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L’emergenza idrica che sta interessando i Paesi Vesuviani ha radici profonde. Il problema dell’acqua, tra siccità, sprechi, condotte colabrodo e privatizzazioni, continua ad occupare il primo posto nella stampa locale e nazionale. Molto si è detto anche sulle perdite, dovute alla vetustà, della nostra rete di distribuzione, che raggiungono il 40% dell'acqua immessa. “Si porta a conoscenza della cittadinanza che l’A.S.L. NA 5 in data 16/10/2007, con provvedimento n°1478, ha espresso giudizio sfavorevole di qualità all’ uso idropotabile dell’acqua in alcune aree dei comuni di Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano (ad esclusione della zona posta a valle di Via Manzoni e traverse) e Torre del Greco, a causa dell’annoso problema connesso con la eccessiva presenza di fluoruri e nitrati. Tale circostanza deriva dalla concomitante riduzione delle portate idriche fornite dal servizio regionale e dalla rottura della condotta principale DN 1300 Santa Maria La Foce, Boscotrecase. Pertanto, nel rispetto delle prescrizioni emanate dalle Autorità Sanitarie competenti, SI INVITANO i cittadini, in via provvisoria e per scopi cautelativi, ad utilizzare ai soli fini igienico-sanitari l’acqua erogata da GORI in tutto il territorio dei comuni citati. Si sta provvedendo ad identificare con precisione le aree e le strade interessate dal fenomeno e, in sinergia con l’A.S.L. competente, a ripetere ed intensificare il monitoraggio ed i controlli di qualità. Il ripristino delle normali condizioni di utilizzo idro-potabile sarà comunicato con ulteriore avviso pubblico. Gli operatori della GORI restano a disposizione per ogni ulteriore informazioni Con questa avviso i cittadini dei Paesi Vesuviani si sono ritrovati a “secco”. La GORI S.p.A, che tanto generosamente sta provvedendo a portare acqua potabile ai cittadini, circa trentamila litri di acqua al giorno, titolano i giornali, è la stessa che in consorzio, gestisce il servizio idrico della zona.
GORI S.p.A. ha assunto, prima, la gestione del ciclo integrato delle acque in tutto il territorio della Penisola Sorrentina e, successivamente, per fasi graduali, di altri 63 Comuni, tra cui i 21 dell'Acquedotto Vesuviano. Oggi Gori gestisce il S.I.I. di 69 Comuni. Entro il 2007 avrà acquisito la gestione del S.I.I. di tutti i 76 Comuni facenti parte dell'ATO 3. GORI S.p.A. è attualmente controllata congiuntamente dall'Ente d'Ambito Sarnese-Vesuviano (ATO3), con il 51% del capitale sociale, e dalla società Sarnese Vesuviano S.r.l. con il 37% circa, soggetti tra cui intercorrono appositi patti parasociali. Il Consorzio Gori vede insieme alla quota pubblica detenuta dall’ATO stesso la compartecipazione di Enel-Hydro, controllata dal colosso francese Vivendi, della ex municipalizzata ACEA, che sta diventando una multinazionale con l’acquisizione di appalti in Perù, Nicaragua e in Armenia. La GORI, quindi, dovrebbe essere responsabile del servizio idrico integrato, che comprende rete di distribuzione e qualità dell’acqua. Generoso Schiavone, dirigente del settore del ciclo integrato delle acque, ci dice oggi, 19 ottobre, che “…la Regione Campania, malgrado la grave crisi idrica delle fonti interregionali, da tempo in atto, ha effettuato una serie di manovre e di regolazioni gestionali che hanno consentito di assicurare un’adeguata portata idrica per i comuni vesuviani, in modo da garantire la corretta miscelazione delle risorse idriche endogene e il conseguente rientro dei parametri nei valori di legge”.
C’è da chiedersi a cosa è servito lo stanziamento di oltre 750 milioni di euro finalizzato alla gestione del Servizio Idrico Integrato dato in gestione al Consorzio GORI dall’ATO 3. Altra domanda? Perché l’allarme sui tassi alti di fluoro e nitrati dato dall’ASL NA 5 circa un mese fa è stato dato solo in questi giorni? A chi imputare adesso la responsabilità dei tre cittadini di San Giorgio a Cremano ricoverati e in osservazione all’ ospedale per avere ingerito acqua non potabile? La stessa GORI ammette che i problemi di floruri e nitrati nell’acqua in questa area è decennale: sono circa 20 anni che è stato rilevato. Ma chi doveva intervenire? GORI significa Gestione Ottimale Risorse Idriche.
Ottimale?? Un nome altisonante per un servizio inefficiente. Lo scorso anno toccò a Pompei e Castellammare. Il problema è sempre lo stesso. Il nocciolo della questione non sono le condutture obsolete e la rete idrica da rimodernare, il problema è uno solo : la privatizzazione. In tutto il mondo sono ormai moltissime le esperienze di privatizzazione dell’acqua: con quali risultati? Aumento delle bollette, nessun interesse a limitare gli sprechi, carenze di manutenzione dell’acquedotto, negazione del servizio a chi non può pagare, licenziamenti dei lavoratori, gestione non trasparente. Chi ci guadagna sul serio sono solo le imprese. GORI SPA, docet. Cinque multinazionali si dividono intorno all’80% del mercato mondiale, e sono perciò in grado di condizionare i singoli governi nazionali, incluso quello italiano. Quello dell’acqua diventa sempre di più un business colossale e per questo grande affare cosa vuoi che siano per la nostra salute qualche centinaio di grammo in più di nitrati o fluoruri?
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