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Mario Carotenuto, la storia di Salerno e della Costiera amalfitana raccontate in 26 tele

E’ una mostra da scoprire pezzo per pezzo, lentamente, assaporando le atmosfere e i ricordi che regala. Le Grandi Opere di Mario Carotenuto – il vernissage rimarrà aperto fino al 10 maggio 2011 presso il complesso monumentale di S. Sofia a Salerno – è un grande excursus delle tele tra le più rappresentative nell’ultimo quarantennio. 26 opere che lasciano nel visitatore un continuo desiderio di scoprire particolari. Da I sette vizi capitali alla Crocifissione, ultima “Grande Opera” data 2010, alla suggestiva Marylin del 1975, al Notturno del 1976, a L’atelier del 1981, Novecento del 1997, Spiaggia del 2005, e i tre straordinari lavori del 2008 sul tema della ‘memoria’, l’imponente Magnificat che assorbe lo sguardo quando si entra nella sala.

Tutti dipinti che provengono dal suo atelier ma anche da prestiti importanti arrivati da SalernoEnergia, il Museo-Fondo Regionale d’Arte Contemporanea di Baronissi, la collezione Mino Sorvillo di Battipaglia. E sette di queste opere sono state donate al Comune di Salerno: “Vi affido le mie opere – ha detto Mario Carotenuto durante l’inaugurazione della mostra con la presenza dell’assessore Ermanno Guerra e del curatore Massimo Bignardiqueste tele sono donate per fare in modo che si costituisca una Pinacoteca comunale, spero che altri miei colleghi facciano altrettanto così da arricchire la collezione”.

E poi commosso ha aggiunto: “Questa mostra è più di quanto avessi mai sognato, questi dipinti erano racchiusi nel mio studio, ma un’opera esiste se viene ammirata”.L'immagine della mostra

E sono state tante le persone che hanno preso parte all’evento, riconoscendo nelle tele esposte volti e storie che non potranno essere dimenticate anche grazie al tocco inimitabile di questo pittore (così come ama definirsi).

Nato nel 1922 a Tramonti, Carotenuto dedica con un occhio di innamorato grandi pennellate alla sua terra d’origine. Un bellissimo quadro intitolato “Colazione sull’Erba” realizzato nel 2008, raffigura la sua famiglia distesa su un prato con lo sfondo una Tramonti ben riconoscibile da alcuni suoi elementi: il cuccuzzolo di Santa Maria e la chiesetta romanica di San Paterno Arcangelo. E poi immancabili i paesaggi, gli scorci della Costiera amalfitana, da sempre sfondo e soggetto della sua pittura. Così come la “sua” Salerno: il quartiere storico, i volti di personaggi come il poeta Alfonso Gatto, suo carissimo amico, il sindaco Alfonso Menna, le facce dei pescatori segnate dal sole. Un mondo che si è cristallizzato nelle pennellate di Carotenuto.

Il catalogo della mostra, 213 pagine, scritto da Massimo Bignardi, con introduzione di Vincenzo De Luca, disegnato graficamente da Eolo (Ernesto Manzolillo) e pubblicato dalla casa editrice Plectica, racchiude un lungo percorso artistico dell’ultimo grande della pittura napoletana.

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