 Il Presidente della Municipalità napoletana di Chiaia, Fabio Chiosi (PdL) chiede a mezzo stampa che la “magistratura faccia piena luce sulle false invalidità”, bontà sua. La storia enorme delle invalidità false emerge nel salotto buono della capitale della Campania, il tutto sembrerebbe ideato da un consigliere della maggioranza di centro-destra a Chiaia (arrestato), negli stessi uffici di Chiaia, pianificato e organizzato nei minimi particolari dal direttore amministrativo (arrestato) della stessa municipalità. Tutto sotto gli occhi virginali del presidente Chiosi. Che il Presidente Chiosi sia estraneo ai fatti lo dice la magistratura, e anche la politica, ma la stessa politica non può non dire che ci sia una specifica, grave responsabilità, appunto, politica. Ed invece, in piena coerenza con quanto è avvenuto ed avviene a Palazzo Chigi, ma anche a Palazzo S. Lucia e a Palazzo S. Giacomo, la politica si congratula con lui, oggi si dice in modo partisan, a partire dal capogruppo PdL al Senato, tale Gasparri, fino alla sindaca PD di Napoli. Tutti stretti intorno a lui, che, intanto, questo lo si può dire con serenità, negli ultimi anni non ha prodotto un solo atto, non ha avanzato un solo dubbio, non ha avviato alcuna procedura amministrativa che potessero aprire uno squarcio di verità nel porto delle nebbie di Chiaia. Forse è bene, a questo punto, lasciarsi andare a qualche notazione sociologica, utile soprattutto per chi non conosca bene la realtà di Chiaia. Stiamo infatti parlando del quartiere nobile di Napoli, il più ricco, quello di rappresentanza, dove insistono i Grand Hotel, dove si realizzano le più alte rendite fondiarie d’Europa, più alte, tanto per intenderci, dei suoli vicini al Colosseo. Ma anche il quartiere in cui coesistono ancora, a poche decine di metri, realtà di sofferenza sociale profonda, ancora famiglie che vivono, sopravvivono, nei famigerati bassi, alcuni dei quali diventano miracolosamente civili abitazioni, grazie all’intercessione di tale (San) Romeo , che sta appunto provvedendo alla vendita di quegli immobili, per effetto di una delibera di cartolarizzazione approvata dalla Giunta comunale (centro-sinistra?) di Napoli, in applicazione al decreto berlusconiano (centro-destra?) di svendita degli immobili pubblici. In un tale contesto è ovvio che la criminalità organizzata la faccia da padrona, ma è anche vero che, come si dice a Chiaia, lato povero, ma anche lato ricco, a chiav’ é l’acqua sta sempre in qualche palazzo della politica, perché poi gli attrezzi del saper fare li fornisce la miriade di studi professionali, eleganti, di prestigio, che fioriscono sempre in quel quartiere, Insomma sta tutto lì, in un fazzoletto di terra, poveri da vessare e da inguaiare, ricchi che fanno carriere politiche e finanziarie, funzionari infedeli che confezionano il tutto. Poi c’è il solerte capogruppo PD che si dichiara fiducioso sulla possibilità che il tale funzionario possa chiarire; e intanto la posizione politica del PD, chi la chiarisce? C’è una voce sola, forse due, che si leva da quel Consiglio municipale per chiedere chiarezza politica, per chiedere il conto delle responsabilità istituzionali. Gli altri sono, come sempre, preoccupati di non disturbare il manovratore, come sempre, chiunque egli sia. Perché non si può sapere. E' meglio mantenersi sul prudente. A questo punto sorge la domanda di sempre: vuoi vedere che anche questa volta a pagare saranno solo gli stracci? Bagnoli e la tentata vendita dei suoli ex Ilva: il pericolo speculazione
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