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Salute, meningite. Altri due casi a Salerno. Ma non c’è nessun rischio di epidemia

Due casi di meningite nel salernitano, dopo le tre vittime in Veneto. Ma per il Primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, non esiste alcun rischio di epidemia.

Un ragazzo di 11 anni di Sarno, ed una donna di 37 anni di Montecorvino Rovella, sono ricoverati nel reparto malattie infettive dell’ospedale salernitano.
Per entrambi i sanitari si sono riservati la prognosi. Intanto, sono state avviate tutte le procedure per effettuare la profilassi ai parenti e a quanti hanno avuto contatto con i due pazienti. Per il Primario del reparto di malattie infettive non esiste alcun rischio di epidemia.
La situazione è sotto controllo – dice il primario del reparto Malattie infettive del Ruggi, Maurizio Mazzeo – e non dobbiamo farci prendere dall’allarmismo che si è generato in questi giorni”.

Ma cos’è la meningite, che causa paura e morte?

E’ un’ infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale (le meningi), di origine virale o batterica, ed è una malattia che si trasmette per via aerea. Il contagio, dunque, non avviene attraverso l’eventuale utilizzo di posate, bicchieri o oggetti già maneggiati da una persona infetta.

A precisarlo è Carlo Signorelli, igienista all’Università di Parma, dopo il decesso della ragazza di Treviso, terza vittima del focolaio epidemico in Veneto, che avrebbe avuto una scambio di bicchieri nella birreria dove è iniziato il focolaio.

Non ci sono dimostrazioni scientifiche – ha affermato Signorelli – che la meningite da meningococco si trasmetta per via oro-fecale o attraverso scambio di liquidi fisiologici, mentre è provata la trasmissione per via aerea“.

Non esiste dunque, rileva l’esperto, “un rischio-bicchieri’ o posate infetti“. Il fatto di usare il bicchiere di una persona infetta non è quindi di per se sufficiente a determinare il contagio. Tant’é che la meningite, ha aggiunto, “si diffonde di solito in ambienti confinati, dove un certo numero di persone ha soggiornato a stretto contatto”.

Un’isteria esagerata“, che ricorda molto da vicino la psicosi Aviaria, “quando più nessuno mangiava il pollo”.

A usare questi termini è l’epidemiologa Stefania Salmaso, direttore del Centro di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, nel commentare i casi di meningite. “Siamo perfettamente nella media – rassicura Salmaso – e la situazione è sotto controllo. L’Iss ha un sistema di monitoraggio che ci consente di dire che non c’e’ alcun motivo di allarme”.

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