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Le città, i paesaggi, gli angoli, mutano aspetto durante le elezioni regionali della Campania. Colpa dell'abusivismo? Sì, questa volta però dell' abusivismo dei manifesti. A parte Roberto Fico, candidato presidente per il Movimento Cinque Stelle che per scelta non sta facendo promozione elettorale tramite manifesti – ma solo on line e attraverso gli incontri con la gente – gli altri candidati ad iniziare da Stefano Caldoro (e le otto liste di centrodestra)e Vincenzo De Luca (con sette liste di centrosinistra) si stanno battendo anche a suon di carta sui muri. In misura ridotta, sembrano i manifesti di Paolo Ferrero (Sinistra Antagonista), e Michele Antonio Giliberti (Forza Nuova). Ma tutti, chi più chi meno, appaiono non rispettare gli spazi predisposti. E allora si trovano ovunque giri gli occhi. In queste ore l'attacchino sembra essere l'attività più impegnata: soprattutto i disoccupati sembrano trovare in questi momenti un loro sbocco. E così troviamo ovunque, anche in luoghi inaspettati, una miriade di manifesti: in piena curva, sotto i portici delle città, sui monumenti, persino vicino ai bidoni della spazzatura. Sia Legambiente che i Verdi hanno più volte fatto un appello a tutti i candidati per un corretto uso dell'affissione pubblica. Ma sembra non esserci verso. Secondo un calcolo approssimativo sono già stati affissi 4 milioni di manifesti ovunque: in proporzione è come se fossero stati abbattuti due boschi di media grandezza. Un altro allarme viene lanciato a Napoli da Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari. “ La campagna elettorale è appena entrata nel vivo ed il capoluogo partenopeo è già invaso da manifesti di ogni tipo, forma, colore e dimensione, posti al di fuori degli spazi consentiti, che invitano a votare i candidati – denuncia Capodanno – A farne le spese non sono solo i tabelloni comunali per la pubblicità, ma anche le strutture pubbliche e private, come le facciate dei fabbricati". Intanto Capodanno ha fondato su Facebook un gruppo per segnalare coloro che imbrattano con i manifesti abusivi la città, istituendo un apposito premio per gli imbrattatori, il “Premio monnezza 2010” consistente di un sacchetto di maleodoranti rifiuti da portare a casa. Ma anche di fronte all'evidenza sembra che tutti negano. Ad esempio Stefano Caldoro replica chiamando in causa l'avversario Vincenzo De Luca. “Sono imbarazzato, questo stile non mi piace. Io ho fatto una scelta diversa: è sui contenuti e non di propaganda sui muri. Non posso condividere – afferma Caldoro - una campagna elettorale milionaria, come quella di De Luca. È un atteggiamento irresponsabile di fronte alle difficoltà delle famiglie costrette a stringere la cinghia”. Vincenzo De Luca rilancia l'accusa: “Forse Caldoro ha preso una svista: le mura della Campania tracimano di immagini del Popolo della libertà e sono davvero invadenti, quelli sì. Probabilmente Caldoro deve avere scambiato il profilo di Vincenzo De Luca con quello di Mara Carfagna”. Ma nessuno sembra importarsi neanche della legge: Infatto l’articolo 8 della legge n. 212 del 4 aprile 1956 (che reca norme per la disciplina della propaganda elettorale) così recita: “Chiunque affigge stampati, giornali murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale previsti dall’articolo 1 fuori degli appositi spazi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103,00 a euro 1.032,00”. Ma puntualmente dopo ogni tornata elettorale a tutti coloro che hanno avuto (la sfortuna) di avere una multa, ci sarà sempre un bel “condono”. Quindi a chi spaventano mille euro di multa? Regionali Campania : i cinque aspiranti a presidente e i candidati consiglieri
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