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 “Ci sarebbero voluti gli osservatori dell’Onu per garantire la trasparenza di un referendum che è già nato sottoforma di ricatto”. E' Tommaso Sodano, responsabile nazionale del Prc, che commenta le prime ore del voto nello stabilimento Fiat di Pomigliano sull’accordo del 15 giugno, con un duro comunicato stampa. “Si sta votando in un clima da autentico regime, con i maxischermi che proiettano gli interventi dei dirigenti Fiat sulla bontà del patto sottoscritto, il dvd inviato ai lavoratori, le telefonate e gli sms ai dipendenti, ed i capi reparto che fanno continuamente pressioni sui lavoratori che si recano alle urne, minacciando la chiusura dello stabilimento in caso di voto negativo”. E aggiuge: “Un clima così è stato studiato scientificamente e vuole, a partire da Pomigliano sperimentare un modello in cui l’uomo è ridotto a un robot senza la possibilità di dissentire. Un referendum illegittimo, un ricatto insopportabile a cui bisognerà rispondere da domani in tutte le sedi per garantire i diritti costituzionali. Ai sindacati che si sono prestati a questo gioco al massacro delle regole democratiche un invito a riflettere prima che sia troppo tardi. Al Governo vorrei dire che la FIAT va costretta al rispetto degli investimenti in virtù degli oltre 200 mila miliardi di vecchie lire avuti dalla Stato italiano”. E così mancano poche ore per vedere il “sì” all'accordo che percentuali ha raggiunto. Perchè ci sono pochissime possibilità per la vittoria del no. Alle urne quindi i 5.133 dipendenti, ma con il fiato sospeso i circa 10.000 lavoratori dell'indotto. Si vota fino alle 21 sul piano dell’azienda che prevede 700 milioni di investimento per la produzione della nuova Panda e una maggiore flessibilità rispetto al passato. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi, dieci in tutto, allestiti nella sala logistica dello stabilimento dalla Rsu. Per il risultato finale non bisognerà attendere tanto: un paio di ore, dicono i sindacati promotori della consultazione, e cioè Fim, Uilm, Fismic e Ugl. Fiat Pomigliano d’Arco, il piano che non piace alla Fiom Fiat Pomigliano: ecco le condizioni imposte dalla Fiat
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