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Strani silenzi sugli incendi in Costiera amalfitana, gli ambientalisti aprono il caso

Troppi incendi stanno devastando intere aree ma troppi sono i silenzi da parte delle amministrazioni comunali. E così fanno sentire la loro voce le associazioni attive su territori come la Costiera amalfitana, la Penisola sorrentina, il Cilento. “Gli incendi ripetuti, di natura dolosa e non, che stanno danneggiando in questi giorni ampie porzioni di territorio italiano da Nord a Sud pongono all’attenzione del Governo e della società civile, con una forza e una gravità ineludibili, il tema della gestione e della manutenzione delle aree verdi della Penisola e, in particolare, delle aree naturalistiche e dei parchi”, scrivono i responsabili del Fondo Ambiente Italiano e il Club Alpino Italiano che si rivolgono direttamente al Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti.

Incendio in Costiera amalfitana, versante Positano

La ricorrenza annuale di questi eventi evidenzia la mancanza da parte delle autorità e della società civile di una reale consapevolezza del problema – denunciano le associazioni – e di adeguate politiche di intervento ordinario riguardo alla prima causa degli incendi, che non risiede nella natura dolosa degli eventi ma che deve essere cercata piuttosto nell’incuria”. Anche il Club per l’Unesco di Amalfi è intervenuto con una nota sulla sua pagina Facebook:

Ci piacerebbe poter condividere solo immagini che raccontano di come gli abitanti della Costiera amalfitana e i suoi estimatori stiano conservando intatto alle nuove generazioni questo territorio, riconosciuto non a caso un ‘Patrimonio dell’Umanita’. Ed invece questa volta mostriamo cosa gli uomini sono capaci di fare mettendo a rischio anche l’incolumità dei cittadini e dei tanti turisti che vengono qui non certo per ammirare questo ‘spettacolo’ – scrivono i responsabili del Club che sul territorio portano avanti le tematiche dell’Unesco – Da giorni e su diversi fronti (da Vietri sul Mare a Positano) stanno andando in fumo ettari di macchia mediterranea, simbolo anche della biodiversità locale. È un colpo al cuore vedere come intere aree verdi siano ridotte in cenere. Assistere impotenti alla violenza di chi pensa di fare ‘business’ sull’emergenza, sul rimboschimento e sulla messa in sicurezza dei costoni rocciosi. Nessun territorio merita tutto ciò. Ringraziamo chi si sta prodigando nello spegnimento (i nuclei di Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, i volontari). Crediamo però che andrebbe fatta prevenzione e manutenzione del territorio durante tutto l’anno. Cosa che non avviene. O che avviene in parte, e solo grazie a chi (soprattutto contadini) ancora oggi tengono cura dei terrazzamenti e delle aree boschive. Con grande difficoltà e nella più assoluta solitudine”.

Un incendio in Costiera amalfitana visto dal mare

Gli incendi che stanno devastando anche il Parco del Vesuvio dimostrano ad esempio, come sarebbe stato più facilmente e rapidamente contenuto se i boschi fossero stati nel corso dell’anno adeguatamente curati, correttamente manutenuti, puliti dalle sterpaglie e dall’immondizia, dotati di vie spartifuoco e sentieri, oltre che di servizi antincendio.

Un incendio sulle montagne di Positano

Sull’argomento interviene anche Legambiente Campania: “Contro i ladri di futuro, i criminali incendiari occorre fare delle scelte, stabilire delle priorità – denuncia Michele Buonono, presidente della sezione campana – la lotta agli incendi lo è. Si sta combattendo una guerra che in più di un mese ha mandato in fumo in Campania ben 2461 ettari di superfici boschive, pari al 84% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016. Cosa altro si aspetta per renderla a tutti gli effetti una vera emergenza nazionale che deve richiamare alla responsabilità intera filiera politica-istituzionale del nostro paese.

Il Vesuvio in fiamme visto dal satellite

Contro questa mattanza ambientale in atto serve una sinergia e un impegno effettivo da parte di tutti i diversi soggetti, che hanno un ruolo a livello nazionale e territoriale nell’antincendio boschivo. Per quanto la Protezione Civile nazionale stia facendo da settimane un ottimo lavoro e stia mettendo in campo un impegno notevole su tutti i fronti di incendio principali, è fondamentale che venga rafforzata, che non venga lasciata sola e che si lavori in piena sinergia fino ad ora mancata. È fondamentale che vi sia una concreta assunzione delle proprie responsabilità, in primis da parte di Regioni e Governo altrimenti il fuoco rischia di avere la meglio. Insomma è necessario un fronte di civiltà comune, Fate presto e bene”. Non si può più scherzare con il fuoco!

 

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