|
La Costiera amalfitana si prepara ad accogliere la 57esima Regata storica delle Antiche Repubbliche Marinare con tutta una serie di eventi, tra cui una mostra sulle carte geografiche e nautiche: “Eolo nelle Rose dei Venti” che si tiene fino al 20 giugno presso il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro di Amalfi, Arsenale della Repubblica. Le opere in mostra, provenienti dalla collezione Gianni Brandozzi, e messe insieme dal lavoro del Centro di Cultura e storia amalfitana, delineano il territorio del Regno di Napoli, dello Stato della Chiesa e dell’intero suolo italiano. La più antica è una “Rosa dei Venti” Italiana a 32 Venti, esemplare manoscritto con inchiostro di noce di ferrogallico datato 1477 epoca che coincide con le grandi scoperte, quando le carte nautiche non erano ancora dotate di meridiani e paralleli. La Rosa dei Venti, di sicuro fascino simbolico decorativo, era principalmente una rappresentazione del sistema geografico: attraverso delle linee romboidali “raggi di sole” si indicava la direzione dei venti, indispensabile elemento per tracciare la rotta di navigazione all’epoca. La carta verificata con i più moderni sistemi satellitari è risultata straordinariamente esatta. Tutte raccolte e custodite da Gianni Brandozzi, antiquario di Ascoli Piceno, raccontano la storia della Penisola attraverso i confini tracciati nel tempo tra i vari regni, vedute di città e con costumi delle varie regioni disegnate ai margini. Saranno esposte copie delle carte tolemaiche molto apprezzate da Leonardo da Vinci, le prime ad essere stampate, insieme alla Bibbia, dopo la scoperta della stampa. La necessità di aprire nuove strade verso il commercio con l’Oriente è l’impulso più forte alla nascita delle carte nautiche: dalla metà del XV secolo diventano strumenti di lavoro indispensabili e talmente preziosi che i comandanti, dopo aver razziato le navi, condividevano il bottino tenendo per sé le carte. Famose, nella seconda metà del Seicento, quelle disegnate dal frate veneziano, Vincenzo Maria Coronelli che nel 1690 le assemblò pubblicandole nel primo atlante italiano: di norma venivano stampate carte singole, in un numero che variava dalle 300 alle 600 ed erano vendute sciolte. Le carte artisticamente più rilevanti venivano acquistate come oggetti d’arte ed avevano anche funzioni decorative. I cartigli, sempre più ricchi e descrittivi, erano realizzati da artisti famosi che popolavano le terre sconosciute con razze fantastiche; i mari erano poi solcati da navi, infestati da mostri, abbelliti da rose dei venti. Vedere questa mostra sarà immergersi quindi nella storia, quando gli amalfitani erano tra i più famosi naviganti del Mediterraneo. Amalfi e il mare: un concorso per sensibilizzare sull'ambiente marino
|