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Morra De Sanctis: Palazzo Molinari, un patrimonio in dono

Morra De Sanctis, l'ingresso di Palazzo Molinari

Un palazzo storico privato del XVIII secolo donato come “bene comune”. A Morra De Sanctis, paese dell’Alta Irpinia, terra del grande critico letterario Francesco De Sanctis, si sono aperte per tutti, dopo un lungo restauro, le porte della dimora signorile di Palazzo Molinari appartenuto alla nobildonna Emilia Molinari, vedova Criscuoli.

Morra De Sanctis, interno palazzo Molinari

Devoluto al Comune, vede anche l’associazione Italia Nostra tra i “beneficiari” di questo generoso lascito testamentario che ne indica anche la sua destinazione “di luogo per iniziative sociali e culturali e di sede di Italia Nostra“. Durante la giornata nazionale dei Beni Comuni, svoltasi domenica 14 maggio, l’associazione non poteva non essere proprio in questo luogo, e richiamare l’attenzione sui patrimoni di beni culturali, naturali e del paesaggio. Ricordando il caso Bagnoli e mettendo in evidenza le “mancate bonifiche” con la relazione dettagliata di Luigi De Falco; i luoghi storici di culto abbandonati e trasformati, spiegati da Serena Tedesco ; la storia dell’ex tabacchificio di Cava de’Tirreni raccontata da Bruno Todisco; il Piano casa della Campania che vede minacciato il PUT della Penisola sorrentina e Costiera amalfitana come ha spiegato Massimo Maresca; l’importanza della difesa delle sorgenti a Pontecagnano Faiano, con la proposta dell’istituzione di un “Parco delle Sorgenti” a cui sta lavorando Federico Marra.

Le nostre sezioni della Campania presentano questi esempi significativi per la  difesa dei beni comuni – spiega Raffaella Di Leo, responsabile della sezione di Salerno – proprio in questo luogo lasciatoci per realizzare attività sociali e culturali a favore della collettività. E’ un impegno per tutti noi”.

Italia Nostra a Morra De Sanctis, palazzo Molinari

Emilia Molinari donò questa sua proprietà nel 1983 e viene ricordata come una delle donne irpine da prendere come esempio non solo per la sua filantropia. Fondò infatti anche un periodico che chiamò la “Voce Altirpina” promuovendo diverse pubblicazioni, interessandosi così concretamente anche alla conoscenza del territorio.

Da sinistra: Raffaella Di Leo con alcuni componenti sezione Italia Nostra Irpinia

E’ stata tra le figure più importanti di questa terra che ha visto in Francesco De Sanctis il punto più alto della sua espressione culturale, tanto da far cambiare nel 1934 il nome stesso della città: da Morra Irpino a Morra De Sanctis.

Proprio da questo palazzo, finito di restaurare a marzo 2017, si gode una di quelle vedute descritte da Francesco De Sanctis nel suo libro: Un viaggio elettorale, che scrisse in occasione della sua campagna elettorale del 1875 che lo vide andare nel suo collegio elettorale e realizzare una sorta di reportage sentimentale-letterario su tutta l’Alta Irpinia.

L’interno di Palazzo Molinari a Morra De Sanctis

Non ci è quasi casa, che non abbia il suo bello sguardo, e non c’è quasi alcun morrese, che non possa dire: io posseggo con l’occhio vasti spazii di terra”. Così scrisse il critico letterario a fine ‘800, e così è ancora oggi. Tra le stanze di Palazzo Molinari (alcune stanze abbellite con affreschi che si sono riusciti a salvare), si respira cultura, storia, anche grazie ad alcune teche che contengono lettere, foto, libri, appartenuti alle famiglie Indelli-Molinari. C’è un filo della narrazione che ancora oggi riesce a rivivere, grazie alla lungimiranza di chi ha pensato che anche un palazzo potesse testimoniare, a distanza di anni, la storia di una terra ricca di tradizioni come la verde Irpinia. E di una donna, come Emilia Molinari, precorritrice dei nostri tempi.

IL LIBRO “UN VIAGGIO ELETTORALE” DI FRANCESCO DE SANCTIS

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