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I terrazzamenti rischiano di scomparire

La Costiera amalfitana è un patrimonio incomparabile grazie anche al suo ambiente naturale unico nel suo genere: i terrazzamenti che dall’alto degradano a mare. Un vero spettacolo naturale. Un’icona che ogni turista ritrova dipinto sulle famose mattonelle, e nei tanti souvenir pubblicitari. Ma tutto questo si rischia con il tempo di non ritrovarlo più, causando anche problemi di dissesto idrogeologico. Gli agricoltori, gli ultimi rimasti che salvaguardano davvero questo territorio, stanno un po’ alla volta abbandonando i propri appezzamenti di terreno: il limone viene sottopagato, e loro sfruttati da una folle catena di commercializzazione.

Loro, i veri custodi di questa terra, si sentono così abbandonati, e non protetti.

Quasi il 60 % dei limoneti sono trascurati, e il famoso sfusato amalfitano rischia così l’estinzione. La categoria, tramite Marco Aceto, lancia l’ennesimo inascoltato allarme: “Non c’è una seria tutela territoriale dell’intera Costiera – denuncia Marco Aceto – assistiamo indifesi all’assalto di cosiddetti imprenditori commerciali, turistici, colonizzatori.

E poi, punta il dito verso alcuni commercianti che “ pur di fare soldi, ci propongono sottoprodotti squallidi che vanificano anni di impegno per arrivare ad un sacro riconoscimento di qualità da parte di organismi internazionali. Perpetrando e procurando danni notevoli di immagine ed economici alla Costiera tutta”. Eppure basta andare in un negozio della Costiera, o nei mercati anche del nord Italia per vedere come i limoni, con l’indicazione della zona di provenienza della costiera amalfitana, costano cari. Ma l’incongruenza nasce qui, a monte: il contadino viene praticamente sfruttato da chi commercializza il prodotto e così si ritrova in tasca – dopo non pochi sacrifici – la misera cifra di 0,35 centesimi al chilogrammo. Mentre sulle bancarelle ritroviamo quegli stessi limoni a 1 euro e 50 o anche a 2 euro e 50.

Così ci si ritrova con lo sfruttamento dei contadini, con un prezzo esorbitante imposto da chi commercializza, e magari anche prodotti contraffatti, che non hanno nulla a che vedere con la Costiera amalfitana.

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