|

“Fortuna il buco delle vite” romanzo scritto da Jolanda Buccella e pubblicato da la Ciesse edizioni, giovane casa editrice di Padova guidata dallo scrittore Carlo Santi, racconta la storia di una quarantenne, tormentata tra l'amore e le vicissitudini che le riserva il destino.
La giovane autrice campana, che si è avvicinata per la prima volta al mondo letterario, in questa storia racconta mille microstorie. Un romanzo che non ha paura di trattare anche argomenti tabù come la disabilità e i disturbi alimentari, un modo per riflettere.
La quarantenne per amore ha lasciato l'Italia e si è trasferita con il suo compagno, un affascinante medico dal passato tormentato, in Ruanda a pochi giorni dall'inizio del genocidio dei tutsi del 1994.
Le intricate vicende del destino la porteranno a vivere i suoi ultimi giorni in prigione e quando verrà decisa la sua condanna a morte, la donna ripercorrerà il lungo e tortuoso cammino delle sue vite passate. Perché Fortuna in realtà non è il suo vero nome, prima ha prestato il suo volto e le sue emozioni ad altre due donne. Così all'improvviso la sua memoria la riporta in dietro di molti anni, alle Quattrovie, il paesino del profondo sud dell'Italia dove è nata un lontano mese di giugno degli anni 50'. Ora è di nuovo J. Rizzutelli, la bambina con i capelli rossi come l'inferno e una brutta malformazione alla colonna vertebrale che tutti, per ignoranza, chiamavano il buco della vita. Vive ancora nella casa del portone verde e accanto a lei c'è l'amatissima nonna Umberta Prima, l'unica persona che la incoraggiava continuamente a superare i suoi limiti e a lottare per la sua felicità. Umberta era tutto il suo mondo, con lei viveva un rapporto simbiotico e il dolore mostruoso che ha provato, quando l'ha persa per sempre è ancora così vivo e radicato nella sua anima. Non deve sprecare gli ultimi preziosi secondi della sua esistenza, lasciandosi trasportare dalla disperazione per quel lutto che non ha mai avuto il coraggio di dimenticare, così ripone ancora una volta la piccola J. in un angolino nascosto della sua memoria e si rifugia in Piccoletta, la povera barbona che per dieci lunghissimi anni ha cercato di resistere alla fame e al freddo degli inverni romani più rigidi, soltanto per poter arrivare a quell'appuntamento che è fondamentale nella vita di tutte le donne.
L'appuntamento con l'amore, che ha gli occhi profondi e lucenti come due olive nere di Nadir, un medico ruandese che è stato costretto all'esilio, per non soccombere al regime che ormai da anni stritola il suo Paese. In un primo momento il rapporto tra Nadir e Piccoletta non è per niente facile, la donna dopo aver vissuto a lungo per strada e sperimentato quanto possa essere grande l'indifferenza e la ferocia umana, non riesce più a fidarsi di nessuno. Ma il dottore con una pazienza certosina riesce a conquistare la sua amicizia e a entrare lentamente nel suo cuore. Poco alla volta la donna trova la forza per raccontargli del terribile rapporto che da bambina aveva avuto con sua madre Anita, una bellissima ex ballerina classica che non aveva mai accettato la sua disabilità, della disperazione della sua adolescenza divisa tra un digiuno che l'aveva quasi portata alla morte e delle abbuffate senza controllo che avevano rischiato di farla esplodere e persino di come era arrivata a ridursi a quella vita di stenti e privazioni per strada. Quando anche Nadir avrà il coraggio di parlare del suo passato ruandese, degli anni che ha trascorso in carcere e del suo lungo esilio in Italia, il rapporto tra i due subirà una completa evoluzione…e Piccoletta avrà la possibilità di rinascere ancora e di diventare Fortuna, l’unica donna che forse avrebbe sempre voluto essere.
"Fortuna, il buco delle vite" edito da Ciesse edizioni collana green.
Sul sito della casa editrice www.ciessedizioni.it le prime venti pagine da leggere.
|