Torna alla homepage Torna alla homepage  
 
Torna alla homepage Venerdi 30 Luglio 2010
 

 
 
Cerca articolo
Google
Area Riservata





Informazione Turistica
Lettere al direttore
Scrivete a
Maria Rosaria Sannino
Clicca qui


Informazioni

Ischia, mare avvelenato dai cavi Enel. La conferma del Governo PDF Stampa E-mail
Scritto da Eleonora Gitto   
Lunedì 08 Dicembre 2008 12:57

Lacco Ameno, mare inquinato dai cavi Enel Dal 2007 il comitato di cittadini di Ischia insieme all’Associazione dei Consumatori “Generazione Attiva” avevano lanciato l’allarme sul grave inquinamento da Policlorobifenili (PCB) che aveva colpito il mare dell'isola partenopea. La vicenda è stata oggetto di interrogazioni parlamentari.

Dopo mesi arriva la risposta del Governo che suona come una condanna: il mare di Ischia è  stato avvelenato dai cavi sottomarini dell’Enel e il pericolo non è ancora rientrato.

 

Dal 14 giugno2007 a Lacco Ameno e a Casamicciola Terme stanno attendendo che qualcuno provveda alla bonifica di una vasta area rimasta inquinata dalla fuoriuscita di olio fluido contenente PCB da uno dei quattro cavi sottomarini ad alta tensione della Centrale Enel della Fundera in località Lacco Ameno.

Il 14 giugno, infatti, a causa di un banale arpionamento di un’ancora di un’imbarcazione rimasta sconosciuta si é prodotto uno squarcio ad uno di questi cavi Enel provocando la fuoriuscita in mare di circa 34 tonnellate di questa sostanza provocando così un grave caso di inquinamento ambientale.

 

La presenza del PCB nel mare di Ischia era stata rilevata dall’ Agenzia Regionale per l’Ambiente Campania (ARPAC) in seguito a segnalazione di cittadini e associazione “Generazione Attiva”.

L’accertata presenza della sostanza altamente tossica aveva fatto scattare tre interrogazioni parlamentari indirizzate al Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo dalle Onorevoli deputate Mura (IDV) 4/00226, Mussolini (PDL) 4/00213 e dalla Senatrice Sbarbati (PD) 2/00008 aventi ad oggetto il grave inquinamento da Policlorobifenili nel mare dell’Isola d’Ischia.

 

Nave sulla direttrice dei caviIl Sottosegretario all’ Ambiente On. Menia ha risposto a due delle tre interrogazioni presentate, quelle delle On. Mura e Mussolini (resta in attesa di risposta l’interpellanza della Sen. Sbarbati).

Una risposta, quella del Governo che conferma tutte le legittime preoccupazioni e  suona come una condanna: il mare di Ischia presenta una è avvelenato dai cavi elettrici ad alta tensione dell’Enel S.p.a., relativi al collegamento sottomarino Cuma-Lacco Ameno. Da essi è fuoriuscito olio contenente PCB policlorofenili.

 

Dalle ultime analisi la quantità di PCB presente nell'acqua sembra essere rientrata nei parametri di legge ma ciò non significa che sia scomparsa: esiste la reale possibilità  che essa sia si semplicemente depositata sui sedimenti di fondo e questo non la rende meno nociva sia per la fauna ittica che per la salute umana. 

 

 

 

Ecco il testo integrale della risposta del Governo a firma dell’on. Menia

 

"In merito a quanto indicato nell’atto di sindacato ispettivo in esame, riguardante la rottura, in data 14 giugno 2007, a causa di ignoti, in località Fundera, dei cavi elettrici ad alta tensione dell’Enel S.p.a., relativi al collegamento sottomarino Cuma-Lacco Ameno, con la conseguente fuoriuscita in mare di olio, contenente PCB policlorofenili e si chiede di conoscere quali atti questo ministero intenda intraprendere per la messa in sicurezza di emergenza e per la bonifica dell’ambiente marino, ai sensi dell’articolo 240 del decreto legislativo n. 152 del 2006, si rappresenta quanto segue.

