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La voce si è sparsa in rete e una piccola conferma c'è stata: Impregilo, la società che ha realizzato l'inceneritore di Acerra, e che ha vinto grossi appalti in giro per l'Italia, ha a che fare anche con l'ospedale San Salvatore de L'Aquila, evacuato e dichiarato inagibile nonostante fosse di nuova costruzione.
L'ufficio stampa del colosso quotato in borsa, che ha sede a Sesto San Giovanni, però non si è fatto attendere e ha precisato: “ Siamo intervenuti ma non sulla parte strutturale. L'ospedale ha iniziato la costruzione nel 1972, mentre noi abbiamo vinto una gara nel 1991, quando l'intera struttura era già stata tirata su. Il nostro compito, con diversi stralci durato fino al 2002, è stato quello di realizzare gli impianti sussidiari: pavimenti, bagni, impianti elettrici e meccanici, mobili, opere di cintura. Ma non ho idea di chi abbia precedentemente realizzato la struttura”.  Sicuramente si dovranno accertare le responsabilità di quanto è accaduto, intanto c'è da registrare che anche quest'opera pubblica è stato l'ennesimo sperpero di denaro pubblico, con lavori che si sono protratti per anni anche dalla stessa Cogefar (all’epoca impresa della galassia Fiat), oggi Impregilo. La società dopo essere stata a lungo controllata dalla famiglia Romiti fa attualmente capo ai gruppi Benetton, Gavio e Ligresti attraverso Igli. Nel settore ospedaliero ha realizzato in Italia (così come viene citato sul sito internet) “ l’ospedale di Lecco, l’Istituto Oncologico Europeo di Milano, l’ospedale di Modena, quello di Careggi, quello di Poggibonsi, quello della Versilia, l’ospedale di Destra Secchia e “inoltre, ospedali a L’Aquila, Cerignola e Menaggio”.  E infatti nel 1991 Impregilo si aggiudicò la gara per la messa in funzione dell'ospedale assieme ad altre imprese, come ammesso anche dall'ufficio stampa. Nel 2000 la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema sanitario 'bocciava' l'Ospedale nuovo S.Salvatore dell'Aquila inaugurato solo un anno prima: "Irrazionalità e obsolescenza dell'impianto costruttivo" e "scarsa qualità dei materiali impiegati". La bocciatura della struttura è contenuta nella Relazione conclusiva della commissione sulle “Strutture sanitarie incompiute o non funzionanti”. Nel documento, ad appena un anno dall'apertura del nosocomio, si evidenziava dunque carenze strutturali dell'ospedale. Ma come sempre questa “bocciatura” non ha trovato seguito, se non dopo il terremoto.
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