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Costiera amalfitana: da Ravello uno spot per salvare i limoni

Al posto di un solito souvenir, regala un limone e il profumo della Costiera amalfitana. L’iniziativa lanciata con pubblici manifesti è dell’assessorato all’agricoltura del comune di Ravello che vuole così contribuire non solo a dare una mano ai pochi contadini ancora rimasti, ma anche a preservare il territorio dall’abbandono e dal dissesto idrogeologico.

“Sono 3500 km (allineando i terrazzamenti l’uno all’altro) che caratterizzano un paesaggio che è elemento essenziale della nostra immagine turistica e i cui oneri di manutenzione non possono essere imputati solo ai tanti piccoli proprietari– spiega Pasquale Palumbo, l’assessore che ha ideato l’iniziativa – e che dall’agricoltura non traggono più alcun reddito di impresa e continuano la loro attività solo per passione, attaccamento alla nostra terra e alle sue tradizioni”. Perchè i terrazzamenti sono sempre più in pericolo se si calcola che secondo una stima su 1650 ettari almeno 300 sono abbandonati. E ciò vuol dire dissesto idrogeologico sempre più dilagante. Ma basta uno slogan per rinvigorire un’economia al collasso e risolvere un grosso problema?

Oggi è un’economia agricola a piccola scala che non può confrontarsi con la globalizzazione dei mercati e rischia di scomparire – afferma Palumbo che dirige anche la Ravello Concert Society – e con essa anche il paesaggio che gli abitanti hanno creato trasformando una montagna scoscesa in un susseguirsi di giardini. Infatti, senza una costante manutenzione, le macere sono destinate a crollare provocando frane con effetti devastanti. È urgente ritrovare la convenienza nell’utilizzo delle risorse del territorio, oltre a ripristinare la conoscenza dei mezzi con cui farlo”. E da qui parte così la sua convinzione che però andrebbe estasa a tutto il territorio, allargando l’iniziativa in tutti i tredici comuni: “È quindi doveroso promuovere i prodotti tipici, le nostre tradizioni, con un piano pubblicitario a cui imprimere la stessa forza che da oltre 70 anni è stata dedicata solo al festival ed alle attività culturali – continua l’assessore che oltre al settore agricoltura si occupa anche di ambiente – circa 40000 persone soggiornano negli alberghi di Ravello durante l’anno per non parlare poi delle centinaia di migliaia che la visitano senza pernottare. Turisti che vediamo spesso acquistare e far spedire sino a casa bottiglie di vino o ceramica il più delle volte proveniente da altre regioni”. Ma come si valorizza fino in fondo il limone locale che rischia di essere “scambiato” con un falso? “Ci penserà la De.Co (Denominazione comunale d’orgine) – spiega Palumbo – e compito della commissione consiliare sarà quello di redigere i necessari disciplinari per la concessione del marchio attribuendolo solo a quei prodotti per i quali viene riconosciuto un equo prezzo di acquisto agli agricoltori che si sono impegnati ad una costante manutenzione dei loro terrazzamenti”.

Ora ci si aspetta che anche gli altri comuni aderiscano a quest’idea. Perchè ogni tanto “copiare” qualcosa non è banale, ma può diventare un effetto traino vincente.

 

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