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Salerno, dopo tre anni riapre il Museo archeologico provinciale

Dopo tre anni il Museo archeologico provinciale di Salerno ha riaperto i suoi “tesori”. Qui, in via San Benedetto, sono custoditi alcuni dei reperti più importanti provenienti da tutto il territorio salernitano. In questi anni c’è stato un lungo e complesso lavoro di recupero della struttura e di riordino del suo patrimonio archeologico. “Abbiamo raggiunto un bel risultato – ha detto il dirigente del settore Patrimonio di palazzo S. Agostino, l’ingegnere Angelo Michele Lizio – tanto più apprezzabile agli occhi di chi ricorda quelle che erano le condizioni in cui versava il complesso”. 580mila euro spesi sostenuti totalmente dalla Provincia di Salerno, di cui 400mila per i lavori di ristrutturazione, restauro e restyling e i restanti 180mila per l’allestimento museale.

Il risultato comunque è sotto gli occhi di tutti, con una ricca esposizione archeologica che vede al piano terra i ritrovamenti di epoca etrusca fino ai longobardi e al piano superiore la storia della necropoli di Fratte, nel rispetto di un criterio cronologico e topografico.

La storia si fonde con la modernità nel nuovo impianto espositivo del complesso che si trova in via S. Benedetto, potenziato dall’utilizzo di proiezioni in 3D che ricostruiscono l’insediamento di Fratte, con un focus sul mito di Eracle e le antiche rotte del Mediterraneo che passavano per Salerno, oltre al ritrovamento della testa di Apollo, straordinario reperto ritrovato da un pescatore salernitano nel 1930 e diventato il simbolo dei musei della Provincia di Salerno.

“In questa esposizione c’è il senso più vero della nostra appartenenza – ha dichiarato Antonio Iannone, presidente della Provincia – e aver scommesso su questo progetto di recupero è segno di chi non vuole arrendersi, ma vuole continuare a puntare sul territorio. Investire nella riapertura di questo istituto della cultura ha rappresentato, infatti, una scelta precisa dell’Amministrazione provinciale, fin dalla presidenza dell’onorevole Edmondo Cirielli, nonostante i pesanti tagli al bilancio dell’Ente”.

È un obiettivo che abbiamo considerato doveroso per rispondere alle richieste provenienti sia dal mondo accademico e scientifico che dalle comunità locali – ha aggiunto l’assessore Matteo BottoneUn grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa riapertura: ai dirigenti, ai funzionari e al personale del Settore Patrimonio e del Settore Musei e Biblioteche, ai collaboratori e alle imprese. Tutti sono stati, insieme, artefici di questo”. Il nuovo allestimento espositivo è contrassegnato da un’esposizione ancora più ampia e potenziata dall’utilizzo di moderne tecnologie e tecniche di comunicazione museale, con tre installazioni multimediali ricostruiscono l’insediamento di Fratte, le antiche rotte del Mediterraneo e ripropongono l’atmosfera del ritrovamento della celebre testa di Apollo nelle acque del golfo di Salerno nel 1930.

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