|
{mosimage}Ecomafia e crisi dei rifiuti. Il rapporto c'è: hanno dimezzato con gli sversamenti illegali di materiali tossici e pericolosi, i tempi delle discariche. Ma poi la creazione del Commissariato all'emergenza ha fatto il resto. E' Donato Ceglie, Pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere, da anni impegnato nel traffico delle ecomafie, a commentare così la grave crisi che attanaglia la regione Campania: “Le ecomafie hanno un ruolo drammaticamente centrale nella crisi campana – spiega il Pm - perché hanno dimezzato i tempi delle discariche, riempite in anticipo da milioni di rifiuti tossici o pericolosi smaltiti in modo illecito”. Il sostituto procuratore, membro anche dell'Osservatorio nazionale sui crimini ambientali, delinea lo scenario attuale: “Le attività delle organizzazioni criminali hanno allontanato gli imprenditori sani e impedito la nascita di filierie virtuose. Ecco che in Campania e in particolare in provincia di Caserta, tutto il catalogo dei crimini ambientali ha la sua universita''. Ma non è solo colpa della criminalità organizzata. “Ma l'altra 'iattura del sistema della gestione dei rifiuti in Campania è stata 'l'istituzionalizzazione del commissariamento straordinario: il primo commissario doveva rimanere per 14 mesi, invece dopo 15 anni si è ancora lì, alla disperata ricerca dell'ennesimo terreno disponibile, in un clima pesantissimo”. “La filosofia - secondo il magistrato - non è quella della gestione condivisa, ma di guerra, tutti contro tutti”. Lo scandalo rifiuti in Campania: tutta la storia del grande dramma. E come uscirne
|