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Tramonti, Conservatorio dei SS. Giuseppe e Teresa. Un capolavoro d’arte e architettura

La storia architettonica e documentale del Conservatorio del 1662:

L'interno del Conservatorio

Documenti originali, fonti d’archivio storico, testimoniano la storia del Conservatorio dei SS. Giuseppe e Teresa, che si trova in frazione Pucara, a Tramonti, in costiera amalfitana.

Ha rappresentato durante i secoli, la fortuna e la decadenza di un territorio. Tutto nacque, come racconta un documento custodito nell’archivio arcivescovile di Amalfi, dal testamento di Francesco Antonio Ricca, che chiese di fondare un “conservatorio di donne vergini in Tramonti”.

Il Viceré di Napoli, nel 1676, diede la protezione regia. Vennero redatti regolamenti, discipline a cui attenersi. Nel 1723 la struttura, con l’annessa chiesa, venne benedetta prendendo il nome di San Giuseppe e S.Teresa. Sotto Vittorio Emanuele II, re d’Italia, anche questo complesso conventuale, resosi libero in seguito alla soppressione degli ordini religiosi (1866-1867), venne requisito per realizzarvi un educandato.

Fu approvato lo Statuto, sottoscritto dal Ministro dell’Interno, con il quale si stabiliva che, così come volontà del fondatore, nel Conservatorio si sarebbe provveduto al “mantenimento ed alla educazione delle giovinette povere del Comune” (dai 7 ai 20 anni) e all’educazione ed istruzione “a pagamento delle giovinette agiate mediante pensione. Il Conservatorio venne così amministrato da una commissione, con regole ferree a cui attenersi. Oltre allo studio della storia, lingua e letteratura italiana, lingua francese, aritmetica, geografia e calligrafia, si provvedeva anche all’insegnamento dell’economia domestica, ricamo a mano, a telaio e a macchina. Era previsto anche un “fondo di massa” da dare alle alunne, qualora i prodotti dei lavori venissero venduti. Un’organizzazione meticolosa (erano previsti un segretario, un tesoriere, una direttrice, insegnanti, assistenti) che traspare nei 46 articoli dello statuto,e che introducono nella vita di questa struttura, le regole e i modi di una società.Interno cappella del Conservatorio

Chi non ha mai visitato questo immobile, non avrà difficoltà ad intravedere anche la struttura architettonica conoscendo già un pezzo della sua storia. Le celle si intersecano tra di loro, tra corridoi, anfratti, giochi di archi. Il tutto diviso in tre piani. E al centro del chiostro, il pino maestoso che sovrasta la struttura. E poi, dalle finestre, è possibile intravedere, a sud il mare della costa, a nord la catena montuosa dei monti Lattari. Un colpo d’occhio da rimanere incantati.

Ma il suo pregio architettonico è testimoniato anche da qualche studio, e da una tesi di laurea redatta da Alessandra Siniscalchi e Paola Rosolia, intitolata “L’Architettura Barocca in area amalfitana”. Le due architette si sono soffermate anche sullo studio “di uno dei pochi esempi di opera originariamente barocca di tutta questa area”.

Oltre alla sua storia, viene descritto il complesso: “la facciata, attualmente deturpata dalle iniezioni di cemento, è prettamente laica e conclusa da merli. All’interno è degna di una visita la piccola chiesetta con impianto a croce greca direttamente collegata alla struttura monastica. I piloni della crociera accolgono al loro interno delle nicchie che si concludono in una decorazione di stucco a forma di conchiglia. I quattro archi di sostegno della cupola sono decorati da fini rosoni che richiamano il gusto del grande architetto Cosimo Fanzago. Sollevando lo sguardo si rimane colpiti dai costoloni della cupola che formano una stella ad otto punte, al centro della quale si eleva lo Spirito Santo. Ad esso corrispondono, sul pavimento, delle fini maioliche con motivi floreali in bianco, nero e blu, che circondano una lapide sepolcrale. L’altar maggiore, mutilato degli angeli in legno policromo e dorato, è sovrastato da una cornice conclusa da due messaggeri divini che, con le ali, sorreggono una ghirlanda di fiori”.

Tramonti, il Conservatorio e la storia del liquore “concerto” e la visita di Sant’Alfonso

Se la sfogliatella venne preparata per la prima volta dalle suore nel convento di Santa Rosa a Conca dei Marini, in Costiera amalfitana, il Concerto, aromatico rosolio dal colore scuro e che sprigiona un odore intenso e piacevole al palato, è stato inventato nell’antico Conservatorio di Pucara a Tramonti. L'antica cucina del Conservatorio Le religiose, avendo a disposizione ogni varietà di erbe e spezie (liquirizia, finocchietto, chiodi di garofano, noce moscata, stella alpina, mentuccia) idearono questo infuso, che ancora oggi si è tramandato in molte famiglie, grazie anche alla ricetta gelosamente custodita dalle farmacie locali. Rappresenta un marketing territoriale dall’indiscutibile valore turistico: riportare di nuovo qui, nell’antica cucina, questi sapori. Fare corsi ed esposizioni.

Così come ricostruire la storia della presenza accertata in questo luogo di Sant’Alfonso de Liguori, che venne per la prima volta nel 1731, e regalò alle suore “una raccolta di 25 volumi, scelti per la meditazione”, e poi vi ritornò nel 1733.

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La Procura di Salerno ha sequestrato nel 2007 il Conservatorio dei SS. Giuseppe e Teresa a Tramonti, Costiera amalfitana, che rischiava di essere distrutto da un progetto che prevedeva ben 26 alloggi popolari, basato su un falso clamoroso: già c’erano e andavano ristrutturati. Il tutto è nato da un’inchiesta giornalistica e dalla mobilitazione dei cittadini. Denunciati il sindaco, la giunta, i consiglieri comunali di maggioranza, e un ex direttore generale del Ministero delle Infrastrutture. L’accusa va dal falso ideologico, all’abuso d’ufficio. 

LEGGI L’INCHIESTA GIORNALISTICA

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