 San Matteo, patrono di Salerno, riceve in “dono” dal sindaco della città, Vincenzo De Luca, i nuovi lavori per la realizzazione della Piazza della Libertà e per ora vengono risparmiati dai tagli gli antichi platani. Fino a quando? Inaugurato il cantiere, le ruspe sono in azione, sotto gli occhi dei tanti – cittadini, ambientalisti - che da mesi stanno manifestando la loro contrarietà al progetto. Intanto De Luca continua a dimostrare il suo proverbiale decisionismo: “Non stiamo aprendo un cantiere come gli altri, tra molti anni i salernitani ricorderanno questi momenti — ha evidenziato il sindaco di Salerno durante la conferenza stampa — è un'opera destinata a restare nella memoria collettiva di tutti cittadini. Non sono stato mai emozionato come oggi”. Il Santo patrono “benedirà” quest'ultima opera che secondo il primo cittadino rimarrà nella storia? Ma il comitato No Crescent va avanti nella protesta, silenziosa e mediaticamente incalzante: ha inserito sul blog i motivi del dissenso, spiegando in dettagli le “vere misure” del progetto, i costi, e il devastante impatto ambientale. I cittadini riuniti nel comitato denunciano così la “colata di cemento” che andrà a trasformare la sagoma, il panorama sulla Costiera amalfitana, che dal lungomare si può ancora oggi godere. “E' un emiciclo di cemento detto "Crescent" (mezzaluna) – si legge nel blog - con un vago e anacronistico stile post(iccio)moderno, l'edificio è una muraglia alta circa trenta metri che si estende nel suo complesso per ben trecento metri (pari a tre campi di calcio), per un totale di circa 90.000 metri cubi di volumetria, che altererà per sempre in modo negativo un pezzo della città di Salerno. Tratti emblematici del Lungomare e del centro storico vedranno chiudersi la visuale verso il mare e verso la Costiera”. Il tutto a costi enormi per la collettività. Ecco i conti parziali stimati in base ai documenti che si hanno in possesso: 1 - L’Apu di Santa Teresa (area di puntuale trasformazione urbanistica) elaborata da Bohigàs, di cui poi il Comune di fatto non ha tenuto conto, tanto è vero che ha indetto un bando di concorso su curriculum (non un concorso di idee), successivamente vinto da Bofill. Quest'ultimo percepirà una parcella di € 2.676.900,98 per il progetto del "waterfront" o fronte del mare. (G.C. N°950 del 06/07/2007); 2 - La demolizione milionaria dell'Hotel Jolly, il cui valore, determinato da una perizia, è stato approvato in consiglio comunale. I proprietari, in cambio, riceveranno una quota dei diritti edificatori degli edifici che contorneranno la piazza; 3 - Il valore immobiliare di alcuni tra gli edifici già demoliti come l’Istituto Nautico, edificio pubblico, sacrificato sull’altare di "Piazza della libertà"; 4 - L'ulteriore somma di € 10.335.874,00 versata dal Comune al Demanio per la riacquisizione di una parte dell'area demaniale già in suo possesso (guarda caso l'area di sedime del futuro edificio detto Crescent mq 4985,00), affinché togliesse il vincolo decennale di inalienabilità (G.C. N° 273 del 06/03/2009). Di sicuro chi realizzerà gli edifici non dovrà farsi carico dei costi della piazza vera e dei parcheggi interrati, dato che i soldi per queste opere rientrano nel Programma Operativo Regionale Campania Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013 ”. Per ora il progetto sembra aver risparmiato gli antichi platani. Fino a quando? Il blog del Comitato No Crescent Leggi l'articolo Guarda le foto del cantiere Crescent
|