Tu sei qui
Home > ERROR404.ONLINE > Augusta al voto: Fi chiude alla Lega e Gulino tentato dalla rivincita

Augusta al voto: Fi chiude alla Lega e Gulino tentato dalla rivincita

AUGUSTA – Forza italia chiude la porta in faccia alla Lega, mentre prendono sostanza le voci su Pippo Gulino che prepara la rivincita per la sindacatura. Con l’arrivo del 2026, le manovre per le amministrative di Augusta entrano nel vivo. Col forzista Paolo Amato che sgombra il campo a una lista bicicletta coi leghisti di Saro Salmeri, anche se si travestissero con un simbolo civico. Però a fare notizia è l’improvviso risveglio dell’ex sindaco anni Novanta, tornato in campo nel 2020 dopo un ventennio di latitanza dall’agone elettorale. Uscendo tuttavia sconfitto dall’outsider Giuseppe Di Mare, che ha rimontato un ballottaggio condizionato dall’isolamento in casa per Covid dell’avversario, uscito in testa dal primo turno. Il popolare radiologo, che in questo consiglio comunale non si è praticamente visto, è stato a lungo corteggiato dall’opposizione. Ricevendo più d’una volta i suoi “no grazie” a guidare la riscossa, contro la Invincibile Armada del centrodestra saldamente installato al Comune. Ma quando il Campo largo ha preso atto della necessità di organizzarsi per una sua candidatura di bandiera, coinvolgendo direttamente le rispettive deputazioni nella ricerca, l’ex primo cittadino si è rimesso in pista a sondare i suoi vecchi sostenitori.  Spiazzando Pd e 5 Stelle, dove conta sulle simpatie fra dirigenti di peso. E soprattutto scompigliando le liste alleate col meloniano Di Mare, appena sopportato dai notabili Fdi in provincia, sospettosi dello sperticato entusiasmo che raccoglie nella Dc di rito cuffariano.

Amato: ex sindaco ha capacità di aggregazione terribile ma candidatura va fatta per tempo.

Gulino? Conosco la sua terribile capacità di aggregazione, e se ha deciso di correre a sindaco non posso che fargli i rituali auguri, ma le candidature vanno programmate con largo anticipo”, taglia corto Amato. Il riferimento di Fi nella zona Nord, nonché plenipotenziario del deputato regionale Riccardo Gennuso nei rapporti con l’amministrazione Di Mare, conferma il sostegno elettorale alla sindacatura uscente. “Siamo con lui, era un accordo chiuso ancora prima che Forza italia entrasse in giunta”, puntualizza il coordinatore cittadino dei berlusconiani. Aggiungendo che “c’è la disponibilità del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e dell’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, a venire in città con altri big del partito durante la campagna elettorale“. Ovviamente, è sottinteso, non arriverebbero a mani vuote. E stavolta i finanziamenti non si volatizzerebbero in concerti e spettacoli, magari con costi a spettatore da week end tutto spesato alla Scala, come si sarebbe rivelata la sfortunata notte di Capodanno in piazza.

Per Forza italia niente lista bicicletta: inciuci con nessuno, specie coi leghisti di Salmeri.

Paolo Amato.

Insomma, i forzisti assicurano il massimo impegno per garantire l’assetto esistente a Palazzo di città. Nonostante il vero deus ex machina della coalizione di maggioranza sia l’ingombrante deputato regionale degli autonomisti, Peppe Carta. Forse la promessa sfilata di notabili berlusconiani è legata a un maggiore peso nella eventuale prossima giunta? “Il problema al momento non ce lo siamo posto, né abbiamo parlato di assessori da portare sul palco dei comizi”, risponde Amato. Che svicola:“Abbiamo già Rosellina Greco che sta ben operando nel suo assessorato”. In effetti sembra un’intesa al ribasso, se arriva da un partito che i sondaggi danno in grande salute nella Sicilia che presiede munificamente. “Siamo saldamente nel centrodestra”, proclama Amato, come spiegazione. Tuttavia puntualizzando che “faremo una lista solo di Forza italia, senza fare inciuci con alcuno”. Neanche con un vecchio compagno di strada come Salmeri, che nel 2020 aveva prodotto seggi in consiglio per entrambi? “Soprattutto con lui”, replica secco l’ex consigliere provinciale Fi. Vecchie ruggini per accordi presi e non rispettati, o magari accarezza l’ambizione di correre per le prossime regionali. Non per fare ombra a Gennuso, se ne guarda bene, ma ragionando sulla recente legge che prevede il subentro temporaneo all’Ars del primo dei non eletti, se il vincitore del seggio entra nella giunta della Regione

