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Giornata della Terra, la Campania troppo cementificata

Si calcola che in Campania oltre 145 mila ettari siano stati cementificati con costruzioni di opere spesso inutili, abbandonate e illegali. E bisogna porre un freno a tutto ciò. A denunciarlo è Legambiente che in occasione della “Giornata della Terra” che si festeggia il 22 aprile, pone l’accento sul rischio di ritrovarci un territorio sempre più stravolto, e che mette a rischio con il peggiorare del dissesto idrogeologico. Una serie di banchetti in tutta la Campania chiederanno di aderire alla petizione popolare promossa dalla rete di ong europee People4Soil e raccontare come impedire che il suolo venga violentato, soffocato, avvelenato. Una battaglia difficile, perché serve un milione di firme in tutta Europa entro il 12 settembre, di cui 54mila in Italia.
La petizione – che può essere firmata anche online su www.salvailsuolo.it -chiede che l’Unione europea introduca una legislazione specifica sul suolo, riconoscendolo e tutelandolo come un patrimonio comune.

Ogni anno in Europa spariscono sotto il cemento 1000 kmq di suolo fertile, un’area estesa come l’intera città di Roma. Senza un suolo sano e vivo non c’è futuro per l’uomo. Oggi il suolo è violentato, soffocato, contaminato, sfruttato, avvelenato, maltrattato, consumato. Un suolo sano e vivo ci protegge dai disastri ambientali, dai cambiamenti climatici, dalle emergenze alimentari. Tutelare il suolo è il primo modo di proteggere uomini, piante, animali.
Nonostante questo, in Europa, non esiste una legge comune che difenda il suolo. Ed è ora che si cambi pagina.

Per firmare la petizione: www.salvailsuolo.it 

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