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I Pm di Napoli contro il decreto rifiuti: incostituzionale e pericoloso per la Campania PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 29 Maggio 2008 15:40

Decreto rifiuti bocciato da 75 magistrati Parere negativo. Il decreto approvato dal governo Berlusconi viene bocciato da 75 magistrati della Procura di Napoli. Ma soprattutto lanciano, in un documento inviato al Csm, l´allarme “pericolo” per la Campania.

Il testo viene criticato per l´istituzione di una Procura regionale e per il tribunale specializzato in materia di rifiuti oltre che per la possibilità di poter smaltire rifiuti vietati invece in altre regioni e Paesi europei.

Solo in Campania, posto che nelle altre regioni vige il divieto assoluto, sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualsiasi paese europeo”.

La riforma, scrivono i PM, “non sembra assecondare e sostenere lo sforzo profuso dal nostro ufficio e dagli altri uffici inquirenti campani” nelle indagini che hanno cercato “di contrastare fenomeni illegali di vario tipo, anche riguardanti le infiltrazioni della criminalità camorristica nel settore dei rifiuti, di individuare gravi degenerazioni amministrative e di contenere e ridurre il danno arrecato all´ambiente, al territorio e alla salute dei cittadini”.interno della Procura di Napoli

In calce al documento, le firme di veterani dell´ufficio come il pm di calciopoli, Giuseppe Narducci, o di sostituti impegnati in prima fila nelle indagini anticamorra come Marco Del Gaudio, Antonello Ardituro e Sergio Amato. Hanno firmato i procuratori aggiunti Sandro Pennasilico, Franco Roberti e Aldo De Chiara, ma anche i pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, titolari dell´indagine sulla gestione dei rifiuti.

I magistrati stigmatizzano quindi la parte del decreto con la quale si “assicura una deroga a principi generali in materia di gestione dei rifiuti”.

Nel documento i sostituti scrivono ancora: "Viene ad essere individuata, infatti, una nuova figura di giudice -il Tribunale di composizione collegiale che si occupa delle misure cautelari personali e reali relative a reati in tema di rifiuti- che, da una parte straordinario, poiché temporalmente e territorialmente limitato, dall'altra speciale, avendo cognizione di una specifica e limitata materia. Per di più -scrivono i pm- tale modifica riguarda anche i procedimenti già avviati, con un mutamento delle regole nel corso del procedimento, che non può non rilevare anche in relazione all'articolo 3 della Costituzione".

 

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