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Le Regioni Campania, Puglia e Basilicata si sono dotate di norme specifiche per dire un no deciso all’ipotesi di costruire centrali nucleari sul loro territorio. Ma il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Claudio Scajola, ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale le leggi approvate dalle tre regioni del Mezzogiorno.
La decisione ha fatto insorgere le associazioni ambientaliste che giudicano l’azione un atto d’imperio “fascista”. "Quello che il governo ha fatto è un atto da regime direi anche fascista", fa sapere Angelo Bonelli dai microfoni dell'Agenzia radiofonica Econews. “Uso queste parole - ha aggiunto - perché quando un governo impugna leggi fuori dalla Costituzione solo perché le leggi che le Regioni hanno fatto non sono in coerenza con i principi e le volontà politiche ed ideologiche di questo governo, siamo fuori dalla democrazia in questo paese". Poi lancia un appello ai cittadini affinché si ribellino a questa decisione e contro un governo “che ha deciso, per portare le centrali nucleari nel nostro paese, di utilizzare anche l'esercito”. Non sono meno dure le parole di Legambiente che già nei giorni scorsi aveva lanciato un quesito ai candidati alle regionali: “Una centrale nucleare in Regione? Si o no”. Una domanda che, secondo Legambiente necessita di una risposta immediata, in modo da garantire un confronto trasparente e democratico su un tema così importante per il futuro del Paese e delle Regioni da non potere essere escluso dal dibattito elettorale. Secondo l’associazione ambientalista i cittadini della devono avere indicazioni certe, in modo da poter mettere la questione atomica tra le loro valutazioni di voto. Dal sondaggio sembravano essere escluse le tre Regioni che avevano già fatto una scelta in merito. Con la decisione del governo di queste ultime ore, si rimette tutto in discussione. La contrarietà di Legambiente si esprime attraverso le parole del suo presidente nazionale, Vittorio Cogliati Dezza, fa sapere che : ''La scelta del Governo di impugnare davanti alla Corte costituzionale le leggi che frenano le mire nucleariste della sua maggioranza, è un atto che mira a frenare preventivamente ulteriori decisioni regionali in tal senso''. "E' assurdo - ha continuato Cogliati Dezza - che un Governo che ha fatto del federalismo la sua bandiera continui invece a centralizzare in modo arrogante e militarista le decisioni inerenti alle politiche energetiche, in totale spregio della Costituzione, delle scelte regionali e delle opinioni dei cittadini''. Per il Ministro Scajola, invece: “L’impugnativa delle tre leggi è necessaria per ragioni di diritto e di merito”. E spiega: "In punto di diritto le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l'esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell'ambiente, della sicurezza interna e della concorrenza (articolo 117 comma 2 della Costituzione). Non impugnare le tre leggi avrebbe costituito un precedente pericoloso perché si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione di infrastrutture necessarie per il Paese”. La replica a Scajola arriva da Emma Bonino, candidata del centrosinistra nella Regione Lazio, che in un comunicato stampa afferma “Sul nucleare il Governo mostra la sua vera faccia: altro che federalisti!La decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare le leggi contro il nucleare di Puglia, Campania e Basilicata non è una decisione presa in punta di diritto, come vuol far credere il ministro Scajola, ma è un semplice atto di prepotenza, proprio perché l'energia, come lo stesso Ministro Scajola ha notato, è secondo la Costituzione materia concorrente tra Stato e Regioni". Per Francesco D’Ercole, capogruppo del Pdl al Consiglio Regionale della Campania, invece , la scelta del Governo era un atto dovuto. D’altra parte il centrodestra campano aveva proposto un emendamento in aula che abrogasse il comma 2 dell’articolo 1 delle legge finanziaria regionale del 2010, con il quale veniva impedita la costruzione sul territorio regionale di centrali nucleari. Secondo D’Ercole “Il ricorso al nucleare risponde ad una scelta strategica nazionale che è sottratta alla competenza regionale”. E aggiunge:“E’chiaro che una scelta del genere da parte del Governo rischia di risultare alquanto impopolare in una regione, la Campania, già martoriata dall’emergenza rifiuti” . Il capogruppo, però, ci tiene a precisare che “Ciò non significa che noi siamo per l’installazione sul territorio campano di centrali nucleari, ma semplicemente che il “no” a priori della Campania alla possibile realizzazione di tali impianti, può costringere, nel caso più favorevole, i campani a pagare un costo decisamente più alto per approvvigionarsi dell’energia elettrica necessaria e, in quello meno favorevole, di restare addirittura a secco”. A D’Ercole si potrebbe replicare che lo stesso scopo si potrebbe raggiungere con un piano serio ed efficace di risparmio energetico e di diffusione delle energie rinnovabili. Forse questo garantirebbe un futuro migliore ai cittadini campani, evitando di rincorrere tecnologie insicure, costose e di notevole impatto, come il nucleare. La Regione Campania pensa al futuro, dice NO al nucleare e al piano Scajola Nucleare? No, grazie! Il futuro è nelle fonti rinnovabili
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