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Sorrento, è di nuovo allarme inquinamento. Ecco come si presenta il mare PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 18 Giugno 2010 08:38
Sorrento, attracco aliscafi

L’estate è appena alle porte ma sono già molte le segnalazioni giunte da cittadini e da turisti che si lamentano della qualità del mare in Penisola Sorrentina. Costretti a fare il bagno in acque sporche, temono rischi igienico-sanitari. Diverse anche le segnalazioni per i “miasmi” provenienti dalle aree dove sono allocati i depuratori che hanno più volte reso l’aria irrespirabile per tutti i cittadini e residenti  nei pressi del sito.

Lo spettacolo offerto ai turisti che sono sbarcati all’attracco aliscafi del Porto di Sorrento in questi giorni è stato scoraggiante: ad attenderli un mare verde e una vasta chiazza schiumosa maleodorante di colore marrone ai lati del pontile di attracco…e sotto la superficie una miriade di cefali intenti a pasturare tra le scaglie di sostanze galleggianti.

Il Wwf Penisola Sorrentina, come ogni anno, aveva prontamente allertato la Procura di Torre Annunziata e le Capitanerie di Castellammare di Stabia e di Sorrento segnalando un Inquinamento persistente delle acque del mare di Sorrento. Dalla località Lorelay a Sorrento era infatti stata osservata sulla superficie del mare una vasta chiazza di sostanze schiumose che, prodotta dalle eliche degli aliscafi e dei traghetti, in partenza e/o arrivo nel Porto di Sorrento, si spandeva all’esterno dell’area portuale trasportata dalla corrente e restando visibile in sospensione.

"Quello di oggi è stato l’ennesimo spettacolo infelicehanno dichiarato i volontari del WWF accorsi sul posto - transitando nei pressi del pontile degli aliscafi siamo stati attratti da un odore pungente e inconfondibile, assolutamente percettibile e costante proveniente da sotto il banchinamento in un punto dove le sostanze, identificate per comune esperienza come reflui fognari, erano addensate e concentrate indipendentemente dalla corrente e dai venti che spiravano. All’interno della chiazza ancora una volta sono apparsi diversi assorbenti e le caratteristiche “scagliette marroni”. Scarichi analoghi ormai li osserviamo con una certa continuità da anni e ci appare assurdo che ancora non si riesca a venirne a capo. Siamo fiduciosi nel lavoro dei magistrati  e ci auguriamo che a tale increscioso fenomeno (che l’estate scorsa ha raggiunto picchi di evidenza non più negabili)  si riesca a dare una risposta convincente".

Per i biologi del WWF "In questi giorni il mare nei pressi dei siti da noi visitati ha assunto un colore tra il verdognolo ed il marrone, la visibilità sott’acqua è quasi nulla, le alghe verdi sono cresciute a ritmo esponenziale (come effetto dell’eutrofizzazione provocata dalla presenza in eccesso di nutritivi, nitrati e fosfati, contenuti nei detergenti e scarichi fognari) e con esse sono prolificate migliaia di cozze, organismi che la Natura ha deputato al filtraggio del nostro mare; evidenti scompensi sono osservabili anche a riguardo delle specie ittiche con l’aumento numerico di alcune di esse (che dall’inquinamento trovano fattori positivi di crescita) a discapito di altre che diminuiscono; infine la superficie delle acque appare in alcuni punti con schiuma persistente che si forma con l’effetto delle eliche ed è indicatrice di presenza di olii e tensioattivi".

“Tutti coloro che hanno voluto sfuggire all’afaha dichiarato Claudio d’Esposito Presidente del Wwf Penisola Sorrentina - che in questi giorni ha attanagliato la penisola sorrentina e hanno deciso di tuffarsi in mare per trovare un po’ di refrigerio, sono stati costretti a nuotare facendo una vera e propria “gimcana” tra scaglie galleggianti di colore marrone, assorbenti, schiuma e quant’altro”.

“In un incontro-scontro tra correnti fredde e ossigenate e moti convettivi, - ha continuato d’Esposito - provenienti chissà da dove, di acque putride e calde. E’ auspicabile che in situazioni così palesemente evidenti le amministrazioni comunali e gli enti preposti si adoprino con urgenza ad effettuare seri e capillari controlli per individuare e punire i responsabili degli sversamenti fuorilegge e per tutelare eventuali danni alla salute dei cittadini che inconsapevolmente ed allegramente sguazzano in acque non più pulite. Inoltre ora più che mai c’è bisogno di una dura presa di coscienza da parte degli imprenditori della penisola: negare l’esistenza di un problema che è sotto gli occhi di tutti oltre a non giovare a nessuno, non è più possibile".

“I cittadiniha concluso il Presidente del Wwf - non possono prendersi una laurea in meteorologia e studiare venti e correnti per scegliersi una spiaggia dove trovare l’acqua pulita. In quanto ai turisti, una volta approdati sulle tanto pubblicizzate spiaggette sotto gli alberghi dove risiedono e constatata la cattiva qualità delle acque, pur non essendo scienziati o biologi dell’ARPAC, ci mettono ben poco a comprendere la situazione e a disdire le prenotazioni”.

 

Sorrento, attracco aliscafi
 

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