Con nota del 12 luglio 2007, il comune di Lacco Ameno, nel trasmettere la segnalazione di presunto danno ambientale a seguito della fuoriuscita di olio, promuoveva accertamenti e verifiche, ai fine di valutare l’opportunità di adottare eventuali provvedimenti a tutela della salute e dell’incolumità pubblica.

In data 24 settembre 2007 l’Agenzia regionale protezione ambientale Campania (ARPAC), servizio territoriale del dipartimento provinciale di Napoli, comunicava che, a seguito del campionamento di acqua di mare, le analisi evidenziavano livelli di concentrazione di PCB totali superiori ai valori prestabiliti, quali standard di qualità ambientale per le acque superficiali.

A seguito di ciò, il 7 novembre 2007, la direzione generale qualità della vita di questo ministero, competente per materia, richiedeva alla prefettura di Napoli, ufficio territoriale del Governo, dandone conoscenza all’Enel S.p.A., se la società avesse messo in opera entro le ventiquattrore le misure necessarie di prevenzione e ne avesse data immediata comunicazione, ai sensi dell’articolo n. 304, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006.

 

Cavi Enel, Centrale Fundera L’Enel S.p.A., con nota del 28 novembre 2007, rappresentava che i cavi ad alta tensione del collegamento Cuma-Lacco Ameno contengono fluido isolante a base di alchilati lineari che, secondo studi condotti da laboratori pubblici, non risulta essere né tossico, né nocivo, ma biodegradabile per evaporazione; specificava, inoltre, che la rottura dei cavi sottomarini, che ha determinato la fuoriuscita di olio PCB in mare, era stata causata da ignoti, e che, pertanto, ad avviso della società, non sussistevano i termini per l’applicazione dei disposti di cui all’articolo 304, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006.

A seguito del consiglio comunale, riunitosi l’11 dicembre 2007, il Sindaco del comune di Lacco Ameno, in relazione alla questione, inoltrava un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.

Con nota, poi, del 15 gennaio 2008, la predetta Direzione generale richiedeva all’ARPAC, dandone conoscenza alla Prefettura di Napoli ed all’Enel SpA copia del verbale di sopralluogo effettuato in data 19 luglio 2007 nel sito, al fine di acquisire informazioni circa lo stato dei luoghi.

Successivamente, in data 24 gennaio 2008, la società Enel SpA informava la prefettura di Napoli e gli enti territoriali, nonché l’ARPAC e questo Ministero, dell’avvenuta riparazione del cavo elettrico che ha determinato la fuoriuscita di olio PCB e confermava, a seguito di ulteriori analisi, l’assenza assoluta di qualsiasi contaminante assimilabile ai policlorobifenili (PCB).

Tale assenza si evidenziava anche dal rapporto ARPAC trasmesso in data 12 febbraio 2008, secondo il quale il campione di acqua di mare presentava valori di concentrazione di PCB inferiori al limite di rilevabilità del metodo di analisi; non si escludeva, però, la possibilità che il PCB, rilevato in precedenza con il primo campionamento, si potesse essere depositato sui sedimenti di fondo.

Infatti, a parere dell’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM) i PCB sono inclusi tra i cosiddetti POPs (Persistent Organic Pollutants) e considerati nocivi per l’ambiente e per la salute umana e inseriti, quali inquinanti, anche al punto 11 dell’allegato 1 della tabella 1/B, parte terza, del decreto legislativo n. 152 del 2006, con obbligo di segnalazione al Ministero dell’Ambiente.

 

Effetto PCBTali oli hanno una scarsa solubilità in acqua e, quando versati in mare, in breve tempo, non sono più rintracciabili in campioni di acqua superficiale, mentre sono assorbiti dal particolato sospeso, si accumulano nei sedimenti ed entrano nelle reti trofiche. Lo stesso Istituto ritiene necessaria ed urgente l’elaborazione di un piano di caratterizzazione, volto ad ottenere dati adeguati a valutare esigenze e modalità di messa in sicurezza e bonifica dell’area in questione.

