|
Il Piano di ristrutturazione presentato dalla Fiat per Pomigliano d'Arco (Napoli) potrebbe portare ad un ridimensionamento degli organici dello stabilimento e mettere a serio rischio numerose imprese dell'indotto.
E' quello che sottolineano i senatori del Prc, Tommaso Sodano e Raffaele Tecce, che hanno presentato un'interrogazione urgente ai ministri Cesare Damiano (Lavoro) e Pierluigi Bersani (Sviluppo economico). Altra denuncia arriva dalla Slai Cobas e Uilm: in serio pericolo il posto di lavoro di tutti i dipendenti delle terziarizzate. I parlamenti del Prc chiedono di “'intervenire contro la decisione della Fiat di licenziare 85 lavoratori dello stabilimento di Pomigliano d'Arco” e tutelare i lavoratori dell'indotto campano da licenziamenti e cassa integrazione. Fatti che “segnalano un clima che non lascia ben sperare circa la realizzazione del piano di rilancio dello stabilimento di Pomigliano presentato appena due settimane fa dalla Fiat Auto”. Ci si riferisce “ad un accordo stipulato in giugno tra Fiat ed organizzazioni sindacali che prevede la messa in mobilità di 300 lavoratori, esclusivamente su richiesta degli stessi”. “'Tuttavia - aggiunge - solo 215 lavoratori hanno aderito, mentre nei giorni scorsi la Fiat ha unilateralmente disposto di mettere in mobilità forzata altri 85 operai”. Dopo il piano di ristrutturazione presentato da Fiat, con la chiusura dello stabilimento di Pomigliano per due mesi, appare “grave la situazione dell'indotto”. Sodano cita nell'interrogazione, il caso della Dhl. “Circa 700 lavoratori di questa azienda, che si occupa di logistica, attività essenziale per il gruppo - spiega - andranno in cassa integrazione a zero ore nel periodo compreso tra il 7 gennaio ed il 2 marzo, mentre sono ancora peggiori le prospettive dei 104 lavoratori interinali, che probabilmente saranno mandati a casa”. Sempre i due senatori hanno presentato un'interrogazione su un'altra grande azienda di Pomigliano: l'Alfa Avio. In questo caso la richiesta al ministro del Lavoro riguarda il riassorbimento dei lavoratori in cassa-integrazione, la stabilizzazione dei precari più vecchi contro la decisione dell'azienda “di coinvolgere nuovi lavoratori privi di tutele e garanzie”. Altra denuncia arriva dalla Slai Cobas e Uilm: “I lavoratori della Dhl sono tutti rientrati in fabbrica - spiega Vittorio Granillo, del coordinamento provinciale - ma sono fermi perchè la Fiat ha mandato a casa i propri dipendenti, facendo prendere loro la seconda giornata di ferie 'forzate'. Una situazione paradossale, che la dice lunga sulla cattiva organizzazione dello stabilimento torinese”.  Granillo ha inoltre aspramente criticato il piano Marchionne che, secondo il sindacalista, mette in “serio pericolo il posto di lavoro di tutti i dipendenti delle terziarizzate”. Mimmo Vacchiano, delegato Rsu Uilm alla Fiat auto, ha, invece, criticato le modalità adottate dai vertici aziendali sia per la messa in mobilità dei circa 100 operai avvenuta nei giorni scorsi, che la decisione dell'azienda per il rientro lavorativo del 27 e 28 dicembre prossimi: “avevamo stretto un accordo con l'azienda - spiega - per il ponte delle festività natalizie. Ma con una decisione unilaterale, e senza avvisare i sindacati, i vertici hanno stabilito il rientro in virtù della mancata produzione nei giorni di sciopero degli autotrasportatori”. Altro articolo sulla Fiat, Pomigliano d'Arco: Fiat, Pomigliano d'Arco: cento operai in mobilità
|