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Finanza etica, un sogno possibile?

Promuovere la finanza etica in Europa è un “sogno” possibile? O siamo ancora ad un’utopia irrealizzabile? Il documento elaborato dalla Fondazione Finanza Etica (Gruppo Banca Etica) in occasione dei 60 anni dall’inizio del processo di integrazione europea che si celebrano a Roma il 25 marzo, propone un progetto di cambiamento profondo del sistema finanziario. Un modello fondato su trasparenza, partecipazione e uso responsabile del denaro, che rifiuta visioni di brevissimo respiro per considerare gli effetti a lungo termine delle proprie attività. E che presuppone l’educazione critica alla finanza di un numero crescente di persone.

La Fondazione Finanza Etica è tra gli aderenti a “La Nostra Europa”, un’insieme di associazioni, movimenti e organizzazioni nata per cambiare rotta all’Europa delle diseguaglianze, dell’insicurezza sociale, dei muri e delle spinte nazionaliste e per promuovere un’Europa unita, democratica e solidale.

Oggi il peso delle lobby finanziarie condiziona pesantemente le scelte delle istituzioni europee. Occorre un’azione di “contro-lobby” come quella di Finance Watch su scala europea.

In Italia con l’ultima Legge di Stabilità è stata riconosciuta la finanza etica. Occorre però una scelta analoga su scala europea. Secondo gli esperti serve una tassa sulle transazioni finanziarie; la separazione delle banche commerciali da quelle investimento; contrastare seriamente i paradisi fiscali; limitare i bonus dei manager; estendere l’applicazione del principio precauzionale contenuto nel Trattato di Maastricht anche all’ambito finanziario.

Fondazione Culturale Responsabilità Etica

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