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Trasporti marittimi della Campania, da Amalfi e Sorrento alle isole: un quadro sconvolgente e privo di concorrenza. E' questo quanto descritto dall’Autorità Garante per la Concorrenza ed il mercato nell’avvio di procedimento (deciso nella seduta del 13 novembre 2008) con riferimento ai trasporti marittimi nel golfo di Napoli in seguito alla denuncia congiunta di Generazione Attiva (Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori) e dell’Autmare per l’ipotesi di “intesa restrittiva della concorrenza”.
Il dito è puntato anche verso il contesto in cui operano le società di trasporto marittimo, riconducibili ad un numero ristretto di gruppi, sempre gli stessi e specializzati su determinate rotte. Ecco il quadro della composizione delle società: da D’Abundo (Medmar) che partecipa, attraverso Sofida Spa al capitale di Linee Lauro ad Alilauro che partecipa a sua volta nel capitale Medmar o ancora Il Metro del Mare che vede la partecipazione principale di Snav e Alilauro. Secondo l’Antitrust il consorzio creato dalle imprese “può ridurre ulteriormente gli spazi per l’adozione di condotte autonome da parte delle imprese, e l’istituzione dell’Acap (Associazione Cabotaggio Armatori Partenopei) potrebbe contribuire a rafforzare la tendenza al coordinamento”. Un coordinamento che sembra ripartirsi le tratte: poche imprese e pochi gruppi infatti coprono la maggior parte dei percorsi e tra queste non c’è competizione se non con la Caremar, azienda pubblica e che rischia ora di essere privatizzata. Ed proprio di questi giorni la notizia dello sciopero dei lavoratori Caremar seriamente preoccupati di questa possibilità. L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato presieduta da Catricalà ipotizza un’intesa che arriva a definire "consistente" perché avviene tra la quasi totalità degli operatori del trasporto marittimo nel Golfo di Napoli e Salerno in violazione delle norme sulla concorrenza. Un’intesa, questa, volta alla ripartizione mercato rilevante nazionale ostacolando il commercio intracomunitario in violazione alla legge 287 del 1990 e all’’articolo 81 del Trattato CE che vieta tutti gli accordi tra imprese che ostacolino il commercio tra stati membri e che falsino concorrenza. “Generazione Attiva – dichiara Andrea D'Ambra - in qualità di denunciante, si augura che l’intervento dell’Antitrust possa servire a far piena luce sulla situazione dei trasporti marittimi nel golfo di Napoli e Salerno e a ristabilire la concorrenza, con tutti i benefici che da questa possono derivare, a cominciare dai prezzi delle corse”. Campania, l'odissea dei treni lumaca
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