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La Settimana Santa in Costiera amalfitana, tra sepolcri e Battenti

Riti penitenziali, visita ai sepolcri, processione dei Battenti. Anche la Costiera amalfitana durante la Settimana Santa vive diversi momenti religiosi, che scandiscono i giorni prima della Pasqua.
La sera del Giovedì Santo, a Minori, e fino all’alba del giorno seguente, sono di scena i Battenti. Sfilano per le vie del centro e quelle delle frazioni dietro ad una grande croce. Durante le soste, si stringono in cerchio e cantano antiche melodie: con il “tono ‘e vasce (il giovedì) e con il tono ‘e coppe (nella giornata del venerdì). In origine questa doppia melodia serviva a differenziare le due Arciconfraternite locali: quella del SS. Rosario, posta su in alto a Villamena, e quella del SS. Sacramento, sita in basso, alle spalle della basilica di Santa Trofimena.
La sera del Venerdì, dopo liturgia della schiodatura di Cristo che avviene nella Basilica di Santa Trofimena, con le sole luci delle torce, si procede alla processione di Gesù morto.

Il Venerdì Santo ad Amalfi

Molto suggestivo anche il Venerdì Santo ad Amalfi. Dopo il tramonto del sole si rinnova l’appuntamento con una delle più sentite tradizioni religiose, perpetuata dalla Reale Arciconfraternita dell’Addolorata.
Il lento incedere della processione (che parte dalla Cattedrale) è sottolineato dai battenti, che con le loro voci si fanno carico di cantare lo strazio per la morte del figlio della Madonna Addolorata, la cui statua accompagna quella del Cristo.
L’accompagnamento vocale ha la sua colonna portante nei brani originali scritti dal compositore amalfitano Antonio Tirabassi. Il corteo percorre lentamente le vie del centro fino a piazza Municipio. Qui Gesù viene deposto nel sepolcro allestito nella chiesetta di san Nicola dei Greci.
Anche a Ravello il corteo, partendo dalla cattedrale di san Pantaleone, raggiunge il monastero di santa Chiara, lungo il percorso per Cimbrone. Poi, al ritorno, si spinge fino a piazza Fontana. A Maiori la “Via Crucis” attraversa il Lungomare Amendola, il corso Reginna, fino al Piazzale della Chiesa di S. Domenico. Poi, la processione del Cristo Morto e dell’Addolorata verso la Collegiata e la venerazione della reliquia della S. Croce. Si rinnovano così, come da centinaia di anni, antichi riti che cercano di sopravvivere ai cambiamenti.

 

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