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Si riparte a volare dal 16 giugno. L'aeroporto Salerno Costa d'Amalfi ritenta a prendere il volo con nuove rotte su Catania e Olbia, puntando su un traffico che già è molto alto ma su nave e ferrovia. La funzionalità dello scalo è comunque al 50 per cento, bisogna ancora completare l’infrastruttura e battere una concorrenza agguerrita. Oltre al fatto che bisogna ancora capire se sarà economicamente sostenibile mantenere uno scalo per molti mesi dell'anno inattivo. Tutto il programma costerà al Consorzio e società di gestione poco più di 1,2 milioni di euro, con spese e rischi divisi con gli altri scali e i vettori. Diversamente da quanto fatto con Alitalia, è stato poi stipulato un contratto che prevede un abbattimento dei costi per ogni biglietto venduto. Di sicuro, da metà giugno, dopo l’ennesimo fermo, i voli di linea decolleranno un’altra volta dalla pista di Pontecagnano. La prima partenza è prevista per sabato 16 giugno, quando l’Atr 72-500 da 64 posti, Air Dolomiti, volerà a Monaco. Lo stesso aereo solcherà ancora il cielo di Salerno diretto a Verona. Già definito lo schedulato: un solo volo a settimana, sempre il sabato, con due rotazioni al giorno, andata di mattina e ritorno nel pomeriggio. Invece dal 20 giugno al 2 settembre sarà possibile volare un’altra volta su Milano Malpensa: cambiano aereo e compagnia, ma è un ritorno al passato. Torna Skybridge AirOps, il vettore che effettuò il primo volo da Pontecagnano. Per settanta giorni, tutti i lunedì, mercoledì e venerdì, l’Embraer 120 Brasilia da 31 posti collegherà Salerno e Milano con una doppia rotazione giornaliera, andata e ritorno mattutini e andata e ritorno serali. Se poi sarà economicamente in attivo i voli dopo il 2 settembre potrebbero essere ripristinati durante i fine settimana. Da sabato 23 giugno a domenica 2 settembre l’Embraer 120 Brasilia volerà anche su Olbia e Catania. Ogni domenica ci sarà anche un collegamento diretto con la Sardegna: partenza da Olbia alle 11,30 e ripartenza da Salerno alle 13,10. L'aeroporto Salerno Costa d'Amalfi Sei milioni di ecoballe depositate in Campania: 20 anni per smaltirle
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