Il 4 giugno 2008, presso la Prefettura di Napoli, alla presenza degli enti territoriali competenti, dell’ARPAC, nonché della capitaneria di porto di Ischia, della protezione civile, del dipartimento prevenzione dell’ASL Na2 e dell’Enel SpA si è tenuta una riunione sull’adozione delle opportune operazioni di caratterizzazione e bonifica dei luoghi; con la predetta si è convenuto sull’opportunità di effettuare un prelievo di olio contenuto nei cavi Enel, non interessati dall’incidente del giugno 2007.

L’Istituto superiore per la Sanità con nota del 28 luglio 2008, in risposta ad una richiesta di parere di questo Ministero, ha segnalato la necessità di effettuare ulteriori indagini comprendenti campionamenti sui sedimenti e sugli organismi acquatici.

Il caso è costantemente monitorato dagli enti territoriali competenti, nonché dalla prefettura di Napoli, dall’ARPAC, dalla Capitaneria di Porto di Ischia, dal dipartimento prevenzione dell’ASL Na2 e dall’ENEL SpA al fine di adottare le opportune operazioni di caratterizzazione e bonifica dei luoghi.

A seguito di diversi sopralluoghi con conseguente campionamento di fluido presso la cabina di trasformazione della Enel Distribuzione SpA, l’ARPAC, in data 1o agosto 2008, ha trasmesso il Rapporto di prova ed il verbale di campionamento emesso dal Centro regionale siti contaminati, dai quali risulta che il liquido in esame non contiene PCB in quantità significativa.

 

Studi nel mare di IschiaAnche il Dipartimento delle scienze biologiche dell’Università Federico II di Napoli ha eseguito accertamenti analitici disposti dalla provincia di Napoli nel comune di Lacco Ameno, località Fundera-Bagno Vito; tale dipartimento ha evidenziato che i valori rilevati, relativamente ai sedimenti ed all’acqua prelevati, rientrano nei limiti di legge.

Tutta la vicenda, comunque, è attentamente monitorata dalla competente direzione di questo ministero che, al fine di trovare la miglior soluzione possibile per la risoluzione delle problematiche, è in attesa di ricevere da parte degli enti territoriali i relativi aggiornamenti.

Da ultimo, si rappresenta che l’intera questione è oggetto anche di un reclamo comunitario, caso 4111 del 2008, attualmente all’esame della Commissione europea".

 

Il Sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare Roberto Menia.

 

Alle soglie del terzo millennio cavi dell’ alta tensione che attraversano il fondo del mare, alla luce di tutte le innovazioni tecnologiche, sembrano appartenere alla preistoria. E pensare che Ischia è un isola del Mediterraneo dove sole, vento e acqua bastano e avanzano per  rendere autosufficiente dal punto di vista energetico l’Isola se solo si avesse la lungimiranza di puntare di più sull’energie alternative e meno sui meri interessi di parte.

 

Lacco Ameno, mare inquinato dai cavi Enel Nave sulla direttrice dei cavi Cavi Enel, Centrale Fundera Effetto PCB
Studi nel mare di Ischia
 

Seguici anche su...
Ecostiera.it su Facebook Ecostiera.it su Facebook
Ultime Notizie
Approfondimenti
Pubblicità
 
 
 
Campania Infelix
  Diventa un cittadino-reporter. Dai il tuo contributo a    cambiare le cose
  Scopri come... (clicca qui)

Visualizzazione ingrandita della mappa
 
© 1991 - 2007 Comunicazione e Territori scarl
via Chiunzi, 84 - fraz. Campinola - 84010 Tramonti - Costiera amalfitana (Sa)
ècostiera - Registrazione Tribunale di Salerno n° 793 del 27-02-1991
powered by SLNews.it