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Tramonti, a raccolta i “custodi” del pomodoro ritrovato

L’antico seme del Re Umberto viene da più di 100 anni coltivato in Costiera amalfitana, ma pochi lo sapevano e pochi lo avevano. Solo alcuni “contadini custodi” lo hanno custodito fino ad arrivare a noi e nelle mani dell’associazione Acarbio che l’ha valorizzato con studi durati più di tre anni.

Ed ora che ci si avvia al terzo anno consecutivo di coltivazione, si estende il progetto, condividendolo il più possibile con il territorio. Giovedì 23 marzo, alle ore 18,30, in un’assemblea pubblica presso l’aula consiliare del comune di Tramonti, ci sarà un incontro aperto a tutti – contadini e cittadini – per spiegare i passi fatti fino ad oggi, i risultati ottenuti, i progetti futuri.

Sarà presente anche l’amministrazione comunale con il sindaco Antonio Giordano, l’assessore all’agricoltura Arianna Fortiguerra, Vincenzo Sannino dell’associazione Acarbio, Rosa Pepe del Crea Ort Pontecagnano, Andrea Ferraioli presidente della condotta Slow Food Costa d’Amalfi.

Vogliamo far conoscere e condividere il più possibile ciò che stiamo facendo – dichiara Vincenzo Sannino che con l’associazione Acarbio ha realizzato un programma complessivo di messa in coltura – il ritorno di questa coltivazione sul territorio ha un valore anche simbolico, perché la comunità può ora vantare una biodiversità rurale che si credeva scomparsa e che la conoscevano in pochi. Tramonti avendo ora anche un suo pomodoro che viene riconosciuto da tutti gli esperti come una vera rarità, può creare un connubio eccezionale con la sua cucina e la pizza”.

Per arrivare ai primi riconoscimenti – ad esempio a Parigi è presente nel menù di un noto ristorante – è stato fatto un lungo percorso di studi, ricerca storica e caratterizzazione grazie alla collaborazione con il Crea Ort Pontecagnano. “Continueremo ancora a studiare questo seme nei nostri laboratori – ricorda Rosa Pepe, agronoma del Crea – e saremo sempre vicini ai contadini custodi in ogni fase della coltivazione. Con il nostro supporto siamo sicuri di continuare a fare un buon lavoro nella preservazione di questa biodiversità”. Un progetto che si estende e si condivide dà comunque una speranza di crescita ad un territorio. Durante l’incontro si parlerà della messa in coltivazione per l’annata 2017, di nuovi sviluppi per il settore agricolo e della ristorazione, con prodotti che possono fare la differenza. Perché non tutti i pomodori sono uguali. E i buongustai lo sanno bene.

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