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Costiera amalfitana, così si distrugge la Posidonia: barche ancorate a pochi metri dalla costa

Posidonia a rischio

Un patrimonio immenso che la Costiera amalfitana rischia di perdere: la Posidonia oceanica, vera e propria prateria sottomarina bioindicatore dello stato delle nostre acque si sta distruggendo. La causa? L’ancoraggio di barche di ogni grandezza a pochi metri di profondità (anche ad appena 14 metri) e nei pressi della costa. La denuncia arriva da un sub esperto come Gianni Addabbo profondo conoscitore e amante di questo pezzo del mediterraneo. Il suo appello dovrebbe far riflettere un po’ tutte le istituzioni: “A seguito dell’ancoraggio di innumerevoli e grosse imbarcazioni private nelle acque antistanti la citta di Amalfi( ma il fenomeno purtroppo riguarda tutte le località della Costiera amalfitana) – scrive Addabbo nella sua denuncia inviata a tutti gli Enti responsabili – nella fascia batimetrica compresa tra 10 e 30 metri di profondità si sta concretizzando la completa distruzione di enormi praterie di Posidonia Oceanica di importanza vitale per l’ecosistema marino. Urge una rapida soluzione del problema consistente nell’emanazione di una norma che preveda l’ancoraggio delle imbarcazioni nella fascia batimetrica superiore ai 30 metri di profondità”. Purtroppo la Capitaneria di Porto di Amalfi sembra che non può intervenire perchè l’area non ricade nell’area Marina Protetta di Punta Campanella, ma allora la tutela del mare lungo la rotta Positano- Vietri sul Mare da chi viene tutelato? Occorre istituire un ente parco marino per fare in modo che una risorsa vitale non venga compromessa?

Foto di Gianni Addabbo

Eppure gli “erbari di Posidonia” sono considerati un ecosistema prioritario dalla Comunità Europea con la direttiva n° 43/92 CEE relativa alla “conservazione degli habitat naturali e semi-naturali e della flora e della fauna selvatiche”, e inseriti nell’Annesso II alla convenzione di Barcellona del 1995 per la protezione del Mediterraneo dall’inquinamento. C’è anche da dire che l’inquinamento marino con la mancata depurazione delle acque può aumentare il problema, però l’ancoraggio a pochi metri di profondità andrebbe assolutamente vietato. Se in altre parti del mondo conservano e tutelano queste biodiversità come la Posidonia oceanica, mentre in un territorio Patrimonio dell’Umanità si ignorano completamente, ci sarebbe da chiedersi fino a quando l’intero ecosistema “costiera” non crollerà anche sotto l’aspetto dell’immagine.

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