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Tramonti fa rete intorno al Re Fiascone: si avvia la terza produzione

Contadini custodi e aspiranti tali, amministratori comunali, ristoratori ed esperti agronomi: ecco che la “Manifestazione d’interesse” intorno al pomodoro ritrovato della Costiera amalfitana prende forma. Nell’aula consiliare del comune di Tramonti, terra dove il pomodoro Re Umberto ha radici centenarie, anche se molti neanche lo sapevano ed immaginavano, conosciuto più come “Fiascone” (ecco il nome dell’etichetta Re Fiascone) ci si è ritrovati per programmare la terza annata di coltivazione. E per condividere con il territorio un progetto che sta crescendo gradualmente.

Per me è fonte di orgoglio dire che insieme alla terra dei vini, dei pizzaioli, Tramonti è anche la terra dove nasce il Re Umberto – ha dichiarato il sindaco Antonio Giordanoed è stato emozionante quando nello scorrere la lista di una “carta dei pomodori” di un ristorante, ho trovato anche il Re Fiascone. Tutto ciò fa crescere il territorio e noi non possiamo che esserne felici e vicini a questi progetti”.

Aula Consiliare di Tramonti: l’incontro sulla manifestazione d’interesse

Voglio sottolineare l’importanza economica che potrà avere questo prodotto per la nostra terra – sottolinea Arianna Fortiguerra, assessore all’agricoltura – unito al fatto che si strapperanno dall’abbandono terrazzamenti incolti, si creerà reddito aggiuntivo per i contadini, e sarà anche un beneficio per l’ambiente”. Il pomodoro è alla base della Dieta Mediterranea, ed elemento di molti piatti tipici. Apprezzato ed amato dagli appassionati, come i tanti soci di Slow Food che da anni professano un mangiare sano e a km0. “Non possiamo non essere vicini a questo progetto, perché sposa in pieno la filosofia di Carlo Petrini sulle produzioni locali – dichiara Andrea Ferraioli, fiduciario della condotta Slow Food Costa d’Amalfi – ed è arrivato il momento che un territorio come la Costiera amalfitana che vive di turismo, faccia rete con l’agricoltura e la supporti. Turismo e agricoltura qui sono un binomio inscindibile, e dobbiamo quindi fare in modo che albergatori, ristoratori, usino i prodotti locali e li adottino”.

L’incontro al Comune di Tramonti

Franco Maiorino, pizzaiolo dell’Alleanza Slow Food, pone l’accento sulla qualità indiscutibile che ha il pomodoro Re Fiascone: “E’ innegabile che avere un pomodoro così e utilizzarlo anche solo su una pizza, fa la differenza – rimarca Maiorino che gestisce insieme alla moglie Pamela la trattoria San Francisco – come ristoratori del territorio dobbiamo supportare queste nostre produzioni di qualità e raccontarle ai nostri ospiti che apprezzano molto”. Per arrivare a raccontare la storia di una biodiversità rurale così, ci sono dietro anni di studio. Ed è anche grazie al Centro di Ricerca per l’Agricoltura di Pontecagnano che questo percorso è stato possibile: “Quando abbiamo avviato la caratterizzazione del seme – ha spiegato l’agronoma Rosa Pepe del Crea Ort – ci siamo avviati verso la conoscenza approfondita di questa nostra rarità, e abbiamo scoperto man mano quanta storia racchiuda un prodotto così. Abbiamo fatto rete con il Comitato dei Distretti rurali grazie al suo presidente Anna Pina Arcaro, e così, senza finanziamenti abbiamo portato avanti studio e coltivazione. Ora siamo impegnati anche ad avere un riconoscimento nei vari registri delle produzioni locali”.

Tra i relatori: Andrea Ferraioli, Vincenzo Sannino, Franco Maiorino, Arianna Fortiguerra

Ed è su questo aspetto, sulla difesa e riconoscimento della coltivazione territoriale, che Vincenzo Sannino dell’associazione Acarbio che ha avviato il progetto, pone l’accento: “Ora è giunto il momento di fare in modo che questa antica varietà che qui a Tramonti è sempre stata presente, sia riconosciuta anche con una Denominazione comunale d’origine. Chiediamo all’amministrazione comunale di avviare l’iter e di fare in modo di ancorare sempre più questo pomodoro ritrovato, alla sua terra. Crediamo in questo progetto e nella sua possibilità di crescita, ma occorre fare squadra”. La De.Co sarà ora l’altro obiettivo da raggiungere. Intanto altri “contadini custodi”, di cui molti giovani, si sono candidati a “custodire” questo patrimonio rurale.

Tramonti, a raccolta i “custodi” del pomodoro ritrovato

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