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La prima Green Station della Campania sarà a Pontecagnano

Nella struttura nascerà un centro di innovazione sociale e culturale per promuovere il turismo sostenibile, il volontariato europeo e una nuova visione di mobilità.

Un luogo dove le buone intenzioni incontrano le buone pratiche e diventano esperienze virtuose a sostegno dei territori. Con un valore aggiunto: sede di questa esperienza innovativa saranno gli spazi impresenziati della stazione di Pontecagnano, in provincia di Salerno.  Una stazione che torna a vivere grazie al progetto Green station, il protocollo d’intesa sottoscritto da Legambiente, Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana per il recupero delle stazioni impresenziate e promuovere progetti che abbiano finalità sociali d’interesse collettivo.

Il protocollo è stato sottoscritto in concomitanza della tappa campana del Treno Verde.

Oggi nasce la prima green station della Campania per iniziare anche in questa regione un nuovo processo di economia solidale che tenga conto dell’eccezionale importanza dei beni comuni – ha dichiarato Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente –. Dalle stazioni d’Italia non presenziate, immenso patrimonio di questo Paese, stiamo contribuendo alla creazione di una rete di relazioni sociali del territorio a partire da queste strutture che nei decenni hanno evocato spostamenti, speranza, sogni di vita migliore. Non solo treni, ma idee, contenuti e progetti di educazione ambientale: le Green station rappresentano un pezzo di economia civile che produce valori, come fiducia, capitale sociale, senso civico, solidarietà, assieme a valore economico e nuove opportunità, dal turismo, alla mobilità sostenibile rigenerando spazi non utilizzati”.

L’esperienza di Pontecagnano è solo uno dei progetti di Green Station in giro per l’Italia. Progetti che hanno come cuore pulsante quello di rivalorizzare spazi non presenziati all’interno delle stazioni e snodi ferroviari, intesi non più come luoghi di arrivo e partenza ma sempre più come luoghi di incontro e socialità, oltre che di poli di attrazione urbana, centri di servizio sociali, ambientali e di mobilità collettiva.

La conversione della stazione di Pontecagnano in Green Station conferma l’utilità della cessione in comodato d’uso di locali non più funzionali alle attività ferroviarie – afferma Modestino Ferraro, responsabile Ingegneria Direzione Territoriale Produzione RFI di Napoli – un nuovo modello di sviluppo territoriale, che coniuga sostenibilità ambientale e coesione sociale”.

Su tutto il territorio nazionale sono circa 500 le stazioni interessate da comodati, oltre 87.000 i metri quadri – che superano i 100.000 con gli spazi delle grandi stazioni – per un valore economico vicino ai 120 milioni di euro.

La stazione sarà inoltre accreditata presso l’Agenzia Nazionale Giovani (Ang) per l’azione chiave del programma Erasmus+:youth, per permettere a giovani provenienti da diversi paesi europei di partecipare e sviluppare attività di volontariato con le comunità locali e co-gestiranno il Parco Ecoarcheologico di Pontecagnano, gestito da Legambiente.

Attualmente le Green Station realizzate con la collaborazione tra Legambiente, FS Italiane e Rete Ferroviaria Italiana sono cinque e si trovano a Brenna Alzate (Lombardia), San Stino di Livenza (Veneto), Pescara centrale (Abruzzo), Potenza superiore (Basilicata) e Anzio (Lazio).

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