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Violenza sulle donne, in Costiera amalfitana una corsa fra i limoni per prendere coscienza

Se il tema della violenza sulle donne è ancora di bruciante attualità, nonostante le innumerevoli “giornate mondiali”, allora forse bisogna cambiare approccio per la sensibilizzazione. E’ quanto devono essersi chiesto le associazioni di Minori che, il 24 e il 25 novembre, hanno messo in piedi il cartellone di iniziative “Correndo diciamo no alla violenza”. Anche quest’anno, il mini-ciclo di manifestazioni in Costiera amalfitana non si ferma infatti al solito approfondimento, che in genere raccoglie sempre gli stessi spettatori. Ovviamente c’è, perché non può assolutamente mancare se non si vuole correre il rischio di banalizzare, come è accaduto con l’8 marzo. Però, accanto all’incontro “Un tè fra le donne”, previsto alle 18 di sabato all’hotel Minori Palace con la conduttrice Chiara Ricci, stavolta c’è nuovamente una passeggiata-corsa sul “sentiero dei limoni”.

Il suggestivo percorso che unisce Minori con Maiori lo scorso anno è stato percorso da circa 150 partecipanti. Un successo che il Cif comunale vuole superare, per allargare il potenziale bacino di attenzione su questa giornata mondiale contro la violenza di genere, indetta dall’Onu nel 1999. In origine, la passeggiata-corsa dell’edizione 2018 avrebbe dovuto tenersi domenica mattina, con tanto di punto ristoro all’arrivo (che per i più materialisti può “giustificare” i 5 euro richiesti per iscriversi all’iniziativa). Ma le scoraggianti previsioni del tempo hanno suggerito agli organizzatori, fra cui figura la “Asd Amici della Montagna”, un anticipo di 24 ore, sempre con partenza alle 9,30 da piazza Cantilena. Al momento di andare in pubblicazione non si conoscono se siano previste eventuali modifiche per la premiazione del concorso scolastico “Dai il tuo contributo per combattere la violenza sulle donne”, programmata alle 11 del 25, sempre nella stessa piazza.

La passeggiata-corsa sul Sentiero dei limoni aggiunge il “giallo” tipico della Costiera, ai colori di una giornata mondiale che ufficialmente ha adottato l’arancio suggerito dall’ente delle Nazioni unite per l’uguaglianza di genere, “Un Women”. Colore che in Italia, negli ultimi anni, è stato sostituito dal rosso delle scarpe lasciate abbandonate nelle piazze, sulla scia di una installazione-provocazione lanciata da un’artista messicana. Secondo l’Istat, nel 2017 si sono registrati 127 omicidi volontari che hanno visto le donne come vittime. Un dato che pone l’Italia davanti Spagna, Grecia, Polonia, Paesi bassi e Slovenia, e dietro tutto il resto dell’Unione europea, ma che non tiene conto delle violenze comuni. Perché in questo caso i dati ufficiali tendono ad essere fortemente sottostimati, come possono testimoniare tutti i Centri di ascolto. La stragrande maggioranza delle vittime raramente si rivolge a strutture di supporto, e sono ancora meno i casi che sfociano in denunce formali. Il fenomeno emerge a livello statistico solo quando ci scappa il morto, o si finisce in ospedale con ferite gravi, oppure in un’aula di giustizia assistite da un buon avvocato. Per il resto, quasi sempre si sceglie di subire e tacere. Magari una passeggiata-corsa fra scenari incantati può aiutare a liberare la mente non solo dai brutti momenti, ma anche dai condizionamenti.

 

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