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Si è conclusa con un paio di verbali la lunga storia della cartiera Camera di Minori. La Costiera amalfitana perde tra gli ultimi opifici ancora rimasti, e i ventisei operai, dalla sera alla mattina ( neanche un preavviso) sono rimasti senza più un lavoro. Tutto è iniziato il 19 aprile quando il turno di notte viene avvisato di non recarsi sul posto di lavoro perchè l'Enel ha staccato la corrente elettrica. Da lì è iniziato il trauma per i lavoratori: il giorno prima potevano contare su uno stipendio, il giorno dopo dinanzi a loro si è aperto un baratro. Tutto poi si è svolto in un silenzio assordante. Nessuna comunicazione ufficiale da parte della proprietà - Cartiera Carlo e Antonio Camera srl – che si è trincerata invece dietro al silenzio. La vicenda la possiamo ricostruire tramite la lettura di scarni verbali (allegati all'articolo) redatti dopo gli incontri avuti tra l'amministratore unico, Rita Maria Thau, e i delegati della Uil-Com Salerno, nella sede dell' Associazione Piccole e Medie Imprese di Salerno. Per lo storico opificio, dal 24 aprile 2012, si è stabilito così la “liquidazione aziendale” e la cessazione di ogni attività con conseguente licenziamento degli operai. Nei verbali non c'è nessun riferimento ai motivi oggettivi che hanno portato l'azienda, un tempo florida, verso una situazione di crisi irreversibile. In un linguaggio asciutto e burocratico si parla semplicemente di “cessazione attività”. Eppure la cartiera era un tempo specializzata nel ciclo completo del tissue, dalla produzione alla trasformazione. Poi un po' alla volta è iniziata la parabola discendente: nel luglio 2009 ci fu un grosso incendio che distrusse una buona parte dello stabile e due anni prima, nel 2007, Michele Cioffi, un operaio di 56 anni rimase impigliato in un macchinario e vi perse la vita. E questi tragici eventi, a parte la crisi del settore, possono anche aver contribuito ad una perdita di competitività. Ormai da tempo i costi troppo altri dell'energia elettrica e dei trasporti, con una posizione non troppo strategica per la commercializzazione dei prodotti, ha influito sulle scelte aziendali. E il management evidentemente non è stato in grado di trovare soluzioni alternative ad un mercato in crisi. Il sito internet oscurato, i telefoni che squillano a vuoto, hanno subito dato il sentore che l'azienda fosse giunta al capolinea. Mentre gli operai si aggrappavano anche alla più minima speranza, le decisioni invece erano già prese.  “Ancora una volta ci sono dipendenti – ha denunciato da subito Paolo Russo, consigliere Gruppo Consiliare “Città Futura” del comune di Minori - il cui avvenire prende a traballare pericolosamente, per i quali le prospettive di continuità occupazionale versano in piena incertezza, e la cui stessa vita diventa insicura e difficile. Qui non c’è bisogno di riformare l’articolo 18 per lasciare i lavoratori su una strada. Occorre una discussione generale sul problema, che coinvolga le organizzazioni sindacali, l’ente locale, l’azienda e soprattutto i lavoratori in prima persona, ai quali si dovrà consentire di partecipare finalmente in modo attivo alla determinazione del loro stesso futuro”. La solidarietà è arrivata anche dal sindaco, Andrea Reale, che tende però a lanciare un filo di speranza: “Il Comune è al lavoro per capire come poter riattivare lo stabilimento, facendolo diventare un contenitore vivo – spiega Reale – è un dramma per tutto il nostro comune veder chiudere una realtà produttiva del genere. Faremo di tutto, ciò che è nelle nostre possibilità, per veder rivivere questo luogo e ridare un futuro lavorativo a questi operai”. Intanto la mobilità è già diventata il presente di questi ventisei lavoratori. Il VERBALE DI MESSA IN MOBILITA' PER I 26 OPERAI iL VERBALE CHIUSURA CARTIERA CAMERA DEL 7 MAGGIO 2012 Il mare sporco della Costiera amalfitana, residenti già mobilitati Sei milioni di ecoballe depositate in Campania: 20 anni per smaltirle Campania, dati Istat 2011: fuga da Napoli, in crescita Salerno e Caserta
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