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E' un nutrito dossier quello che si può leggere e, soprattutto, "ammirare" sul sito online FaiNotizia.it che ha lanciato un’iniziativa in rete per denunciare lo scempio dei manifesti elettorali abusivi. Il sito oltre a fare informazione, lancia anche un appello: “Manifesti elettorali abusivi: fermali con una foto!”.
Per legge un manifesto elettorale andrebbe affisso in spazi che ogni comune è tenuto ad allestire con l’obiettivo di disciplinare la propaganda politica ma, soprattutto in campagna elettorale, i manifesti dei candidati politici finiscono per coprire chilometri di muro, cassonetti, centraline elettriche, lampioni, pensiline degli autobus, persino le cancellate dei parchi e i cartelli stradali. Se si dovesse votare un politico valutando il suo senso civico, non un solo voto degli elettori andrebbe a quanti di questi contravvengono alle normative previste in materia, provocando uno scempio di notevole impatto, senza considerare lo spreco di carta che si potrebbe tranquillamente evitare se si optasse per l’utilizzo delle moderne tecnologie, più veloci, razionali, meno impattanti dal punto di vista ambientale, e capaci di raggiungere un elettorato più ampio, come la pubblicità on line. Quella dei manifesti abusivi, che si può definire una vera piaga, è una storia vecchia. Il Governo è intervenuto più volte per cercare di arginare il fenomeno ma senza risultati, anzi, invece di adottare misure atte a disincentivare il fenomeno, negli ultimi anni si sono susseguite una serie di sanatorie che hanno “legalizzato” il fenomeno del tutto abusivo.
L’ultima sanatoria è stata sancita dal Governo Berlusconi nella legge di conversione del dl 30 dicembre 2008, n. 207, ribattezzato decreto “Milleproroghe” (approvato con voto di fiducia l’11 febbraio scorso al Senato e ieri alla Camera). Dopo l’articolo 42, è stato introdotto l’art.42-bis che prevede una sanatoria generalizzata per tutte “le violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità commesse nel periodo compreso dal primo gennaio 2005 fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, mediante affissioni di manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari”. In pratica tutto lo scempio perpetrato con l’affissione abusiva di materiale pubblicitario e propagandistico dai candidati onorevoli, senatori, ministri, assessori, consiglieri, durante le competizioni elettorali dal primo gennaio 2005 a oggi (ci sono ben due elezioni politiche senza parlare delle tornate amministrative), saranno sanzionate con il versamento, a carico del committente responsabile, di un’imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute, a 1.000 euro per anno e per provincia. In poche parole se un candidato tappezza selvaggiamente l’intera città di Napoli con i suoi manifesti elettorali, se la caverà con un versamento di soli 5000 euro, 1000 euro per ogni provincia della regione.
Quisquilie e pinzillacchere direbbe Totò se si raffrontano con le spese sostenute da ogni comune per la rimozione dei manifesti e striscioni abusivi che saranno, ovviamente, a totale carico delle singole amministrazioni e quindi di tutti i cittadini. Vale la pena di ricordare che il provvedimento emanato dal Governo Berlusconi, sospende, tra le altre cose, l’applicazione dell’articolo 15, commi 2 e 3, della legge 10 dicembre 1993, n. 515 che disciplina le campagne elettorali per l’elezione alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. In considerazione di tutto la campagna lanciata dal Fai Notizia.it assume un’importanza rilevante per arginare il fenomeno del “manifesto selvaggio”. Tante le foto inviate già da molte parti d’Italia. Foto che, meglio di ogni altra parola, descrivono quanto scempio c’è in giro in ogni campagna elettorale. Verrebbe da chiedere a quei volti sorridenti e ammiccanti, tirati a lucido per la foto “sul manifesto” cosa si può avere tanto da ridere quando si sta spiaccicati sopra un cassonetto della spazzatura. Nel sito anche il servizio mandato in onda da Le Iene. Si sente dalla viva voce del rappresentante della maggiore agenzia di affissioni di Milano come sono gestite le campagne elettorali sulle strade della Capitale. “Il mio consiglio spassionato da tecnico è andare in abusiva, solo in abusiva!”. E ancora, “Il Comune non riesce a starci dietro. Chiude un occhio. Poi magari te li coprono, però dopo 4-5 giorni. Il Comune lo sa che siamo noi a devastare la città”. Per denunciare e impedire il perpetrarsi di questo modo incivile di gestire la campagna elettorale, a tutti non resta una cosa da fare: fotografare gli scempi e metterli in rete per farli conoscere a tutti. Clicca qui se vuoi vedere in rete la tua foto con manifesti elettorali abusivi
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