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Le minestre “scalda cuore”: la stagione in corso dona tanti ingredienti

Giunge finalmente l’ora di zuppe, minestre e minestrine! Il motivo? Colpa del clima inclemente – perché, quando le stradine dei nostri borghi iniziano a essere “schiaffeggiate” dalla Tramontana, in ognuno di noi scatta la voglia incontrollabile di una vivanda saporita e “bollente”. Diventano perciò utili le celeberrime zuppe e vivande affini, che si prestano a venire incontro alle necessità delle frotte affamate e infreddolite.

Quasi a farlo apposta la stagione in corso dona una miriade di ingredienti indispensabili a realizzare una prelibata minestra scalda-cuore. Così, senza troppi artifici, prendono il via una sfilza di leccornie “liquide ma non troppo” – peculiari dell’autunno, e perché no – anche dell’imminente inverno! Tanti ma davvero tanti i potages da preparare investendo estro e fantasia: la canonica crema di patate (parmentier), la zuppa di cavolo, quella di ceci, la minestra di orzo e farro e naturalmente la crema di zucca con una lieve presina di noce moscata grattugiata – vero “orgasmo” culinario che amalgama sapidità e leggerezza. Senza tralasciare dall’elenco la zuppa di fave, quella di funghi, di pesce e crostacei, l’intramontabile minestrone di ortaggi e la durevole soupe à l’oignon (zuppa di cipolla) – austera regina di una cucina atemporale.

In effetti, ogni preparazione sinora annoverata regala formidabili alchimie, segreti tramandati, aneddoti ma soprattutto genuina squisitezza. Bene, dopo aver puntato i riflettori su quest’angolo della gastronomia – sarebbe curioso scoprire quale zuppa non dovrebbe mai mancare sulla tavola di un devoto gourmet. Sia chiaro però (come premessa necessaria) che è abbastanza cavilloso asserire che una minestra sia più desiderabile o insostituibile di un’altra. Infatti, le preferenze sono usualmente soggettive e affatto criticabili!

Qualsiasi potage merita di essere preparato almeno una volta durante la stagione più “severa” dell’anno. E con l’aggiunta intelligente di riso o pasta – le pietanze in questione possono rappresentare un fruttuoso ed economico piatto unico. Facendo quindi due conti veloci, senza il bisogno della calcolatrice, un sobrio minestrone di ortaggi e legumi preparato per quattro persone costa (all’incirca) 4-5 euro, ed essendo una ricetta che di prassi viene preparata in abbondanza – ne avanza pure per la cena e per il giorno a seguire.

Altro aspetto saliente di questi manicaretti è la loro indiscussa digeribilità. Sono davvero ricche di fibra e hanno il considerevole vantaggio di non appesantire. Sicché, sono un perspicace escamotage per quanti non vogliono cedere alla tentazione di pasti lauti, o per chi predilige una portata poco impegnativa. A parte questo le “potages-soupes” hanno il loro inestinguibile fascino e avvenenza. Che meraviglia arrivare a casa dopo una giornata di lavoro e trovare troneggiante sulla tavola una cocotte di zuppa fumante in attesa di essere “apprezzata”.

Certo, con la stagione invernale queste ricette raggiungono la loro inarrestabile divinizzazione – diventando a tutti gli effetti un oggetto del desiderio. Tuttavia sono pietanze fruibili tutto l’anno, perché proprio d’estate possono essere assaporate a temperatura ambiente (se non addirittura fredde, come il gazpacho). Sempre a patto di rispettare la stagionalità dei prodotti elargiti da Madre Natura – come si faceva con oculatezza nelle nostre antiche e sagge civiltà rurali.

Comunque, a parte questo diluvio di ridondanti elucubrazioni gastronomiche pro zuppa – ce n’è una di più stuzzicante fra tutte? Forse è più verosimile cogliere che sia semplicemente quella che più appaga –, tenendo presente che ogni qualsiasi ingrediente merita di essere valorizzato sino in fondo. L’importante è cambiare, e vale a dire avvicendare in base alla personale disponibilità o a ciò che offre il mercato in quel determinato periodo dell’anno. Buona zuppa a tutti!

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