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Scritto da Carmine Consiglio
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Giovedì 20 Ottobre 2011 20:43 |
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“Se non ci poniamo delle domande, non si saranno mai delle risposte"- disse il Maestro Ugo Marano. Con queste parole il comune di Cetara ha ricordato la figura dell’uomo-artista che è scomparso il 15 ottobre all’età di 68 anni dopo una breve malattia fulminante. Da sempre punto di riferimento artistico per la provincia di Salerno e per tutta la Costiera amalfitana, “simbolo di creatività e libertà di espressione " come ha scritto il sindaco Secondo Squizzato, Ugo Marano mancherà a tutto il mondo artistico e a tante persone appassionate della sua arte. Lascia non solo una moglie e due figli, ma tanti progetti ancora in cantiere, come il “museo vivo” in programma alla torre di Cetara.  Tanti suoi pezzi sono in esposizione in vari musei italiani. Tanti i lavori realizzati nel corso della sua vita. Si ricorda la volta celeste del Duomo di Salerno che ha restaurato e la facciata luminosa del Duomo d’Amalfi che ravvivò. Tra i tanti che l’hanno ricordato,anche il critico Massimo Bignardi, particolarmente legato a Marano:“ E’ morto uno dei miei grandi amici, al quale devo gran parte di quello che sono come critico militante. Un amico che mi ha dato dolcezza e speranza senza mai chiedere nulla in cambio”. A Capriglia, comune natio del maestro, potrebbe rinascere la Festa delle idee che Ugo aveva concepito tra il 1983 e il 1984; a Cetara la casa-museo potrebbe rimanere sempre aperta. Nella Torre ci sarà una sala a lui dedicata, magari aperta oltre quelle colonne d’Ercole che Ugo avrebbe realizzato con la sua creatività e la sua spiccata sensibilità.
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