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Si autotassano per salvare i boschi dalla vendita messa in atto dal comune.
In tempo di magra nelle casse di Piaggine, nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, così come in altri piccoli Comuni, ci sono poche risorse e il patrimonio a disposizione va riconvertito, oppure reso produttivo. Ma quei boschi sono la vita per questi cittadini (1500 circa) che vivono immersi tra i boschi del monte Cervati la vetta più alta di questo territorio, con i suoi 1898 metri. Vendere quei boschi a privati, equivale ad uno schiaffo inaccettabile per chi è cresciuto qui e che sente propri questi monti. 90 euro è la quota pro capite che ciascun cittadino si autotasserà per sostenere il progetto “Salviamo i boschi del Cervati”, e che serviranno per tutelare quei boschi ammantati d'inverno e rivestiti di ciuffi di lavanda con la primavera. Un'oasi cara ai turisti, e meta anche di pellegrinaggio per la presenza del santuario della Madonna della Neve. Il Cervati è ricco di ontani e lecci, faggeti e oliveti. Ogni albero ha la sua storia. Dopo la mobilitazione dei cittadini, anche la Comunità Montana Calore Salernitano è scesa in campo, deliberando l'istituzione di un tavolo di concertazione per reperire le risorse economiche necessarie per quei comuni montani che si trovano ad affrontare la stessa emergenza di Piaggine, e che oltre allo spopolamento devono far i conti con la politica dei tagli. Rofrano, al via il sistema wi-fi internet libero Lontra, un monitoraggio per difenderla Torraca, il primo comune con eco illuminazione
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