanto salubre, soprattutto per crescere i bambini, ma “presto ci sarà il depuratore”. Inoltre, “si fanno tanti eventi culturali proprio per tenere i giovani in città”. PER APPROFONDIRE: Augusta: big nazionali con Pancari, Carta cala Italia e Giansiracusa Di Mare, già Fdi: quale il mio riferimento politico? Solo e soltanto Augusta, ora in testa classifiche. Certo, manca soprattutto un lavoro stabile e remunerato per metter su casa, tuttavia per Di Mare ”non basta solo quello per fermare l’emigrazione: serve spirito di appartenenza”. Il ritrovato orgoglio di essere augustani, plasticamente esibito dalla tante lapidi commemorative apposte a ritmo industriale, è il focus della politica del fare vantata dall’amministrazione uscente. Quando Pancari però ricorda che “asfaltare strade è la normalità e non chissà che cosa”, viene interrotto con un ruggito all’altezza della celeberrima “Fossa dei leoni” milanista, per un rigore negato nel derby di San Siro con l’Inter. Eppure lo stesso concetto era stato pubblicamente espresso dal capogruppo consiliare Corrado Amato, quando Forza italia ha presentato la sua lista, unica di un partito nazionale fra le 8 che sostengono il primo cittadino. In quell’occasione, prudentemente, nessuno aveva protestato così vibratamente. C’è invece un silenzio di tomba, quando la cenerentola dei candidati mette il dito nelle piaghe aperte della sindacatura. Cacciaguerra, tenendo fede a quei “Coraggio e libertà” con cui ha battezzato la sua unica lista, prende di petto la questione dell’appartenenza politica del sindaco, forse non più meloniano. Ora occultato sotto un civismo di necessità, dopo il rifiuto del simbolo Fratelli d’italia arrivato direttamente da Roma. “C’è forse la Dc nuova di Totò Cuffaro”, fresco di patteggiamento per corruzione nella sanità pubblica regionale? Di Mare sfodera una rovesciata acrobatica da manuale:”Il mio riferimento politico è solo e soltanto Augusta, che ha goduto l’attenzione di molte forze politiche interessate alla città”. Il “grazie a me” è sottinteso. I banchi con inginocchiatoio esplodono, in una standing ovation riservata ai capocannonieri. PER APPROFONDIRE: Marco Falcone: sì a Di Mare sindaco ma per ora niente Forza italia Cacciaguerra: se ha solo Augusta, allora perché a regionali non ha votato un augustano? Il campione gongola, ma “partita finisce quando arbitra fischia”. Invece Di Mare sembra dimenticare quella celebre ovvietà dell’allenatore Boskov. Nonostante nei comizi sfoggi compiaciuto una vasta cultura sullo spogliatoio calcistico, tanto da irridere gli avversari che non riconoscono una sua citazione di Mourinho sul “rumore dei nemici”, e da analfabeti delle gazzette sportive lo hanno impropriamente accusato di avvelenare il clima politico. Così sorprende che il sindaco si faccia sorprendere dal contropiede di Cacciaguerra. “Se il tuo riferimento politico è sempre e soltanto Augusta, perché allora alle regionali non hai fatto votare per l’augustano Pietro Forestiere, invece di sostenere un altro candidato in Fdi”, cioè l’allora sconosciuto impresario sortinese Carlo Auteri? Recentemente balzato agli onori dei commenti social per il baciamano riconoscente con cui l’ha omaggiato a favore di telecamere, durante un’iniziativa elettorale del neodemocristiano Marco Stella. Il goleador impietrisce e si smarca platealmente dalla risposta, gli ultras ammutoliscono sulle panche lignee improvvisamente diventate scomode, e negli altri spettatori meno rumorosi compare un sorrisetto beffardo. In una partita a tennis sarebbe stata la volée del gioco, set e incontro. Ma sulla terra rossa il tifo è più composto, sempre, non solo quando esce da una chiesa con la rete decisiva beccata in zona Cesarini. L’ultima immagine della serata al Cristo Re resta però quella del primo cittadino che si ferma sulla porta a salutare uno per uno chi esce, come un pastore benedicente coi suoi fedeli della domenica. PER APPROFONDIRE: Augusta, Di Mare bidona tutti e fa eleggere Auteri: rimpasto in vista La Costiera non diventi solo cartolina: la lezione dei ragazzidomenica, 7 Giugno, 2026C’è una Costiera amalfitana che il mondo guarda, fotografa, attraversa e consuma, trasformandola spesso in una sequenza di immagini da condividere. E poi c’è una Costiera amalfitana che ogni giorno prova… Pisa e Amalfi, novecento anni di storia nel privilegio del 1126domenica, 31 Maggio, 2026In occasione della 71ª Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, che quest’anno si terrà a Pisa, un importante appuntamento culturale riporta al centro dell’attenzione il legame storico tra Pisa e Amalfi. 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