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Salerno si distingue rispetto all'arretratezza di altre città italiane. Ed è grazie ai suoi nuovi progetti architettonici firmati da Zaha, Hadid, Ricardo Bofill, Santiago Calatrava, David Chipperfield, Jean Nouvel, Massimiliano Fucksas, Tobia Scarpa e Oriol Bohigas. E' il nono rapporto “Citymorphosis” pubblicato dall'associazione Civita a stilare questa classifica e a dare al capoluogo salernitano il primo “posto” per la modernità nel suo sviluppo urbano. Infatti le modalità con cui la cultura diventa “elemento-chiave” per lo sviluppo urbano, sociale ed economico, grazie al rafforzamento dell’identità, sono state al centro della ricerca condotta dal Centro Studi “Gianfranco Imperatori” dell’Associazione Civita, pubblicata in un volume a cura di Marco Cammelli (docente di Diritto amministrativo all'Università di Bologna e presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna), e Pietro A. Valentino (docente di Economia urbana all’Università di Roma La Sapienza) e realizzato grazie al contributo di Axa Art e Fondazione di Venezia. I risultati sono stati estratti partendo da un monitoraggio effettuato su quattro possibili macro-aree di sviluppo per le politiche culturali urbane; i dati hanno evidenziato lo stato di arretratezza in cui vertono le città italiane a confronto con altre capitali nel mondo. Dal monitoraggio è emerso che, se Milano si conferma come la città più creativa, attenta a puntare al settore cultura come motore trainante della nuova imprenditoria, non riesce invece a emergere come tale Roma, nonostante la presenza di due grandi musei d’arte contemporanea, Maxxi e Macro, e di un auditorium dedicato alla musica e allo spettacolo. La Città Eterna risulta penultima in classifica, davanti solo a Firenze, ma indubbiamente arretrata rispetto a città europee come Weimar, Siviglia, Londra, Edimburgo e Barcellona. Stupisce invece Salerno; nonostante sia situata in una regione che presenta varie problematiche sociali, la città emerge grazie all’attenzione prestata negli ultimi anni all’ambiente e alla sostenibilità. Si accinge a trasformarsicon progetti urbanistici e culturali in un “laboratorio urbano”, al pari di delle cosiddette “città in festival” come Mantova (Festival della Letteratura), o Sarzana, città ligure in cui si svolge il Festival della Mente, primo in Europa dedicato alla creatività e ai processi creativi. Grazie anche alla collaborazione con gli enti pubblici e le aziende private, Salerno si è affermata fra le grandi protagoniste della scena urbanistica mondiale. A Zaha Hadid è stato affidato il progetto della Stazione Marittima; a Ricardo Bofill la Piazza della Libertà, mentre a Santiago Calatrava la Marina d’Arechi. David Chipperfiel ha ideato la Cittadella Giudiziaria, Jean Nouvel e Massimiliano Fuksas si sono occupati del recupero degli antichi opifici industriali; infine a Tobia Scarpa è andato il progetto del PalaSalerno. Tutti i progetti sono inseriti in un più ampio piano regolatore firmato dall’architetto e urbanista spagnolo Oriol Bohigas. Peccato però che il rapporto non dica nulla sul nuovo progetto “Crescent” che “grazie” alle sue dimensioni farà davvero cambiare volto alla città. Il progetto Crescent a Salerno Penisola sorrentina e lo scandalo box auto: interviene anche Antonio Di Pietro Il Vallo di Diano minacciato dalla ricerca petrolifera. Dopo 15 anni la storia si ripete La Commissione europea bacchetta ancora la Campania per la gestione discariche
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