L’ombra regionali sulle comunali: Auteri cerca casa all’Ars e Carta fa i conti per lo sbarramento.

Forza italia accomodante con Di Mare, nonostante i numerosi “sgarbi” ricevuti, perché punta al bersaglio grosso di Palazzo dei Normanni: fantapolitica? Forse. Ma sono in molti a sostenere che Carlo Auteri stia cercando una nuova casa all’Assemblea siciliana, dopo il tracollo dell’avventura neodemocristiana. E sono ancora di più quelli che lo indicano più interessato a correre per sindaco di Sortino, lasciando le ambizioni di deputato regionale al suo sponsor Di Mare. Il “tutti insieme appassionatamente” col primo cittadino uscente, però, deve fare i conti con i progetti per il dopo. Difficilmente l’Unto dai capielettori, riconfermato con un plebiscito, si accontenterà del secondo mandato senza provare a farsi strada nei Palazzi che contano. Per Roma serve un partito che lo adotti, e non può essere Fratelli d’italia dopo la brusca caduta in disgrazia dell’onorevole supporter Manlio Messina. Per Palermo, i voti di un bis trionfale sono necessari a trovare corteggiatori, ma non sufficienti a entrare nella casa giusta. Persino Carta, che può contare su un esercito di consiglieri, sembra stia chiedendosi se Grande sicilia avrà le sue stesse performance nel resto dei collegi e superare lo sbarramento

Gulino interroga il Campo largo: entusiasmi dal Pd, possibilista Avs, carta Pisani nei 5 Stelle.

al microfono, Pino Pisani.

Le tante ambizioni nel “centrodestra&soci”, finora, ad Augusta sono rimaste dentro la pentola a pressione dell’amministrazione comunale. Immaginando le urne di primavera solo come una sorta di pleonastico passaggio burocratico, necessario esclusivamente ai sensi di legge, la maggioranza conta di risolversi poi ogni questione politica nei suoi collaudati salotti. Se non fosse che Gulino, qualora confermasse pubblicamente quanto ha prospettato – o gli hanno prospettato – in altri storici salotti, cambia lo scenario. Incrinando un blocco di potere coagulatosi intorno il centrodestra, con l’aiuto di un centrosinistra ancora senza una punta, e quindi fortemente tentato di cogliere l’assist per giocare con un centravanti di sfondamento. Nel Partito democratico, dove la cultura di governo ha archiviato da tempo il massimalismo ideologico, sono più i dirigenti entusiasti che i perplessi. Anche Avs, pur con gli ovvii distinguo, è più facile che si allinei sull’analisi della dirigenza Pd, piuttosto che contraddirla radicalmente. E persino chi dei 5 Stelle è stato più rodato nei Palazzi del  potere, come l’ex senatore Pino Pisani, potrebbe guardare più a una scelta realista verso il collega radiologo, che ai distinguo vetero grillini. Prima di questa svolta inattesa, il Campo largo si era affidato al senatore dem Antonio Nicita, e all’onorevole Filippo Scerra, vicequestore della Camera nonché plenipotenziario dei pentastellati in Sicilia. Ora potrebbero essere i due parlamentari a dare l’imprimatur al tentativo dell’ex sindaco, o a stroncarlo tirando fuori dal cilindro un loro piano B e relativa candidatura.

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

Lascia un commento:

Top